Il perdono in famiglia: un valore da coltivare

Il perdono in famiglia è un valore molto prezioso da coltivare nelle nostre vite ipermoderne e tecnologiche. Ma come per coltivare in agricoltura abbiamo bisogno di tempo, pazienza e degli strumenti adatti, anche per questa semina e coltivazione abbiamo bisogno di approfondirne il senso e il significato, per far nascere la nostra preziosa pianta del perdono.

Si tratta di sperimentare e coltivare un valore; quello del perdono. Ne avete mai sentito parlare del perdono come valore efficace per vivere bene in famiglia?

La famiglia è un ambiente formativo e condizionante dove far crescere questo valore forte in grado di radicarsi nei nostri rapporti più importanti. Dove per-donare può essere la risposta più giusta per vivere in armonia con se stessi e con gli altri componenti della nostra famiglia.

L’ambito familiare a cui mi riferisco non riguarda solo la famiglia in cui viviamo oggi e che abbiamo formato ma anche quella di origine. In cui siamo figli, fratelli, cugini….

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Interroghiamoci e riflettiamo su cosa abbiamo sperimentato e appreso in famiglia. E su cosa viviamo oggi nei nostri rapporti di famiglia.

Perdono in famiglia: il nemico da combattere è il rancore

Guardiamo consapevolmente alle molteplici dinamiche che si intrecciano quotidianamente nelle nostre famiglie. Un turbinio di rapporti in cui siamo immersi nel nostro ruolo di appartenenza. Padre, madre, figli, nonni….

Un ruolo in cui è molto facile vivere posizioni opposte: in cui ci sentiamo accusati o accusatori. Siamo spesso feriti dai comportamenti degli altri componenti della nostra famiglia. Al contrario, talvolta, non ci rendiamo neanche conto di poter ferire.

Le colpe che ci attribuiscono in modo esplicito o implicito ci sembrano quasi sempre ingiuste e ingiustificate. Mi sembra di sentirle le voci o i silenzi che sentenziano fuori e dentro di noi: tu mi hai fatto, tu hai detto , io credevo che, mi aspettavo che tu dicessi, facessi questo

Molto spesso anziché coltivare il perdono ci tratteniamo a lungo con i dispiaceri e il rimuginio continuo. Di conseguenza scaviamo invece di seminare. Scaviamo con i nostri pensieri un solco profondo fatto di risentimento, che può durare anche anni. Ci sentiamo profondamente feriti nei sentimenti e questo ci sembra che possa giustificare la nostra attività distruttiva fondata sul rancore.

La famiglia diventa un luogo di tensione e disagio, invece di essere il posto dove sentirci accolti e amati.

Perdono e famiglia: perché perdonare

Il rancore è in realtà una zavorra, che ci portiamo sulle spalle e che ci appesantisce la vita. Ci tiene prigionieri e incatenati, senza la possibilità di uscire dalla nostra prigione.

“Perdonare significa aprire la porta per liberare qualcuno e realizzare che eri tu il prigioniero.” Lewis B. Smedes

Se ci riflettiamo nessun rapporto familiare può essere perfetto e senza criticità. Non chiediamo a noi di essere perfetti e non pretendiamo che lo siano i componenti della nostra famiglia. E’ proprio in questo primo ambiente sociale, dove ci confrontiamo quotidianamente con l’altro diverso da noi, che possiamo coltivare la forza rigenerante del perdono. Che permette di ricostruire e rinsaldare i nostri rapporti familiari.

Oggi possiamo scoprire alcune verità che ci liberano dal rancore e che se coltivate con perseveranza e amore, sono in grado di rigenerare i nostri rapporti famigliari attraverso il perdono. Se ci pensiamo bene l’astio e il rancore non servono a niente e contribuiscono ad avvelenare il nostro terreno fertile: il nostro essere meravigliosi, unici e speciali.(si tratta di un video) Composti di amore e di energie creative e trasformative.

Vivere insieme in modo soddisfacente richiede sempre un impegno costante fatto di accoglienza per l’altro diverso da me. Un impegno reciproco. Ciò significa che coltivare richiede uno sforzo, quello di saper perdonare.

Infatti perdonare non è per niente facile e semplice. Per perdonare autenticamente dobbiamo lottare contro i nostri istinti primordiali di rivalsa e su tutte le nostre infinite pretese.

