Mi assumo le mie responsabilità: Mamma ti amo e ti sono grata

Cosmo-Art e il Dolore

Responsabilità e accoglienza: mi assumo le mie responsabilità, Mamma ti amo e ti sono grata. Come riuscire a pronunciare queste parole ogni giorno, in modo autentico? Vediamo come.

La madre, una figura fondamentale per la vita di ognuno di noi. Ci ha donato la vita. La sua funzione primaria è quella del nutrimento. Ci ha seguito in ogni tappa della nostra crescita. Per ciascuno di noi, ovviamente, queste funzioni sono state molto variabili a seconda della madre che abbiamo avuto.

Oggi desidero parlare della madre biologica ma senza trascurare gli aspetti della sua funzione e rappresentazione dal punto di vista simbolico ed esistenziale. Anche per chi non ha ricevuto il nutrimento o gli accudimenti di cui aveva bisogno, la funzione materna ci ha formato e condizionato, determinando i tratti distintivi del nostro carattere. Anche nel caso in cui è mancata o è stata assente.

Ogni figlio o figlia prova una forma di amore per sua madre. Anche se le si può rivolgere dei rimproveri o delle mancanze. La figura materna ha rappresentato tutto il nostro universo per lungo tempo, fino a quando non siamo cresciuti.

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Oggi possiamo approfondire insieme quanto l’amore e la gratitudine per nostra madre sia manifesto oppure oscurato da dinamiche non ancora risolte dentro di noi.

Responsabilità: conflitti ancora irrisolti

Abbiamo relazioni diverse, ma caratterizzate da dinamiche simili. Talvolta ci capita o ci sarà capitato di rimproverare a nostra madre comportamenti e azioni che non abbiamo gradito. Oppure che non condividiamo. Che contribuiscono ad allontanarci, sia in modo oggettivo che simbolico dalla figura materna, lasciando dentro di noi uno spazio di rancore. Una forma di risentimento che unito ai sensi di colpa, sicuramente contribuiscono a non ci farci stare bene.

Il nostro rapporto materno talvolta, può essere conflittuale. Caratterizzato da discussioni. Oppure costituito da un tacito silenzio in nome del quieto vivere, ma che ci fa ingoiare bocconi molto amari. Il più delle volte si tratta di incomprensioni, alla ricerca di un rapporto diverso. Dal punto di vista simbolico sentiamo una mancanza. Siamo alla ricerca di amore che non arriva nella forma in cui lo desideriamo, o nel modo in cui ce lo saremmo aspettato.

Le nostre richieste d’amore talvolta urlate, altre volte fatte di pretese silenziose, si manifestano in nome di un diritto leso e mai scritto. Una richiesta continua di amore, che non arriva nel modo giusto per noi.

Perché? In realtà abbiamo un grande bisogno di essere riconosciuti, di essere visti e amati; in primis da nostra madre. Viviamo in tal modo, alla ricerca continua e spasmodica di una madre diversa, che non potrà mai soddisfarci. Che non potrà mai rispondere ai nostri canoni: bisogni di amore, di uguaglianza e di giustizia. Una madre perfetta!

Responsabilità e accoglienza: quando cresciamo?

Questo atteggiamento ci fa rimanere eternamente figli. Figli piccoli e insoddisfatti. Lamentosi e pieni di rabbia.  Inoltre, non dimentichiamo che tale comportamento ci lega! Ci tiene legati in tutti i sensi. Ci lega a nostra madre in modo indissolubile e non ci permette in alcun modo di crescere e di realizzare la nostra vita. Anche se lo desideriamo moltissimo. Anche se ci proviamo tanto, anche se non riusciamo a spiegarci perché non riusciamo a realizzare ciò che vorremmo.

Quando viviamo, anche se non ce ne rendiamo conto, simbolicamente lo facciamo solo in funzione della nostra richiesta/pretesa, del nostro diritto d’amore leso. Nella speranza vana, che un giorno, a forza di chiedere, qualcosa cambi dentro nostra madre. Insomma, ci aspettiamo l’impossibile. Ovvero ciò che non potrà mai avvenire.

Quante energie sprecate!!!

Fanno parte delle nostre voci interne, del nostro racconto interiore fatto di immagini storiche che ci accompagnano probabilmente da una vita. Se utilizziamo un orecchio attento possiamo udirle molto chiaramente. Se decidiamo di essere sinceri ed autentici con noi stessi e vogliamo iniziare a crescere e ad assumerci le nostre responsabilità, le possiamo chiaramente vedere proiettate in ogni relazione che abbiamo.

Responsabilità e accoglienza: grandi doni

Oggi possiamo farci un grande dono. Decidere di crescere! Decidere di assumerci le nostre responsabilità riconoscendo i doni ricevuti da nostra madre: prima di tutto il dono della vita. Anche solo questo può bastare per accoglierla, amarla ed esserle grati.

Oggi siamo abbastanza adulti. Non pensate sia arrivato il momento di crescere e di  realizzare la nostra vita?

Prendiamo per mano il nostro bambino ferito e addolorato dentro di noi. Iniziamo ad occuparci con amore ed accoglienza di lui. Amiamolo e accogliamolo con gesti d’amore. Proprio nel modo in cui desideriamo che faccia nostra madre. Facciamolo noi per primi.

