La Cosmo-Art e il Senso della Vita

Decidere di cambiare. Il coraggio di essere sé stessi

Decidere di cambiare. Il coraggio di essere sé stessi, fino a raggiungere la nostra parte più autentica. Quella capace di realizzare la nostra progettualità profonda. Decidere di completare fino in fondo la propria progettualità, inevitabilmente porta ad affrontare dei cambiamenti nel corso del tempo. La decisione, a sua volta, presuppone un passaggio ancora a priori, ovvero confrontarsi con due grandi forze: paura e coraggio.
In ogni caso, la proposta che il cambiamento ci porta è di natura evolutiva e senza dubbio non si regge certamente sulla negazione di noi stessi. Ciò significa che le capriole che decideremo di fare saranno il frutto di scelte volte alla nostra crescita, nel modo più autentico possibile. Chiediamoci dove vogliamo arrivare e cerchiamo di capire da dove partiamo. Darsi una meta, è l’unico modo che abbiamo per tracciare poi una rotta verso la direzione scelta.

“Regola II, Fissate la rotta. La meta è invisibile sino a quando non viene raggiunta. Ma poiché sappiamo in quale direzione si trova la meta, possiamo fissare la rotta per raggiungere la meta, servendoci come Ulisse delle stelle dell’Orsa Maggiore. Coloro che, nei tempi remoti, hanno appreso a navigare, hanno guardato a lungo il cielo mentre stavano a terra e poi hanno scoperto quale connessione c’era tra la stella polare e la meta che volevano raggiungere”.
Prof. A. Mercurio
Regole della Navigazione notturna

Decidere di cambiare: accettate il mare

Decidere di cambiare. Dare luogo al cambiamento, significa fare come il bruco quando diviene farfalla. Ma affinchè la metamorfosi abbia luogo, il bruco deve affrontare più e più mute in vita. Questo, su un piano simbolico, significa separarsi, lasciar andare, parti di sé ormai non più funzionali alla nostra evoluzione, per acquisirne nuove e aderenti all’identità che ogni giorno scegliamo di darci.
Il cambiamento è trasformazione. La Trascendenza per certi versi porta con sé una dose di dolore. Perché? Perché il lasciar andare o il lasciar morire, che dir si voglia, alcune nostre parti, presuppone una separazione da elaborare. Una separazione che ci toglie il respiro anche solo al pensiero di affrontarla. Come possiamo separarci da qualcosa che fin qui ci ha condotti? Forse perché fin qui ci è stata di grande supporto. Ma da qui in poi, quella parte diviene ostativa al proseguimento del nostro viaggio. Probabilmente se ce ne separiamo con amore e con tutta la gratitudine che quella parte merita, allora riusciremo ad accogliere il nuovo. Altrimenti rischiamo di restare nel paese della solita storia: il paese della zona di confort. Comoda forse si, evolutiva no.

“Regola XI Accettate il mare. Accettate il dolore, quando è sano e non masochistico o frutto dell’odio per voi stessi, e trasformatelo in energia per creare e per navigare. La vita non va come vorremmo noi e c’è sempre un’identità nuova da acquisire che ancora non conosciamo. Apritevi alla complessità e alla ricchezza inesauribile della vita che può apparire ad ogni istante, in maniera imprevedibile. Apritevi al progetto della vita che vuole creare con voi l’immortalità della bellezza seconda”.
Prof. A. Mercurio
Regole della Navigazione notturna

La paura e il coraggio: accettate la notte oscura

Il coraggio di essere sé stessi. Perché si fa così fatica ad accogliere il cambiamento? Che sia dentro o fuori di noi. Perché l’ignoto fa paura. Sappiamo bene dove stiamo e conosciamo ancor meglio la zona nella quale ci muoviamo. Accidenti se la conosciamo. E’ talmente familiare da esser ormai di confort. Pantofole ai piedi e cappello al chiodo. Che pacchia!
La fuga spesso è sinonimo di paura. Paura rispetto a qualcosa che non conosciamo. Meglio un male certo ad un bene incerto? Bah, secondo me, quel male certo è l’equivalente della nostra morte in vita, della nostra negazione più profonda, della svalutazione, della distruttività che per primi ci infliggiamo.

“Regola VI Accettate la notte oscura. Accettate l’oscurità e dirigete lo sguardo verso i punti luminosi che appaiono nel cielo. Non dite che non ne siete capaci. Fate gli artisti, non fate le vittime. Vi si apriranno occhi nuovi”.
Prof. A. Mercurio
Regole della Navigazione notturna

Decidere di cambiare

Ma perché darsi la pena di cambiare e addirittura di lasciar morire delle parti di noi? Probabilmente per riuscire ad essere profondamente noi stessi. Nella nostra forma più autentica. Questo è un processo lungo una vita, attraverso il quale ogni giorno possiamo “denudarci”, parte dopo parte, di strato in strato fino a raggiungere la nostra essenza profonda.
Il segreto per essere profondamente se stessi è riconoscersi, conoscere i propri bisogni ed amarsi ogni giorno più che si può. Mi risuonano nella mente queste parole dal celebre testo “Is this love” di Bob Marley, che probabilmente ciascuno di noi può ricordare a sé stesso, ogni giorno.

“I wonna love you, and treat you right, I wonna love you, every day and every night …
Is this love, is this love, is this love, is this love that I’m feeling?”
Bob Marley

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Chiediamocelo, se stiamo provando amore per noi. Se ci stiamo amando! Questo è un modo per nutrire ogni giorno la nostra anima. E l’anima, come l’identità, si costruisce ogni giorno, giorno dopo giorno, con Amore Verità Libertà e Bellezza; affinchè si possa vivere la vita che si desidera. Nello spazio-tempo di questo Universo, e oltre, in molti altri ancora.

Al Maestro Antonio Mercurio, Anima Immortale, che ha fatto della propria Vita e della Vita dell’Universo, una straordinaria Opera d’Arte.
Con immensa gratitudine e grande stupore, per gli insegnamenti, le nuove visioni, la Bellezza Immortale realizzata e che per sempre sarà.

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