Trovare nuove soluzioni fuori dai soliti schemi

Cosmo-Art e senso della Vita

Trovare nuove soluzioni fuori dai soliti schemi. Questo tema riguarda la nostra capacità di essere creativi e di saper esplorare le nostre risposte a problemi consueti. Forse rispondiamo sempre nello stesso modo, di fronte agli accadimenti del quotidiano. Ovvero seguiamo sempre i soliti schemi lineari del nostro pensare e agire.

Molti di voi potrebbero rispondere: perché che male c’è? Assolutamente nessuno. Ma probabilmente potremo renderci conto che pur desiderando che cambi qualcosa nella risoluzione dei nostri problemi, in realtà non cambia mai niente. Insomma ci capita di gestire le situazioni allo stesso modo con lo stesso risultato.

A qualcuno questa modalità può forse farlo sentire al sicuro, ma di solito questo genera frustrazione e insoddisfazione. Quando invece ci aspettiamo e vorremmo che le cose non vadano sempre allo stesso modo.

La sensazione che proviamo è quella di rimanere fermi e bloccati. Questo significa usare sempre gli stessi schemi mentali e il più delle volte questo comportamento non risponde ai nostri desideri di cambiamento.

Cosa sono gli schemi mentali?

Gli schemi mentali a cui mi riferisco sono una sorta di mappa. Un modello che la mente utilizza proprio come una piantina di un parco giochi o di percorsi con i segnali stradali. Questi percorsi, di cui non siamo coscienti, servono alla mente per dare un senso e un significato alla realtà e capire come comportarci.

Tali schemi di comportamento sono appresi durante il corso della nostra vita e il più delle volte diventano automatici. Il problema sta nel fatto che a volte gli schemi mentali ci offrono una mappa vecchia, non aggiornata della realtà.

Quando seguiamo una mappa non allineata alla realtà. Ovvero dei segnali non adeguati al nostro percorso, rischiamo di andare a sbattere. Questo incidente, per seguire il linguaggio simbolico stradale, ci fa rimanere molto male e genera quella insoddisfazione di cui vi parlavo poco sopra.

Una forma di pensiero nuovo 

Teniamo presente che dietro ogni comportamento c’è un pensiero che lo accompagna e che si è formato nel tempo. Proviamo ad andare ad ascoltare i nostri pensieri. Cosa ci dicono e quanto parlano: per risolvere questo problema bisogna comportarsi per forza in questo modo, per quest’altro dobbiamo seguire le nostre norme di comportamento.

E’ difficile abbandonare i nostri schemi mentali per trovare nuovi percorsi. Una componente che possiamo utilizzare, che appartiene alla nostra mente, può venirci in aiuto: il pensiero laterale.

Il pensiero laterale è la capacità di risolvere un problema attraverso il cosiddetto approccio non lineare ovvero indiretto. E’ quella capacità da affinare per affrontare da angolazioni diverse il problema. In modo da poterlo prendere in esame in maniera differente e più approfondita.

Perché vi parlo oggi di pensiero laterale? Per accogliere la possibilità di affrontare  ad esempio, questo momento storico particolare fatto di grandi cambiamenti. Per farlo in maniera diversa, più innovativa.

Siamo sotto pressione. In crisi, dovuta all’emergenza energetica e umanitaria delle guerre. Ma siamo anche capaci di affrontare tale realtà attraverso la nostra mente e la nostra capacità creativa.

E’ possibile cercare nuovi stimoli, nuove abitudini. Iniziare a percorrere strade che finora non avevamo considerato. Scoprendo alternative e favorendo una nostra maggiore flessibilità di pensiero.

Il pensiero laterale è stato scoperto da Edward De Bono che è il fondatore di questo concetto. All’interno di uno dei suoi famosi libri: “Sei cappelli per pensare” ci illustra l’importanza di dare un vero e proprio segnale di cambiamento, partendo per prima cosa dalla nostra mente.

Pensiero logico o pensiero laterale

Il pensiero laterale è di natura intuitiva e si pone come una vera e propria nuova possibilità per affiancare il pensiero verticale. Ovvero a quella tipologia di pensiero logica e consequenziale. Che a volte ci rende prigionieri ingabbiati e limitati nel nostro modo di vedere, interpretare e di conseguenza interagire con la realtà che ci circonda.

Teniamo presente che col passare del tempo, anche se il pensiero lineare ci aiuta in molti contesti, i nostri pensieri e le nostre convinzioni si fanno sempre più radicate e rigide.

Il pensiero laterale assume una speciale funzione. Quella di potente scardinatore delle convinzioni e delle logiche ormai date per scontate. Che a loro volta possono rendere difficoltoso il trovare una soluzione, o anche solo un cambio di prospettiva del problema stesso.

In realtà il pensiero laterale è una forma di Problem Solving che utilizza l’approccio di guardare al problema da diverse angolazioni, cercando punti di vista alternativi alla tradizionale logica sequenziale.

In questo contesto anche la creatività ricopre un ruolo chiave. Quello di catalizzare le intuizioni (insights). Questa capacità intuitiva ci permette di vedere dentro una situazione, o dentro di noi in maniera efficace. Riuscendo a farci avere una percezione chiara e immediata di fatti esterni o interni. Ciò ci consente di affrontare le situazioni per poter creare nuovi schemi di pensiero.

Trovare nuove soluzioni: un Integrazione di due modi di pensare

Il pensiero verticale, ossia il pensiero logico consequenziale, è comunque utile e non è da buttare via. Ma raggiunge la sua piena efficacia se lo facciamo andare a braccetto con il pensiero laterale. Che è capace di espandersi oltre i suoi limiti e confini. Cercando soluzioni alternative al di fuori di esso e degli schemi mentali appresi.

