Lavorare insieme ai colleghi in una coralità

Cosmo-art e lavoro

Lavorare insieme ai colleghi in una coralità! Questa è la sfida di oggi nell’era moderna. Un’era in cui gli obiettivi sono più alti, perché dopo l’avvento della pandemia viviamo nuove possibilità di lavorare insieme. Ma in modi completamente diversi dal passato.

Oggi il mondo è cambiato, stiamo vivendo una nuova era. Anche in ambito lavorativo sono necessarie nuove competenze e sinergie. Bisogna imparare soprattutto ad essere flessibili per adattarsi sempre meglio alla società e al mercato del lavoro in continua trasformazione.

Lavorare insieme significa saper modulare diverse competenze, che non riguardano esclusivamente solo le mansioni che si svolgono. Non basta più solo saper fare bene il proprio lavoro. Sono richieste nuove capacità che influiscono in modo determinante nel rapporto che si vive con i colleghi.

La Cosmo-Art ci offre anche in questo caso una modalità preziosa da ricercare nella saper essere e nel saper lavorare insieme in una coralità. Vediamo prima insieme come il mercato del lavoro si è trasformato in questi anni.

Un nuovo mondo: la connessione

Le distanze si sono accorciate, le modalità di comunicazione sono molteplici, ci sono nuovi modi per incontrarsi e relazionarsi tra colleghi. Si sono moltiplicate le opportunità di scambio. Il lavoro, di qualsiasi esso si tratti, non può essere più considerato di natura  esclusivamente individuale.

Siamo connessi continuamente con una pluralità di persone e non possiamo più sottovalutare questa componente che fa ormai parte delle nostre vite. Queste nuove possibilità presuppongono la capacità di saper gestire le relazioni comunicative in modo efficace stabilendo un unione di intenti progettuale che va ben oltre il conoscere e saper fare bene il proprio lavoro.

E’ una forte spinta evolutiva che viene anche dal lavoro. Non pensarci più come entità sole e individuali, ma come costruttori di nuove identità. Siamo particelle che appartengono ad un intero sistema.

Un gruppo di scienziati ha ipotizzato che l’intero Cosmo possa essere un unico organismo vivente, del quale noi incarniamo una parte infinitesimale e nel quale possiamo vivere autonomamente e muoverci allo stesso modo. Se ci riflettiamo, tutte le forme di vita possono essere ricondotte ai pochi organismi unicellulari che si “aggiravano” nell’Archeano.

Oggi, dopo circa 4 miliardi di anni, hanno visto la luce elefanti, balene e altre 8 milioni di specie. Gli scienziati ci dicono che è inutile specificare ancora che tutti gli esseri viventi sul nostro pianeta, sono interconnessi, tanto da far ipotizzare di essere tutti membri di un singolo organismo vivente.

Stando alle parole del fisico teorico Lee Smolin, l’universo sarebbe un organismo vivente e noi le sue cellule. Un altro famoso cosmologo, Stephen Hawking, uno dei più celebri luminari del nostro secolo, riferendosi al più grande mistero di sempre , l’Universo diceva:

“Guardate le stelle e non i vostri piedi. Provate a dare un senso a ciò che vedete, e chiedervi perché l’universo esiste. Siate curiosi”

Dopo aver approfondito, attraverso questi stimoli quanto siamo interconnessi e collegati, vediamo quanto è rilevante oggi la nostra comunicazione con gli altri.

Lavorare insieme: la relazione comunicativa

Occorre essere consapevoli che comunicare anche sul luogo di lavoro è fondamentale per collaborare in maniera efficace ed essere produttivi.

Se la comunicazione non è chiara, si rischiano incomprensioni, confusione possibili conflitti e si crea distanza tra le persone. Con cui invece abbiamo bisogno di creare una sintonia e una buona sinergia per poter raggiungere degli obiettivi comuni ma anche quella speciale alchimia chiamata coralità in grado di farci lavorare meglio insieme.

La comunicazione sul luogo di lavoro a cui mi riferisco riguarda qualsiasi interazione. Ad esempio la nostra espressione può andare dal parlare di attività individuali, condividere aggiornamenti di stato di progetti (i cosiddetti SAL, stato-avanzamento-lavori) oppure al fornire risposte a manager o a dipendenti, o ancora parlare dei propri vissuti personali con i colleghi.

Ci capita sempre più spesso di passare molte ore con loro, e questo ci porta a condividere molto anche delle nostre vite. Nelle quali il nostro modo di comunicare e di porci diviene importante per creare un clima di armonia e collaborazione.

Lavorare insieme: conoscersi per conoscere

Il mondo del collega è come un universo sconosciuto da esplorare. L’altro anche se non lo conosciamo ci è molto più vicino di quanto pensiamo. Perché molto spesso, anche se non abbiamo il tempo di rendercene conto, esprime molte emozioni simili alle nostre.

Si tratta di situazioni in cui si vivono difficoltà di vario tipo legate a dinamiche contingenti: senso di insicurezza, di paura, di inadeguatezza, frustrazione. Ma anche talvolta superbia, orgoglio, ostinazione. Ci si sente più bravi, più capaci di altri.

