Cosmo-art e Counseling

Rinascere ad una nuova forma, ad una nuova essenza

Nella percezione comune l’idea della morte corrisponde alla morte biologica. Morte come fine della vita, come estrema dipartita. Ciò che profondamente ci sfugge è che la nostra vita è costellata di morti. Morti continue: di identità, di relazioni, di nostre stesse parti. Ciclicamente la vita ci chiede di affrontare delle morti, di lasciar andare realtà radicate, modi di essere, aspetti di noi che ci ostacolano, persone, semplicemente perché non sono più funzionali alla nostra crescita, al nostro stare nel mondo. La vita ci mette di fronte alla necessità di dare la morte ad alcune parti di noi spesso proprio attraverso le difficoltà che ci chiede di affrontare. Le difficoltà con le quali ci scontriamo, essendo il riflesso del nostro mondo interiore, richiedono, per essere efficacemente affrontate, la nostra disponibilità a trasformarci, perdendo parti ostinate e involute, come il risentimento, le pretese, la superbia, l’ideale di perfezione. Ciclicamente la vita ci chiede di vivere, di contattare dentro e fuori di noi il vuoto. Un vuoto che a tratti può spaventarci per la sua vastità, un deserto che ci fa sentire tutta la fatica che il suo attraversamento richiede. Ma se concepiamo noi stessi come esseri in continua evoluzione,  chiamati in quanto tali a scegliere ripetutamente nell’arco della nostra vita chi essere e quale senso dare alla nostra esistenza, il vuoto che ciclicamente contattiamo ci appare allora una risorsa, che ci offre l’opportunità di ridefinire noi stessi e i nostri valori in maniera sempre più autentica. Possiamo scegliere di riempire i nostri tanti vuoti in modo sano anziché masochistico, anzitutto con l’amore per noi stessi, prezioso seme da cui nasceranno tanti dolci frutti. Per crescere ed evolverci come persone dobbiamo accettare di morire esistenzialmente più e più volte; morire soltanto per rinascere: ad una nuova forma, ad una nuova essenza, ad una nuova più ampia visione di noi e della vita stessa.

 

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