Una favola cosmo-artistica

Meglio rospo o meglio principe?

Un giorno un rospetto dormicchiava sulla riva del suo stagno. C’era un bel sole caldo e non aveva voglia di gracidare, se ne stava silenzioso e assonnato. In un momento di veglia vide e sentì, non troppo distante, una mamma che leggeva una storia al suo piccolino. Il rospetto incuriosito si mise in ascolto poiché nel racconto si parlava di ranocchi e principesse. Anzi a un certo punto della storia la principessa bacia il rospo, spezza l’incantesimo e improvvisamente al suo posto appare un bellissimo principe che la perdona e se la sposa.

Il rospetto fu catturato da quelle parole e cominciò a domandarsi:”… e se fossi anch’io un principe invece che un rospo? Devo trovare una principessa anch’io e farmi baciare!” Il problema però era che il rospetto non aveva mai visto una principessa e non sapeva né come fossero e tanto meno dove fossero, figuriamoci trovarne una che lo baciasse!
Cominciò a girare per lo stagno e ad ogni rospetta che incontrava chiedeva: “Sei una principessa?” “Noooo! Io sono una manager, gestisco le attività di tutti i moschini dello stagno. Non scocciarmi… sono occupata! Se ti serve un appuntamento rivolgiti alla mia segretaria”
Un’altra gli rispose: “Una principessa io? Ma fammi il piacere! Io sono una ballerina di lap dance e sono piena di corteggiatori ricchi e importanti, figurati se ho tempo da perdere con te.”
Un’altra ancora: “Io sono una show girl, se hai un contratto da propormi, posso anche diventare una principessa”

Il rospetto cominciò a pensare che non esistessero davvero le principesse e probabilmente la storia che aveva ascoltato era falsa e ingannevole. Era davvero deluso, vagava nello stagno sconsolato quando ad un tratto incontrò un suo amico al quale raccontò la storia che aveva sentito e gli domandò se conoscesse una principessa. Il suo amico gli indicò una bellissima ragazza poco lontano dalla riva e gli disse: “Eccola là, quella è una principessa!”

“Quella una principessa? Ma sei matto! Quella cosa lì ha la pelle rosa, è enorme, e ha degli strani fili lunghi che le partono dalla testa, si muove in modo strano e sta pure piangendo. E’ davvero disgustosa, non ce la faccio a farmi baciare!”

Doveva rinunciare? Ci pensò un po’, si fece coraggio, si avvicinò alla ragazza e le chiese: “Scusami se ti disturbo, ma è vero che tu sei una principessa? “
“Beh si lo sono, ma sono una principessa molto triste”
“…e perché sei triste?” chiese il rospetto
“Sono sola… mi sento sola. Contrariamente a quanto si dice la vita di una principessa non è per niente facile. Vivo nel costante dubbio che le persone mi stiano accanto, mi mostrino affetto e amicizia addirittura amore solo perché sono una principessa e si aspettino tutti favori e aiuti. Per farla breve: non sono mai sicura che vogliano me come persona o vogliano la principessa che rappresento. Cerco la verità ma purtroppo quasi sempre vengo delusa e sprofondo nella solitudine.

Poco fa leggevo un libro e lì ho trovato una risposta:
“… c’è una profonda differenza tra il cercare la conoscenza e il cercare la verità. La verità sta nel profondo e deve essere conquistata con molto dolore e coraggio; la conoscenza sta in superficie e richiede studio e costanza, richiede solo fatica ma non dolore” da Ipotesi su Ulisse di A. Mercurio

Il rospetto turbato da queste parole decise di rivelarle subito perché le aveva chiesto se era una principessa, le raccontò la storia che aveva sentito in riva allo stagno e il suo desiderio di diventare un principe.
La principessa ascoltò e alla fine gli disse: “Vedi anche tu vuoi qualcosa da me, anzi non da me, ma dalla principessa!”

Nonostante questo però i due cominciarono a fare amicizia e presero l’abitudine di incontrarsi ogni giorno per chiacchierare. Il rospetto cominciò a pensare che la principessa quando non piangeva era davvero simpatica e divertente e la principessa era felice che finalmente aveva un amico sincero. Anzi poiché erano così diversi, tante maschere e preconcetti venivano a mancare e si sentivano sempre più liberi di esprimersi per quello che erano.

Un giorno però la principessa arrivò allo stagno disperata. Suo padre aveva deciso che ormai era tempo che si sposasse ed aveva scelto per lei un principe facoltoso e molto potente, ma anche molto antipatico. A lei quel tipo proprio non piaceva e stava pensando di scappare e nascondersi da qualche parte. Ma era davvero troppo spaventata: come avrebbe vissuto? Dove poteva nascondersi? …e cosa avrebbe fatto tutta sola?

Il rospetto cercò di consolarla e di trovare insieme a lei una soluzione a quella situazione.
A un certo punto il rospetto si illuminò tutto contento e le disse: “… e se riuscissi a baciarmi? Magari potrò essere io il tuo principe! Non ti sentiresti più sola e potresti decidere liberamente se sposarmi oppure no! Se scappi potrei proteggerti e comunque non saresti obbligata a nasconderti!”

La principessa ci pensò un attimo e poi gli disse: “ Ma si, perché no! Proviamo. Dicono che a volte l’impossibile può diventare possibile”
La principessa si avvinò al rospetto e lo baciò. Sorpresa nella sorpresa! In quel momento si verificò l’impossibile più impossibile mai visto al mondo. Di colpo la principessa diventò una bellissima rospetta. Si guardarono stupefatti, increduli e cominciarono a ridere così tanto da rimanere senza fiato. Insieme se ne andarono saltellando e possiamo supporre che vissero per sempre felici e contenti, forse non come sposi, ma sicuramente come amici.

La vita non va come vorremmo noi, a volte ci sorprende e ci propone dei profondi cambiamenti d’identità. Le soluzioni che nascono da questi cambiamenti sono quasi sempre quelle più giuste per noi e anzi potremmo anche affermare che spesso sono migliori di tutte quelle che noi pensavamo.

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Counselor Professionista in Antropologia Cosmoartistica iscritta al Registro Counselor della FAIP Counseling

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