Un bella battaglia non trovate? Deponiamo le armi. Contattiamo la responsabilità di essere esempio per chi ci osserva, per le persone a cui teniamo di più e facciamo appello a tutto il potere del nostro amore. Sono certa che ce la possiamo fare!

Il perdono è un atto di libertà e di forza

Il perdono è spesso visto oggi come atto di debolezza. C’è chi pensa che perdonare sia una consolazione per chi è debole ed è costretto a sottomettersi al più prepotente.

Niente affatto! La capacità di perdonare è una qualità spirituale. Che dimostra di essere una persona libera e forte.

“Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo.” Gandhi

E’ uno strumento necessario per coltivare qualsiasi rapporto umano che valga la pena di essere vissuto. In famiglia, questo diventa fondamentale per garantire e salvaguardare l’integrità di ciascun rapporto con le persone a cui vogliamo bene.

La forza del perdono, quando la sperimentiamo è in grado di infondendoci una grande forza. Quella di essere persone coraggiose, in grado di mettersi in discussione. Capaci di piegare l’orgoglio e di appropriarsi della responsabilità della propria vita. Imparando ad agire costruttivamente con amore per sé e per i componenti della propria famiglia. Per coltivare pazientemente e saggiamente il desiderio di crescere nella Libertà.

Una bella forza!! Che ne dite?

Chi si nasconde dietro il rancore

Una grande spinta che ci permette di crescere. Crescere vuol dire anche imparare a perdonare. Chi mi ha ferito, chi mi ha provocato rabbia, chi mi ha offeso. Chi lo ha fatto, mi ha anche portato un messaggio.

Quello di poter vedere la mia reattività e la possibilità di andare alla ricerca del senso e del significato dentro di me. Sappiamo sempre descrivere esattamente agli altri cosa l’ha provocata. Ma abbiamo bisogno di capire perché.

Dunque impariamo a farci delle domande. Per imparare a chiederci: perché ho reagito in quel determinato modo. Perché mi ha fatto tanto male.

Mettiamoci in una posizione di osservatori e attenti conoscitori delle nostre dinamiche interne. Questa ricerca ci farà capire profondamente come siamo fatti.

Ci affidiamo tanto alla conoscenza e allora quale migliore occasione per conoscerci meglio. Poter riflettere per imparare piano piano a fare un analisi su chi, o cosa si accanisce fuori di noi, ci mette nella condizione di poter smascherare il nostro persecutore interno.

Come si fa, mi chiederete? Secondo me è semplice: è come giocare a nascondino e andare a cercare cosa si nasconde. Volete fare questo gioco con me?

Allora andiamo a cercarli insieme. Una volta trovati: gli facciamo tana, trovato! Tana libera tutti! come si usava dire quando eravamo piccoli. Una volta stanati diventeremo noi liberi, imparando a perdonare!

Famiglia e perdono: coltiviamo il dono d’amore

Se diventiamo bravi e capaci a coltivare questa competenza potremo smascherare ogni situazione che ci provoca dolore e rancore. Per poter vedere con una lente di ingrandimento cosa si nasconde dietro. Impareremo in tal modo a coltivare la strada del per-dono.

Per donarci un atto d’amore che ci meritiamo e che farà germogliare i semi del perdono sia dentro che fuori di noi. E’ una strada preziosa, quella familiare, che porterà fiducia e speranza di crescita anche per i nostri familiari. E’ una strada scelta giorno dopo giorno per vivere felici e liberi. Ce la possiamo permettere perché siamo esseri meravigliosi che hanno bisogno di tanto tanto amore. Di molte carezze e di grande accoglienza e dolcezza.

Desideriamo imparare ad amarci. Amiamo profondamente i nostri cari e allora impariamo a coltivare i semi del perdono racchiusi dentro il nostro cuore. Questi semi potranno germogliare dentro le nostra famiglia e diventeranno fruttuosi come esempio tangibile di amore e dono.

Oggi abbiamo compreso cosa significa imparare a coltivare questo valore e quanto impegno richiede in famiglia lo strumento del perdono. Concludo con questa frase di Madre Teresa:

“Sappiamo che, se vogliamo veramente amare, dobbiamo imparare a perdonare”                                                                                                 Madre Teresa di Calcutta

 

 

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