Sono consapevole che mi hanno sempre voluto

La Cosmo-Art e i Figli

Sono consapevole che mi hanno sempre voluto.

Questa è una storia che parte da lontano. E’ una storia lunga una vita.

Come i pianeti che orbitano nell’Universo a volte senza una meta ben precisa, anche l’essere umano quando non conosce profondamente la verità della sua storia può vagare nell’incoscienza e nell’inconsapevolezza. I nostri vissuti più antichi o meglio dire il nostro personale imprinting alla vita può a volte condizionare la nostra intera esistenza. Può portarci più o meno consapevolmente, a fare scelte lontane dalla nostra più autentica progettualità. Perché parliamo di antichi vissuti familiari e imprinting alla vita? Con il termine imprinting si fa riferimento ad una particolare forma di apprendimento precoce, secondo la quale i neonati, nel periodo pre e post nascita vengono condizionati dal primo essere con il quale vengono a contatto, cioè la madre

Sono consapevole dei miei vissuti

Tutti noi sappiamo oggi quanto siano importanti i vissuti intrauterini per lo sviluppo del bambino e per la sua vita da adulto. Potremmo non essere stati desiderati, non riconosciuti nella nostra identità di genere oppure non accettati per le aspettative genitoriali disattese. Potremmo aver sperimentato un dolore grande e lacerante che se non curato con il balsamo dell’amore e dell’accettazione potrebbe davvero portarci fuori strada, lontano anni luce dalla nostra reale autenticità.  

Affacciarsi al mondo della genitorialità non è assolutamente facile, tante le sfide, le responsabilità, i compromessi da raggiungere. Viviamo in una società in cui esiste un solo ed unico dogma: essere perfetti, sempre e in ogni momento. Prigionieri di questa falsa credenza ci facciamo trasportare dalla ricerca spasmodica della perfezione. La pretendiamo e la ricerchiamo in ogni dove, nella nostra vita, nel lavoro, nelle nostre relazioni, nella coppia e specialmente nelle nostre figure genitoriali. 

Ricerca della perfezione vs accettazione profonda

Decidendo di uscire da questa effimera ricerca potremmo aprirci a nuove possibilità di consapevolezza. Nostra madre non è stata perfetta ma ha sicuramente fatto il meglio che poteva con tutto ciò che aveva. Perdonarla per le incomprensioni, per le sue imperfezioni, per tutto ciò che è andato come non avremmo voluto è il passo principale per appropriarci della verità della nostra storia ma soprattutto della nostra libertà.

La nostra storia familiare indubbiamente ci parla di noi e del nostro passato, ci dice in parte chi siamo e da dove siamo partiti ma non ci dirà mai dov’è che andremo e cosa siamo destinati ad essere. Attraverso una decisione profonda di perdono e attraverso un atto di responsabilità verso la nostra vita sapremo riconoscere che il timone è sempre stato nelle nostre mani e che siamo noi i capitani della nostra nave. 

Estendendo lo sguardo alla Cosmo-Art e abbracciando la sua rivoluzionaria visione cosmologica, possiamo riconoscere nella Vita e nell’Universo, figure genitoriali non biologiche che ci hanno tanto desiderato e che guidano il nostro percorso in questa esistenza. E’ necessario porre uno sguardo costruttivo e trasformativo al nostro passato per poter elaborare tutto il dolore tramandato di generazione in generazione. 

Il cambiamento che apre il cuore

Il mondo ha bisogno di un cambiamento repentino. Il mondo ha bisogno che tutti gli esseri umani, ognuno nel proprio piccolo, sviluppino la consapevolezza della propria unicità e che la vita necessita di tutti noi per mantenersi immortale. Negli ‘40 del secolo scorso il pacifista M.Gandhi affermava a tutta l’umanità:

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo…un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.”

In questo senso la decisione di uscire dal mondo materno e di aprirsi al padre  è fondamentale per accogliere il cambiamento che il mondo ci chiede. Nel linguaggio simbolico aprirsi al padre significa smettere di essere in un maternage in cui tutto ci è dovuto senza particolare impiego di energie da parte nostra. Il padre ci chiede di crescere, di essere autonomi e di camminare con le nostre gambe. Ci chiede di abbandonare quel nido che ci ha accompagnati fin ora e di essere costruttori di futuro, investendo su di noi e su tutto ciò che abbiamo. 

Costruire il futuro su basi di amore, bellezza e progettualità autentica è un’impresa ardua tanto quanto il primo viaggio sulla Luna. E così tanto quanto la velocità dell’Apollo 11 anche noi uniti e in armonia con il nostro , potremo viaggiare lontano, raggiungere mete di bellezza impensabili, aprire il nostro cuore all’amore. 

Sono consapevole e grata alla vita

Mostrare gratitudine alla vita che ci ha desiderati così come siamo e con tutte le nostre imperfezioni è un atto di restituzione circolare. Un atto che parte da noi e arriva in tutti gli infiniti Universi che compongono la nostra galassia. Contattando la gratitudine sapremo separarci da un passato doloroso con tutto l’amore di cui siamo capaci. Sapremo fare pace con la nostra storia, senza più rimozioni, bensì accettandola e riconoscendo in essa una grande opportunità di cambiamento.

Sono consapevole che senza dolore non ci può essere trasformazione. Nonostante tutto il dolore della mia storia oggi so dentro di me che mi hanno sempre voluto, che la mia anima è grande e piena di amore, che il mio progetto spirituale è forte e solido come la roccia che mai potrà essere scalfita dal vento.  

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