Saper accogliere le persone e il loro mondo è il primo passo per creare e dare senso alla nostra vita attraverso la coralità di cui parlavo poco sopra. Offrire la comprensione del mondo di chi si interfaccia con noi crea un armonia molto particolare, di cui non si sente parlare in questa era moderna, ma che è in grado di creare delle buone basi non solo per lavorare bene insieme.

Ma come si fa?

Rinunciando ad entrare nei conflitti, nella reattività e nelle incomprensioni che ci creano molte difficoltà sia dentro che fuori del mondo del lavoro. Ci allontanano dalle persone facendocele percepire con avversione. Le sentiamo come una specie di nemico da combattere. In realtà non è così.

Il nostro vero nemico è solo dentro di noi, anche se ci sembra strano oppure ci sembra di non saperlo.

L’ambito lavorativo può essere vissuto come occasione per fare palestra. Si, proprio come quando ci alleniamo in uno sport. Se lo riusciamo a vedere in tal senso, rappresenta un modo per allenarci a conoscerci e a conoscere.

Si tratta di voler conoscere se stessi prima di tutto. Per poter esplorare le nostre reazioni. Per vedere le nostre reattività ma anche il nostro mondo interiore che ci è più sconosciuto di quanto possiamo immaginare.

Attraverso le dinamiche vissute con i colleghi e di cui scegliamo di renderci consapevoli, si apre la porta ai nostri schemi mentali, alla nostra storia. Nei conflitti scopriamo ciò che ci fa tanto arrabbiare e se vogliamo conoscere perché non possiamo rimanere alle dinamiche superficiali. Ovvero a quello che si vede a livello soggettivo, al nostro voler avere solo ragione.

Direi che sia giunto il momento di rendercene conto, non credete? Non solo per conoscerci ma anche perché ci è necessario per poter lavorare sempre di più in sinergia e armonia con i nostri colleghi. Altrimenti come ci andiamo a lavorare!

Lavorare insieme per creare la coralità

Vorrei portare in conclusione la mia testimonianza dell’ambito lavorativo, dopo aver scoperto e vissuto in prima persona attraverso l’esperienza presso l’Istituto Solaris cosa significa lavorare per creare la coralità.

Nel mio ambito lavorativo, in stretto rapporto con il materiale umano, ho compreso che è fondamentale un impegno costante nel connettermi umanamente con chi mi parla.

Non è fondamentale solo cosa mi sta dicendo l’altra persona, ma la comprensione della comunicazione del suo mondo. Come si sente in una determinata situazione che sta vivendo. E’ importante cosa sta comunicando: disagio, paura, delusione, proposte, richiesta di collaborazione o di chiarimento, richiesta di aiuto o di attenzione, frustrazione.

Spesso per mancanza di tempo e di attenzione mi sfuggono alcune dinamiche a cui poi sono chiamata a riflettere per poterne comprendere il senso e il significato dell’accaduto. Per poter vedere cosa non ha funzionato o cosa ha fatto risuonare dentro di me quello scambio. Rappresenta il primo modo per crescere come persone.

Si tratta di saper ascoltare ma anche di allenare la mia sensibilità alla percezione e alla connessione continua con me stessa e con le persone diverse da me.

Il mondo corale di oggi

Il mondo del lavoro ci chiede oggi, sempre di più, di affinare la capacità di saper dare risposte. Rispondere con una comunicazione il più possibile chiara ed efficace come abbiamo visto serve per andare incontro ai bisogni dell’altro e rappresenta una delle risposte possibili.

La Cosmo-Art ci offre altresì altre risposte ancora più efficaci utili non solo per il mondo produttivo del lavoro ma per la crescita delle persone.

Come persona in crescita continua mi sento impegnata a creare in prima persona un clima sereno in cui posso ogni giorno rinunciare ad entrare nei conflitti per sentirmi libera dalle dinamiche e per rispondere in modo amorevole ed accogliente a ciascuno. Divenendo capace di creare un clima di collaborazione che possa diventare il terreno fertile su cui costruire quella speciale componente rappresentata dalla coralità. In grado di creare la sinergia di intenti che unisce le persone in una connessione reciproca. Per vivere insieme un clima di vera reciprocità.

Sento di poterlo fare quando sono capace di esprimere la fiducia negli altri e nel fare affidamento verso la responsabilità di ognuno. Senza operare un controllo di cui le persone non hanno bisogno per lavorare bene insieme ma offrendo la libertà e la responsabilità ad ogni mondo rappresentato dalla persona.

Siamo in grado con questi presupposti cosmoartistici di crescere insieme e di raggiungere i nostri obbiettivi comuni. Questo per me significa lavorare insieme ai colleghi in una Coralità!

 

 

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Counselor professionista - Arte terapeuta - ai sensi della legge 4/2013 - Con il metodo dell'Antropologia Cosmoartistica - Iscritta al registro del CNCP, Docente e Tutor dell'Istituto Solaris

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