Un altro dono speciale, che possiamo farci, è quello di perdonare nostra madre dal profondo del nostro cuore. Non possiamo chiederle di essere diversa. Proprio adesso che siamo divenuti adulti. Adesso che magari è già in là con gli anni. Adesso che conosciamo la nostra storia e possiamo appropriarcene in modo maturo e saggio.

Oggi, divenuti adulti possiamo fare molto per noi, e per migliorare il nostro rapporto con lei, ma soprattutto dentro il nostro mondo interiore. Per la prima volta pensiamo a come poter trasformare il nostro atteggiamento. La nostra crescita riguarda anche un aspetto emotivo e simbolico della nostra vita.

Responsabilità e accoglienza: una crescita emotiva

La crescita comporta non solo una fase biologica in cui il nostro corpo cambia e si trasforma attraversando le fasi organiche. Altrettanto importante e necessaria è la crescita emotiva e spirituale. Pertanto diventa fondamentale, per prendere in mano la responsabilità della nostra vita, occuparci della nostra crescita interiore. Se desideriamo realizzare la nostra vita, i nostri sogni e tutti i nostri progetti. Non vi pare?

Perché? Perché non possiamo vivere una vita soddisfacente e felice se non impariamo a sciogliere il conflitto con la persona che ci ha donato la vita. Per fare ciò abbiamo un urgente bisogno di percepire le nostre dinamiche interne. Una forma di udito sensibile e molto particolare. Ma che dobbiamo imparare ad utilizzare se siamo insoddisfatti e stanchi di vivere sordi e ciechi. Ovvero al buio.

La relazione con noi stessi, oggi, è la cosa più importante di cui occuparci. Per saper decodificare i messaggi che ci arrivano e per saper interpretare i simboli del nostro vivere quotidiano. Imparare a trovare  il senso di ciò che ci accade non è affatto semplice e ciò significa assumerci la responsabilità delle nostre vite con accoglienza e gratitudine.

Responsabilità e accoglienza: una forte decisione

In realtà questa crescita emotiva non è scontata e spontanea per nessuno di noi. Comporta la decisione e la consapevole scelta di voler iniziare a trasformare anche le nostre prospettive interne. Da una fase di bambino, adolescente, giovane fino ad arrivare a quella adulta e matura di persona: uomo o donna.

Tale crescita ha bisogno di tutto il nostro impegno e soprattutto della nostra scelta fondamentale di iniziare a separarci dalla madre. Lasciar andare questo legame comporta il dono della libertà.

Diamoci la libertà, ma prima di tutto diamola a nostra madre!

Desideriamo essere accettati per come siamo, ed allora accettiamo nostra madre per quello è, e per ciò che ci ha potuto dare. Ecco, questo significa accoglierla ed esserle grati attuando una crescita nella direzione del prendersi le proprie responsabilità.

Siamo esseri meravigliosi e non possiamo rovinarci la vita per mantenere il principio di giustizia che ci dice che dobbiamo essere risarciti per quello che non abbiamo ricevuto.

Oggi decidiamo di accoglierci profondamente, per imparare ad accogliere nostra madre, per imparare a separarcene con amore. Impariamo a prenderci cura di noi e sapremo prenderci cura di lei con amore e gratitudine. Sappiamo profondamente che questa è la strada giusta per noi.

Ti amo madre e ti lascio andare separandomi con amore

Ricordiamoci, inoltre, che nella nostra vita non c’è una sola madre. Se vogliamo, abbiamo la possibilità di scegliere anche una madre spirituale, che ci accompagni, nella nostra crescita emotiva e che ci sostenga nei nostri passaggi di trasformazione.

Un giorno nel mio desiderio di crescere arrivai a conoscere una madre spirituale tanto speciale e donativa che amo profondamente. Mi disse, ascoltando il mio dolore:”Vuoi avere ragione o essere felice?”. Ci pensai, mi stupii per la domanda inconsueta, ma un attimo dopo decisi immediatamente che volevo essere felice. Da quel giorno non mi lamentai più e imparai ad amarmi giorno dopo giorno.

Oggi desidero esprimere tutto il mio amore e la mia gratitudine per la madre biologica e per la speciale madre spirituale che ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita. Tutto ciò che oggi sono e tutto ciò che ho realizzato nella mia vita lo devo a loro!

Ho appreso tanta Bellezza e un nutrimento speciale. L’una ha nutrito il mio corpo e l’altra la mia anima. Il mio modo per onorarle sarà quello di realizzare la mia vita facendone una vera opera d’arte.

Dunque è arrivato il momento di separarci dalla madre per accettare quella spinta propulsiva che ci fa crescere dicendo: Oggi mi assumo le mie responsabilità, Mamma ti amo e ti sono grata.

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2 COMMENTI

  1. Cara Federica,
    il tuo articolo è davvero molto bello e toccante. Ti ringrazio per avermi ricordato che il primo passo è quello di curare la relazione con me stessa, il perdono per me stessa e poi quello per gli altri.

    Ti abbraccio,
    Giulia.

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