Insieme è meglio

Chi ne ha mai sentito parlare? Si tratta di sfide, o meglio proposte, lanciate su siti web o programmi televisivi o radiofonici da chiunque voglia coinvolgere altri (possibilmente numerosi) in un percorso corale di trasformazione e cambiamento. Si può fare con qualsiasi proposta: meditazione, nutrizione, esercizi fisici, ecc. Il presupposto è quello – scientificamente provato – che 21 giorni siano il periodo minimo sufficiente affinchè una nuova abitudine venga acquisita e nuovi percorsi neuronali si siano formati nel cervello. Ebbene si…l’ho fatto anche io! Si tratta della 21 DAY CHALLENGE di meditazione ideata dal dott. Deepak Chopra. Per chi non lo conoscesse il dott. Chopra è un controverso personaggio americano, vero e proprio ‘guru indiscusso’ della medicina olistica, che porta avanti da 40 anni un messaggio di legame profondo tra corpo ed emozioni. A parte essere molto motivante per acquisire questa sana e potentissima abitudine quotidiana, mi è piaciuta molto l’idea di farlo con altre centinaia di migliaia di persone sparse in tutto il mondo che avessero la medesima intenzione: rimanere fermi, in silenzio, in ascolto interiore e con il desiderio profondo di diffondere la pace nella propria vita e di conseguenza nel mondo.

Non so se frutto di autosuggestione ma io ho sentito che era molto potente, che l’energia sprigionata si univa a quella di altre energie potenti e un quantum di pace è stato davvero immesso nell’universo. Quali gli elementi di rilievo in questa esperienza? 1) L’appuntamento quotidiano, la regola, non lasciata alla libera iniziativa personale ma una sorta di ‘prescrizione’ 2) La certezza che si trattasse di un periodo limitato ma che avrebbe comunque portato risultati 3) L’elemento della coralità – anche se solo virtuale – a dare potenza, senso di ritualità e unione di energie con persone fisicamente lontane da noi Come per la sfida tanto in voga ora della ‘secchiata gelata’ ho sentito tante voci discordi e anche tante critiche ma alla fine quello che sento è che quando ci si mette in moto, e lo si fa in tanti, e in fondo in fondo si ha una finalità costruttiva e a fin di bene non c’è mai nulla da dover smontare, distruggere, aggredire ma solo comprendere che si sta cercando in modi umani e non-perfetti di fare una cosa bella. Certo che tra tirarmi un secchio di acqua ghiacciata in testa e delle rilassanti meditazioni serali la scelta è stata abbastanza semplice…

scuola counseling

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