La Cosmo-Art e il lavoro

Chiedere aiuto quando si è in difficoltà

Chiedere aiuto quando si è in difficoltà. La bandiera bianca è riconosciuta in tutto il mondo come segno di pace o di trattativa o di tregua. In particolare, colui che la espone è colui che chiede di non essere aggredito e che al contrario, in qualche modo, sta chiedendo sostegno. A beneficio proprio e se ben ci pensiamo, di tutti, rispetto ad un momento di difficoltà che si sta vivendo.

Questo non significa però che non siamo più in grado di procedere. Significa che non siamo più in grado di farlo nella solitudine. Quindi? Posso dirlo? Probabilmente abbiamo bisogno di aiuto! Ecco fatto … l’ho detto. “Aiuto” e non è scoppiato il finimondo. Pensate, nessun Big Crunch. L’Universo non è collassato su sé stesso, noi abbiamo ancora Terra sotto i piedi e Cielo sopra gli occhi. Pensate, abbiamo chiesto aiuto, tutto è in ordine e tutto si muove fuori di noi e per noi. Vediamo cosa succede dentro di noi.

Chiedere aiuto per stare bene

Probabilmente alzare la bandiera bianca è una possibilità che ci diamo per rispondere in modo costruttivo a momenti di difficoltà che stiamo vivendo nella nostra vita. Fare questo passaggio non è semplice, tantomeno scontato. Tante sono le dinamiche che si accendono calorosamente in noi a seguito dei nostri vissuti. In buona sostanza, ciò che da bambini facevamo con molta tranquillità affidandoci alle figure accanto a noi, chiedendo quindi aiuto, successivamente e andando avanti con l’età, diviene sempre più difficile.

In parte sicuramente assistiamo al bisogno di dimostrare che possiamo anche senza l’altro; sicuramente sviluppiamo quel buon grado di autonomia che forgia la nostra identità; certamente testiamo le nostre capacità e soprattutto ci scontriamo con i nostri limiti. Però appunto, a tutto c’è un limite. E dobbiamo saperlo riconoscere per non ricadere nell’impotenza, nella frustrazione e nell’impossibilità del vivere quotidiano.

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Chiedere aiuto non è sinonimo di perdita di potere; tantomeno di mancanza di valore; non significa dare fastidio; non è segno di debolezza e neanche di incapacità. Anzi, tutto il contrario! Chiedere aiuto è segno di grande maturità e di grande forza interiore! E’ segno di grande apertura e disponibilità ad accogliere noi stessi in tutte le nostre imperfezioni con il fine ultimo legato squisitamente alla crescita.

Se facciamo una riflessione su tutte le volte che non abbiamo chiesto aiuto nella nostra vita quando ne avevamo bisogno, possiamo forse comprendere quanto non ci siamo voluti bene. E se non ci siamo amati e non siamo stati costruttivi, allora forse ci siamo odiati e abbiamo agito distruttività.

Un’opportunità anche per l’altro

Cosa succede, quando chiediamo aiuto? Succede che chi chiede aiuto dona la possibilità all’altro di rendersi utile e quindi di assumere valore nella vita dell’altro. Non solo, di aprire il cuore, donando all’altro le energie di cui ha bisogno. Condividere competenze e potenzialità al servizio di un progetto comune, mettere al servizio della vita e dell’universo le risorse che possiamo donare. Un Universo che invece ha origine con un pazzesco Big Bang e che ancora vive.

Insomma, la nostra presunzione e la nostra arroganza sono tali da farci sentire così onnipotenti, da credere che non abbiamo e non avremo mai bisogno di aiuto? Forse è opportuno capire se siamo veramente, profondamente centrati sulla nostra progettualità, addirittura se siamo nella nostra progettualità o se tutto sommato abbiamo solo bisogno di trascorrere le giornate dall’alba al tramonto senza ricercare il senso della nostra esistenza. Senza comprendere fino in fondo quale posto è per noi nell’Universo. Ma l’Universo lavora per noi, ci contiene, ci osserva, ci aiuta, ogni giorno. E l’Universo ha bisogno anche di noi per continuare ad esistere.

“L’uomo è necessario all’universo
affinchè l’universo possa darsi un’anima immortale
e che, in perfetta reciprocità
l’universo è necessario all’uomo
affinché l’uomo possa raggiungere
la stessa finalità”

Questo è il Principio Cosmoantropico. La Cosmo-Art afferma che l’Universo è alla ricerca della possibilità di darsi un’anima che sia immortale che gli permetta, se mai dovesse morire con un Big-Crunch, di continuare ad esistere fuori dai confini fisici e spazio-temporali nei quali è contenuto. L’uomo dunque è necessario per la creazione di un’opera d’arte che contenga la bellezza seconda che non muore mai.

Lavoro: chiedere aiuto quando si è in difficoltà

Tra l’altro, anche in campo professionale, chiedere aiuto è fondamentale poiché ci porta non solo a rispettare noi stessi ma anche i nostri colleghi e quell’organismo di cui si è parte integrante. Rimanere nel silenzio senza dichiarare la difficoltà certamente non aiuta nessuno.

Non solo, manda il tilt quel preciso processo che resta bloccato alla non esecuzione di una attività e di quelle ad essa sottoposte. Più aspettiamo a chiedere aiuto più le situazioni peggiorano. Quindi il processo riparativo si complica, i tempi si allungano con il rischio di incorrere in perdite. Di efficienza, di Clienti, di credibilità. Si rischia di mettere in discussione il lavoro di una vita. E’ inammissibile questo, se lo immaginiamo legato alla nostra incapacità di piegarci!

Chiedere aiuto: un atto d’amore, strada facendo

Impariamo a chiedere aiuto! Eviteremo di compromettere situazioni e ci offriremo l’opportunità di una crescita, che altrimenti non avverrebbe. Quindi invece di involvere ci evolviamo. E l’Universo si evolverà insieme a noi.

Se è vero che tutte le strade non portano ovunque, ce n’è almeno una che porta all’amore per noi. Riflettiamo sull’arroganza, sulla presunzione, agite tutte quelle volte che non siamo stati in grado di chiedere aiuto e di volerci bene. Poi, perdoniamoci. Per-Dono. Per noi.
Lasciamo che il nostro orgoglio si pieghi, che la paura si quieti, che il coraggio emerga e la fiducia apra le porte. Chiedere aiuto, ci aiuta ad uscire dall’impotenza e a riparare un’apparente autonomia.

Lasciamo entrare dentro di noi la speranza, quell’arcobaleno che colori e dia luce a quelle parti buie, e che ci doni la possibilità di comprendere che siamo vivi e che dentro di noi c’è ancora vita; lasciamo entrare in noi la fiducia che quel gancio in mezzo al cielo, spesso canticchiato Strada facendo, esista davvero e che possiamo afferrarlo. Chiediamolo, ce lo meritiamo quell’aiuto.

Dedico questo articolo all’Universo, che mi accoglie e che profondamente amo, e a quell’arcobaleno che ancora spesso incontrerò, strada facendo.

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