La paura del Vuoto?

Cosmo-Art e il Counseling

La paura del Vuoto. La paura ha sempre accompagnato l’uomo nella sua vita. Come tutte le emozioni ha una sua specifica utilità: innanzitutto mette in guardia l’uomo dai pericoli. Questa emozione ha protetto i nostri avi da animali selvaggi o da molti pericoli. La paura ha spinto sempre l’uomo a crescere per adattarsi sempre meglio all’ambiente.

Paura del vuoto: oggi cosa significa?

Lo si può vedere molto bene oggi proprio in questi giorni in cui tutti siamo costretti a stare a casa. Eppure fino a ieri ci lamentavamo dei nostri innumerevoli impegni. Della vita stressante e caotica che dovevamo svolgere. All’improvviso e quasi senza preavviso, tutto è cambiato!

Siamo stati tutti chiamati in modo imperativo ed improrogabile a FERMARCI. Lo dobbiamo a noi e tutti i nostri cari. Sui social imperversano ormai da tempo le idee più contrastanti: dalla contestazione di ogni genere al richiamo alla responsabilità.

Un delirio di pareri, parole, opinioni, citazioni, decaloghi ecc… Anche chi vorrebbe essere di aiuto passa il suo tempo a “postare”…e noi passiamo il tempo a leggere e a commentare.

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Ancora un ultimo spazio da riempire.

La paura del vuoto: un drago che ci divora

Cosa ci fa più paura oggi? Senza dubbio la sensazione che si accompagna alla contingente frenata verso l’immobilità forzata.

La paura di ciò che ci è ignoto. La paura di ciò che non conosciamo e che non possiamo controllare. Questo ci porta, inevitabilmente a dover sentire e percepire l’ascolto delle nostre emozioni.

Sentiamo, insieme alla paura; il malessere, l’ansia…..l’angoscia. Rifiutiamo queste sensazioni. L’uomo ha sempre cercato di allontanare da sè la paura del vuoto.

La paura del Vuoto è tutta intorno a noi e ci fa sentire soli e abbandonati. Viviamo un tempo sospeso che ci impone di fermarci e ascoltare. Ci sentiamo indifesi e vulnerabili, non più onnipotenti e padroni del mondo.

Cosa pensiamo quando abbiamo paura?

Tutto intorno a noi è cambiato; ciò che era lecito ieri, oggi è proibito. In quale realtà siamo stati catapultati? Una realtà che ci mostra le nostre fragilità. I pensieri negativi, oscuri ci assalgono. Questi pensieri altro non sono che lo specchio di ciò che sentiamo dentro.

Se fino a ieri ci è bastato vivere riempiendoci con i consumi, con il fare, e con la mancanza di tempo per noi, oggi questo spazio vuoto che si è creato ci destabilizza la vita. Non riusciamo a convivere con la frustrazione delle limitazioni alla nostra libertà. Siamo scioccati e disorientati dal provare l’impotenza del non poter agire sulle nostre vite.

Sentiamo di non avere strumenti per affrontare questa realtà mutata così velocemente. Ce lo dimostra la paura che si è trasformata in panico in questi giorni…la disperazione, l’irrazionalità imperante e il sentirci confusi e spaventati.

La paura ha sgretolato i nostri punti di riferimento

Non sappiamo più a chi credere: cerchiamo continuamente informazioni, dati, statistiche, previsioni. Vogliamo uscire da questo vuoto. I punti di riferimento si sono sgretolati…dissolti…

Non erano quindi così saldi ed utili per vivere…Non trovate?

La Paura di essere soli e di rimanere da soli con se stessi. Il fare e l’avere ci ha riempito la vita, ma ci ha indotto a fuggire e a disconnetterci da noi per la paura di guardarci dentro.

Viviamo in un epoca di grande fuga, vogliamo continuare a fuggire?

Oggi ci troviamo di fronte ad una vita completamente mutata. Perché e da chi? Da uno sconosciuto minuscolo che ha messo in crisi noi e l’intero sistema mondiale. Uno straniero che ci sta costringendo a vedere quanto siamo stranieri a noi stessi.

Torniamo a casa! Stiamo dentro la nostra casa, per ritrovarci, per conoscere la casa della nostra coscienza. Per dedicarci finalmente del tempo…per rimanere in ascolto. Proviamo a pensare quali opportunità ho in questo momento? Cosa mi sta chiedendo la vita?

Lo spazio vuoto…quale paura

Per anni gli Astronomi hanno pensato che tra le galassie ci fosse un vuoto assoluto, ma con il tempo hanno scoperto che il vuoto assoluto non esiste e non può essere riprodotto neanche con esperimenti.

