La coscienza di essere sempre connessi al Tutto

Sento un po’ arduo il compito di scrivere sulla «pienezza» mentre da tutti gli angoli della Terra arrivano messaggi di «vuoto». Siamo tutti indaffarati, sempre di corsa, usurati nella smaniosa corsa ad avere la nuova vettura, un’altro amante, la casa al mare, le vacanze a 5 stelle………un’altra sigaretta, una iniezione con una dose piu’ forte, un altro bicchiere di cognac !!!! Ciechi nello spirito, soli e smarriti, cerchiamo disperatamente di riempire « quel vuoto » con tutto cio’ che ci dà un senso di appagamento, anche se – purtroppo – solo momentaneo. E lo ricordo bene quel senso di « impotente inutilità » che mi attanagliava, diversi anni orsono. E quel ricordo mi sorregge oggi, ispirandomi la compassione che provo per i miei simili – fortunatamente non tutti – che si dimenano senza trovare un senso alla loro vita e che muoionon con la sensazione di aver « perso il treno » della felicità. Detto questo, non voglio assolutamente condannare o bandire dalla nostra vita – dalla mia specialmente – tutto cio’ che fa parte dei piaceri della vita fisica. Lavoro perché amo cio’ che faccio, ma apprezzo anche i soldi che guadagno che mi permettono di acquisire « cose » che utilizzo per il piacere di usarle.

E’ il piacere di usarle e non quello di averle che mi basta. In altri termini, per sentirmi bene – in armonia – felice ed appagata (o come altro volete definire la pace interiore) « non ho bisogno » di tutte le cose che acquisisco ed utilizzo. Ho attraversato dei momenti nella mia vita dove non avevo piu’ « cose » da utilizzare ; non potevo permettermi di acquisire niente altro che una baguette di pane. Ricordo le inquitudini ed i pensieri legati alla « carenza e la mancanza » che per anni hanno accompagnato la mia vita, anche dopo la grande svolta dove ho abbandonato tutto cio’ che avevo per « cercare me stessa ». Ma ricordo anche quella sensazione rassicurante, all’inizio molto flebile, che mi dava ossigeno di tanto in tanto e che mi ha portata sino ad oggi. Era un non so che di indefinito che mi alimentava dall’interno proprio mentre all’esterno non avevo cibo. E’ grazie a quella presenza che oggi posso sentire la pienezza dell’esistenza in ogni istante. Pregare il Cielo affinché mi inviasse la soluzione ai miei problemi equivaleva dire che mancava qualcosa alla mia vita e che il Cielo doveva fornirmela.

Ringraziare me stessa e la Divinità in me per tutto cio’ che avevo é stato il miracolo che ha dato un nuovo impulso alla mia vita. La pienezza é quello stato di completo abbandono in cui so che tutto si svolge in maniera perfetta e senza errori. Non ho bisogno di scegliere, decidere, programmare : tutto fluisce. La pienezza é la convinzione profonda e vissuta che ciascuno di noi é Dio che si manifesta per un’esperienza unica attraverso delle forme (Maria, Franco, Giovanni, ciliegio, pero, quercia, ecc.). La pienezza é quell’impeto d’amore che provo verso chiunque incontro per la strada, perché riconosco me stessa ; la pienezza é la coscienza che il mio mentale puo’ ancora tirarmi dei brutti scherzi con pensieri ed emozioni tenebrose, ma io so che non é la realtà ; la pienezza é abbracciare il mio mentale proprio quando mi crea disturbo ; la pienezza é l’altro nome dell’amore. Ricordo che da giovane, come per tutte le ragazze, discutevo con le amiche su come sarebbe dovuto essere « il Principe Azzurro ». C’era spesso una frase che ricorreva : « dovrebbe essere qualcuno di complementare ; dovrà avere cio’ che io non ho in modo da poterci completare a vicenda ».

