Grazie per l’abbondanza che si manifesta nella mia vita

«La prego di gradire i miei piu’ cordiali saluti», oppure «Vi preghiamo di ascoltare attentamente» ed altre esortazioni simili indicano che il senso piu’ comunemente riconosciuto al verbo «pregare» é quello di «chiedere qualcosa a qualcuno gentilmente». Per molte religioni, siano essere monoteiste (cattolicesimo, ebraismo, islamismo) oppure politeiste (induismo, taoismo ecc.) la preghiera é un mezzo per « chiedere » alla divinità qualcosa che noi « come semplici esseri umani » crediamo di non poter compiere, ma é anche uno strumento con il quale « il semplice mortale » rivolge lode e ringraziamenti alla divinità. Dopo 20 anni di « Pater, Ave e Gloria » (sono nata e cresciuta in una famiglia cattolica dove la Messa é stata un obbligo negli anni della fanciullezza e prima giovinezza) ed altri 20 anni di « La prego di gradire » e « Vi preghiamo di volerci inviare » (frasi chiave nelle relazioni epistolari commerciali), il terzo ventennio della mia esperienza terrestre mi permette, giorno dopo giorno, di scoprire ed amare sempre piu’ un’altra faccia della pregiera : il colloquio con Dio, la conversazione, molto intima, con me stessa.

Evito di dilungarmi in una dissertazione su questo argomento. Preferisco trasmettervi dei piccoli episodi della mia vita quotidiana che mettono in risalto il potere armonizzante di questo aspetto della preghiera. Un’amica mi interrompe, nel bel mezzo di una presentazione ad un gruppo di potenziali clienti, con un apprezzamento del tipo « Non ti immagino proprio tutta dedita a….. ». Reazione viscerale di collera, raffica di pensieri come ad esempio « Ma come osa !! » « Ma chi si crede di essere !! » oppure ancora « Ma non ha un minimo di rispetto ! » Mi sento offesa, attaccata nella mia persona, ridicolizzata e quindi un’altra raffica di pensieri segue, quasi istantaneamente « Cosa diranno gli altri !! » « Non posso accettare una cosa simile » e « Adesso le rispondo come si merita ! » In tempi normali (durante il primi due ventenni della mia esistenza) avrei reagito come voi tutti potete ben aspettarvi. Invece, due profondi respiri, uno sguardo a tutta la platea, la preghiera « Che io sia la Pace che desidero nel Mondo ! » e………..una sonora risata. Ammiccando verso l’amica (sorpresa della reazione), «Grazie, hai proprio ragione » ! (risata generale della platea) In questo episodio una parte molto importante é tenuta dalla respirazione.

Fermarsi in tempo prima di « reagire » e respirare ci riporta « al presente » dove tutto é perfetto. Ma benché perfetto, so che a volte come semplice umano non riesco a riconoscere tale perfezione, ecco dunque che la preghiera, anche une brevissima invocazione, ha il potere di riportare l’armonia al mio ventre, contorto di rabbia, alla mia mente, ubriaca di pensieri che spuntano dal niente e non si fermano mai ed al mio cuore, sanguinante per l’offesa. Ecco un altro episodio, completamente diverso, ma non per questo meno istruttivo. Una ex cliente, mi presenta un potenziale cliente e si lancia in una apologia sontuosamente espressa della mia attività, delle mie qualità, delle mie potenzialità. Mi sento crescere di qualche centimetro, un piacevole calore s’installa nella pancia ed inizia a rimontare, mi sento unica, splendida, speciale, cerco le parole per lanciarmi – anch’io – in una dissertazione del tipo « Ah si’, io so che……… » ed anche « Sono certa che il mio………. ». Ho quasi voglia di interrompere – e penso « Benché sia una mia cliente, non sa proprio di cosa parla » e ancora « Farei meglio a spiegare subito che io……….

». Invece, un solo respiro, ampio e profondo : sento l’ossigeno riprendere possesso del mio corpo e del mio cervello ed un ringraziamento «Grazie per le diverse forme di abbondanza che si manifestano nella mia vita». Sorridente, prendo la mano della mia cliente «Grazie Maria, sei magnifica!» Una corrente di serenità ci invade tutte e tre, la posso sentire, quasi palpabile ed mentalmente mi dico ancora «Grazie per questa Vita e la sua bellezza!» Prendere coscienza che sono UNO con tutto il resto mi ha aiutato a sentire che non c’é nessun altro a cui rivolgere le mie preghiere se non me stessa, la divinità che é la mia essenza vera. Non é quindi pregare nel senso « antico » del termine, ma piuttosto una conversazione, é far partecipare sempre piu’ questa Essenza alla mia vita di tutti i giorni. Invitarla ai miei momenti di gioia e agli attimi di scoramento ; chiedere sostegno quando la pancia é un groviglio dolorante ed il cuore si chiude ; ringraziarla per l’armonia che intravvedo, ogni giorno di piu’ in ogni manifestazione della vita : grazie per il sole e la luna, per il vento ed il mare, per l’umanità che popola questa terra.

Pregare é ricontattare l’armonia che nonostante tutto abita ancora la natura e trasmettere quel potere benefico al nostro corpo, al nostro spirito e farlo « coscientemente ». Pregare é infine accettare la mia disarmonia, le mie paure ed i miei dubbi come mezzo per avanzare nella coscienza di chi sono veramente. Prego, e Dio é con me Ora !

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