Parmenide, filosofo greco del V-VI secolo a.C., nel suo trattato Perì Fuseos, “Sulla Natura”, scrisse:
L’essere è, e non può non essere; il non-essere non è, e non può essere.” Secondo Parmenide, qualsiasi cosa che esiste deve necessariamente “essere”; e del non-essere non ha senso neppure parlare. Secondo Democrito, Epicuro ed altri atomisti di un tempo, la concezione del vuoto somiglia molto a quella moderna: il vuoto e’ uno spazio simile ad un palcoscenico sul quale gli atomi eseguivano la loro danza, indispensabile per l’Universo.

La meccanica quantistica moderna afferma, infatti, che il vuoto non si può né creare né immaginare, e forse Parmenide aveva ragione.

Il vuoto dunque non esiste

E’ una certezza che oggi possiamo fare nostra per vivere meglio e partire dall’ascolto profondo per scegliere valori nuovi tra i quali: la gratitudine, l’umiltà, l’empatia, la consapevolezza di sè.

Stiamo vivendo un periodo di malattia è vero, ma possiamo considerarlo anche un processo di guarigione. Iniziamo a costruire dalle piccole cose per mettere le nostre prime radici. Per iniziare a radicarci nelle scelte di amore.

L’amore è un essenza vitale

Oggi possiamo scegliere di non spaventarci fino a rimanere inermi di fronte al cambiamento che stiamo vivendo. Non permettiamo alla paura di paralizzarci. Se non rimaniamo bloccati in essa potremo scoprire che ha sempre una componente costruttiva.

Alleiamoci con la paura e facciamoci amicizia” (G. Ciappina)

Entriamo nella paura che ci appartiene e domandiamoci a cosa ci può essere utile. E’ una grande occasione per riflettere e per crescere. Facciamo appello a tutta la nostra fiducia per ricostruire un mondo ancorato a radici solide: sull’essere in amore e in connessione con gli altri e la natura.

Oggi abbiamo scoperto, con questa esperienza, di essere fragili ma anche di essere tutti interconnessi con l’ambiente e la natura: dalle mie azioni dipende la salute degli altri. Non è più il momento di lamentarsi ma di cooperare e di essere responsabili.

Scopriamo il nostro saper essere per ritrovare uno stato di unione nelle “lontananze che ci avvicinano e nelle solitudini che uniscono” (D.Lumera)

Siamo co-creatori del nostro Universo

Decidiamo di accogliere il cambiamento, rendiamoci flessibili e aperti verso nuovi strade da percorrere. Concentriamoci ogni giorno su ciò che c’è, piuttosto che su ciò che manca, nutrendoci con la gratitudine. Sprigioneremo una energia costruttiva e trasformatrice delle nostre vite. In tal modo aiuteremo realmente il mondo ad andare verso una vera trasformazione evolutiva.

Ripensiamo al nostro vivere e ancoriamo la nostra vita sui valori fondanti che l’uomo moderno spesso ha dimenticato: l’amore e l’amicizia. Diventeremo co-creatori di un mondo migliore ed esempio per le generazioni future ritrovando in tal modo il senso di ciò che sta accadendo. Il nostro destino e quello dell’umanità si trova nella scelta che farà ciascuno di noi.

Reciprocità: un nuovo modo di essere umani

Abbiamo una straordinaria opportunità oggi: compiere una vera rivoluzione di identità dell’essere. L’isolamento, la solitudine e la distanza rappresentano un periodo di ritiro interiore per ritrovarci e per permetterci di compiere una trasformazione Antropologica Personalistica Esistenziale

Comprendere di essere umani per riscoprire il valore della reciprocità: e’ questo il momento di aiutare, di mettere a disposizione i propri talenti per il bene comune. Mai come oggi ci viene chiesto di scegliere il nostro progetto d’amore. L’essere umano è libero di scegliere sempre, e anche questa volta di cogliere questa preziosa opportunità.

Ghandi ci ha detto: “Sii il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo”.

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10 COMMENTI

  1. Il tuo articolo tratta un tema più che mai attuale in un modo molto profondo. Mi hai dato tanti spunti di riflessione. Grazie Federica!

  2. Cara Federica,
    il tema del vuoto mi è molto caro.
    E’ la condizione esistenziale che mi ha spinta a decidere di guardarmi dentro, a “tornare a casa”, verso l’amore per me stessa.
    Grazie

  3. Grazie Federica per il bellissimo articolo e le tante preziose riflessioni che ne sono derivate. In questo periodo, sento come non mai, l’importanza di radicarci nel nostro Progetto d’Amore.

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