Tutti abbiamo sentito parlare del partner come « la mia metà » !! E questa é una delle spiegazioni del perché le relazioni durano sempre meno, ci si separa piu’ spesso dopo qualche anno di vita comune. Cerco la mia « metà » come se io fossi « incompleta » !! Ecco la piu’ grande illusione dell’amore romantico, dell’amore che ci hanno insegnato ad inseguire come l’appagamento di tutta una vita. Cerchiamo l’altro senza conoscerci, cerchiamo nell’altro cio’ che crediamo ci faccia difetto e nell’altro investiamo tutte le nostre speranze per una « completezza » di vita felice. Sono pochi coloro che prima di mettersi alla ricerca dell’altro, cercano se stessi per ritrovare in sé la pienezza dell’essere. Ed é solo nella « pienezza » consapevole di me stessa che posso « amare » l’altro. La pienezza é la coscienza che sono esattamente cio’ che la vita chiede che io sia in ogni istante e cio’ vale per tutti gli altri esseri della terra. Niente da dimostrare a nessuno, nessuna competizione, nessun giudizio : amo chi sono, momento dopo momento. E nel momento in cui amo cio’ che vedo e vivo di me stessa, attimo per attimo, permetto a tale amore di debordare ed estrinsercarsi per toccare gli altri, in modi ed intensità differenti. E’ cosi’ che amo il mio partner: piena d’amore per cio’ che sono, offro tale pienezza al prossimo.

Parole, parole, parole direte voi!! Non é che una utopia!! Non é niente che si puo’ mettere in pratica !! In un certo senso dovrei darvi ragione. Se pensate che cio’ che dico é irrealizzabile, questa sarà l’esperienza di vita che vivrete !! Ma cosa puo’ accadere se osate anche solo per un istante credere che la pienezza é la nostra essenza vera, nascosta dietro i desideri di successo e di potere di tutti i giorni ? So che vivo la vita che penso, so che tutto é in ultima analisi un pensiero ed il pensiero é dell’energia che attira dell’energia equivalente. Penso………….;e la vita mi risponde sulla stessa lunghezza d’onda ! E allora piuttosto che credere o non credere a cio’ che dico, provate a rilassarvi qualche minuto. Sedetevi comodamente in un angolo tranquillo, chiudete gli occhi e respirato dolcemente. Senza sforzo, senza tensione, permettete al vostro mentale di aprirsi alla possibilità che vi sia un’altra modalità di affrontare la vita: provare non costa niente; provare non apporterà alcun danno a tutto cio’ in cui credete ora.

Respirate e immaginatevi immersi nella natura, in un luogo che conoscete ed amate (al mare, in montagna, in un prato) ; restate in contatto con il vostro respiro e se avrete la volontà di continuare per alcuni minuti, avrete la sensazione fisica di essere in quel luogo e potreste anche rivivere le emozioni e le sensazioni che vi legano a quel luogo. Senza sforzo, fate esperienza di questo senso di « ubiquità tranquilla » ; senza sforzo prendete coscienza che là dove credevate ci fosse « vuoto » c’é tutto cio’ che potete pensare, tutto cio’ che potete sentire, tutto cio’ che potete essere. Là dove credevate ci fosse « vuoto » c’é la vostra essenza, c’é la pienezza del tutto : cio’ che é mai esistito, cio’ che esiste e cio’ che esisterà « M’illumino d’immenso » scrisse un nostro grande poeta e quella Luce porta in primo piano la perfezione. La pienezza é il respiro che mi lega al mio partner allorché non chiedo niente perché ho tutto. Niente piu’ prove d’amore e di fedeltà, niente piu’ recriminazioni, niente piu’ ricatti. Nella pienezza di « me » ti amo perché mi trasmetti la pienezza di « te » ed insieme « illuminiamo l’immenso » !! Niente ombre, niente gelosie : due mondi unici, completi e differenti scelgono di fluire l’uno nell’altro, di separarsi e rifluire : amo la nostra diversità ed in te ritrovo la mia unicità : ecco l’amore che la pienezza ci permette di esperimentare e vi posso assicurare che non vi sono parole per descrivere tale esperienza : fatela !! La pienezza é cio’ che mi permette in questo momenyo di essere completamente presente, completamente cosciente delle mie mani che battono la tastiera del mio computer, senza alcuna preoccupazione per cio’ che devo scrivere : non penso, lascio che la parole affluiscano, una dopo l’altra nella facilità e nella fiducia.

La pienezza é la consapevolezza che sono colei che scrive e nello stesso tempo sono tutti voi che leggete : non ho alcuna preoccupazione su come potranno essere lette, interpretate e vissute le mie parole perché nella pienezza dell’Unità esiste una sola canzone che scriviamo e cantiamo tutti insieme, ciascuno con la propria intonazione.

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