Cosa possiamo imparare dai nostri sogni?

Proprio di mattina, quando ancora assonnati si riesce a malapena a ricordare e a raccontare il sogno notturno e le sensazioni che ci ha lasciato, si svolge il Laboratorio dei Sogni, all’interno dei Seminari di Cinematerapia. Si tratta del lavoro che si svolge la mattina del secondo giorno del seminario. Qui sono accettati sogni d’ogni tipo, anche quelli erotici! E se non si è sognato durante questa notte si può raccontare un sogno ricorrente, uno sognato in una notte precedente che ci ha colpito particolarmente o un sogno ad occhi aperti. La prima fase è quella dell’identificazione del sogno, quindi, chi si sente, lo racconta , decide di aprire il suo inconscio, di portarlo allo scoperto, di descrivere le emozioni e le sensazioni provate durante il sogno. Non è facile trovare il coraggio di raccontare un sogno e di tirare fuori i propri segreti. Qui ognuno è libero di scegliere se partecipare o meno e spesso nella coralità si supera anche la timidezza. Si ascolta con molta attenzione e terminato il racconto, si sceglie un titolo per ogni sogno, il pubblico può dare dei suggerimenti, ma è il protagonista che in ultimo decide.

Vi cito alcuni titoli emersi dell’ultimo seminario di Cinematerapia del 16/17 Giugno scorso:
1) Il prezzo della felicità
2) La lavanda anti-virus
3) Ritorno all’amore
4) Con la fiducia mi salvo
5) Senso di colpa

Spesso il titolo è la sintesi delle sensazioni o degli stati d’animo riconosciute e contattate dal protagonista durante il sogno. E’ molto importante ascoltare con attenzione, poiché, si potrebbe essere scelti per la rappresentazione che seguirà. Raggiunto un sufficiente numero di sogni si procede con la votazione, verrà scelto il sogno più votato, quello che avrà riscosso maggior interesse. E’ qui che si entra nella seconda fase, il protagonista diventa regista, sceglie gli attori a cui assegnare un ruolo, potrà essere un personaggio o un’emozione, tutti i partecipanti sono nella piena libertà di poter accettare o meno. Il regista a questo punto posiziona sulla scena i personaggi e decide se partecipare o affidare la sua parte ad un altro, potendo osservare la scena e la rappresentazione del sogno dall’esterno per vedere come cambi il suo vissuto, come emergano parti sconosciute e inesplorate.

“Ciak, azione!” Il sogno prende anima e in silenzio ci si fa guidare dalle proprie sensazioni nell’interpretare il ruolo affidato. Pochi minuti ma molto intensi, per esprimere con il corpo, con il movimento e con la scena, la propria creatività, dando vita ad un insieme di emozioni. Qui il coinvolgimento è veramente forte, la tensione non manca, anche per chi fa solo da spettatore. Si arriva così all’ultima fase del lavoro, subito dopo la rappresentazione lo spazio è lasciato alle emozioni provate, ci si rivolge agli attori con il nome della parte che hanno interpretato, protagonisti e spettatori esprimono il loro vissuto, comunicano le proprie riflessioni specialmente quelle che hanno a che fare con loro storia. La risposta è spesso sorprendente, l’elaborazione e la scena possono inviare messaggi utili a risolvere disarmonie e disagi interiori, il sogno ci aiuta a decodificare i messaggi che l’inconscio invia. Nella condivisione di queste emozioni, nell’ascolto dei vari interventi e nell’esplorazione del sogno si possono cogliere delle indicazioni utili per poter modificare degli atteggiamenti che perseverano nella nostra vita.

Alcune parti negative come il giudizio o il senso di colpa possono essere alleggerite, lasciando spazio a bellezza e ad altre parti positive. Nella mia esperienza all’interno dei Laboratori dei Sogni ho avuto la possibilità di essere sia regista che attrice. Ho potuto esplorare e rielaborare i miei sogni, ho riconosciuto elementi che nel mio inconscio prendono il sopravvento e mi fanno spaventare. Ho capito che posso smettere di fare i conti con i miei sogni, quelli che di mattina ti sembrano così veri da volerti giudicare anche loro. Lì sulla scena sono riuscita ad esprimere la mia creatività grazie all’aiuto di altre persone trovando il coraggio di modificare i miei atteggiamenti. Insomma, adesso, avete un’idea di quanto possiamo imparare da questo materiale così prezioso che sono i nostri sogni?!

Foto: www.robertman.net

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