Il pensiero verticale, tuttavia, è utile nella risoluzione di un problema in maniera diretta quando serve riferirsi all’esperienza pregressa e alle competenze acquisite. Il pensiero laterale invece ha un approccio differente alle informazioni disponibili.

Di fatti non sempre il pensiero logico ci porta alla soluzione. A volte si può bloccare, inceppare e quando torna indietro, tende a ripercorrere gli stessi passi, quelli delle informazioni e delle esperienze passate. Formando così dei solchi neuronali sempre più rigidi e schematici. Proprio a questo punto la tentazione di mollare è forte e ci diciamo: è impossibile trovare una soluzione!

Nulla è perduto se abbiamo fiducia in noi e teniamo duro. Dobbiamo essere consapevoli che modificare un comportamento appreso non sarà facile. E ancor di più lo è trasformare uno schema mentale. Ma entrambi i pensieri ci possono essere utili e starà a noi utilizzare la nostra buona capacità di integrarli al momento opportuno.

La differenza tra i due approcci consente di superare la rigidità di un modello classico e di esaltare il pensiero creativo. Dando vita ad una contaminazione reciproca di entrambi. Senza dare per scontato nulla e lasciando lo spazio necessario alle ipotesi, all’immaginazione per abbandonare le certezze assunte come assolute.

Essere creativi per trovare nuove soluzioni

In tale contesto ci può venire in aiuto la nostra creatività. La creatività è legata alla capacità ‘generativa’ dell’essere umano. Si tratta quindi di attivare la capacità di generare-creare nuovi modi di pensare e agire. Che possano rispondere maggiormente ai nostri bisogni. Per poter trovare soluzioni nuove ai nostri problemi ed uscire dai soliti schemi.

Per prima cosa, abbiamo bisogno di riconoscerci che nasciamo tutti creativi. Anche in questo caso abbiamo la possibilità di allenarci a sviluppare il nostro potere, proprio quello creativo.

La creatività è una componente capace di offrirci risposte nuove ai soliti schemi. Ma dobbiamo dare attenzione a molte parti di noi. Innanzitutto partire dall’avere cura e attenzioni per noi: ricavandoci del tempo per pensare ed ascoltarci. Emergeranno pian piano nuove idee. Da accogliere e a cui lasciare spazio.

Ricordiamo che possediamo anche un insidioso sabotatore interno. Una voce insistente e rompi scatole che si mette a giudicare e distruggere quello che di nuovo emerge. Va messo a tacere con determinazione, altrimenti finiremo per credere a ciò che dice: che non siamo capaci.

Noi siamo, invece, molto capaci se lo vogliamo. Possiamo lasciarci fecondare da nuove idee, nuovi approcci e nuove parti di noi che non sospettavamo di avere. Inoltre abbiamo bisogno anche di credere in noi. Ed avere fiducia in nuovi percorsi possibili da elaborare attraverso la trasformazione dei nostri pensieri.

Il cambiamento è prezioso per trovare nuove soluzioni

Dalle crisi e dalle difficoltà che attraversiamo nella nostra famiglia, sul lavoro e nella società odierna, possiamo trarre un grande stimolo al cambiamento. Per attivare e trovare soluzioni nuove ai soliti schemi. Per abbandonare quell’atteggiamento ostinato che vuole che nulla cambi. Oppure nel perdere tempo a rimpiangere ciò che abbiamo perso.

Impariamo a generare nuove idee approcciando alla realtà da punti di vista diversi.

Un nuovo punto di vista che vi propongo subito è quello di considerare l’errore, il fallimento come una risorsa. Quando ci accorgiamo che ci siamo sbagliati nel considerare una realtà in un certo modo, oppure non riusciamo a vedere ed accogliere un punto di vista diverso non dobbiamo scoraggiarci.

Questo fa parte della nostra nuova possibilità di crescita. Ed è il principio sul quale si fonda l’opportunità di trovare soluzioni nuove. Gli errori sono sempre fonte preziosa di informazioni e conoscenza.

Le esperienze compiute della realtà che non hanno avuto le risposte adeguate ci forniscono una possibilità preziosa di conoscenza per poter mettere le prime basi al cambiamento di schemi mentali ormai superati. E’ come se avessimo preso coscienza di aver seguito un segnale stradale ormai vecchio, su una strada che non più la stessa; è cambiata.
Alleniamoci pertanto ad utilizzare tutte le nostre capacità creative e le forme di pensiero diverse che fanno parte della nostra mente.

In conclusione

L’utilità di assumere diverse forme di pensiero è indubbia. Se impariamo a utilizzare tutte le nostre forme di pensiero in modo integrato, la nostra mente diventerà una risorsa e non un limite.

La sua efficacia dipenderà dalla nostra elasticità per poter modificare i nostri vecchi schemi mentali e poterne trovare di nuovi e più rispondenti ai nostri bisogni.

Vi saluto con la frase sulla percezione della realtà di uno studioso delle neuroscienze:

La realtà del mondo in cui viviamo non è quella esterna, ma quella che il cervello crea elaborando i dati delle sensazioni: lì dentro, nei meccanismi cognitivi del cervello, e non altrove, avviene tutto ciò di cui siamo consapevoli. Il cervello non proietta nulla all’esterno, perché l’esterno che noi possiamo percepire e nel quale viviamo è dentro di noi. (Arnaldo Benini)

 

 

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