Guardare al vecchio con occhi nuovi

Quante volte ci chiediamo perché sono nato? Qual’è il mio compito in questa vita? La mia mente si pone queste domande e cerca delle risposte attraverso comportamenti che possano dare un senso a questi interrogativi. I comportamenti che ne derivano sono spesso per compiacere gli altri, perché si pensa che fare il proprio dovere significhi dare un senso alla nostra vita, fare ciò che ci si aspetta da noi, coincida con il ricevere un consenso positivo, con un giudizio favorevole nei nostri confronti e quindi sufficientemente appagante per noi. Soddisfare le esigenze altrui è un altro obiettivo che ci poniamo attraverso il quale si pensa di soddisfare le proprie esigenze. Siamo spesso talmente convinti di questo che ripetiamo sistematicamente lo stesso modo di fare, cercando di motivare il tutto con spiegazioni logiche. Ci si sveglia la mattina e si pensa ad organizzare la nostra giornata adempiendo ad un susseguirsi di compiti, vecchi o nuovi che siano. Possono essere cose importanti o anche cose di poco conto che comunque vanno “ fatte ” per portare a termine qualcosa che ci eravamo prefissati.
Tutto questo dà apparentemente un senso alla nostra vita. Crediamo che ci faccia sentire a posto con la coscienza. Tutto questo dà apparentemente un senso alla nostra vita. Ed è certo che un valore ce l’abbia.

Se guardo con più attenzione dentro di me, sento che mi manca qualcosa. Un senso di “stantio” mi trattiene, mi tiene legata e non mi permette di gioire per tutto quello che faccio. Eppure l’ impegno che metto nel fare le cose, è alto. Cos’è che mi fa sentire irrealizzata nonostante il coinvolgimento nelle situazioni che vivo? Mi accorgo che ”guardo alle cose nuove con occhi vecchi“. Può sembrare un aspetto insignificante, invece assume una grande importanza.Tutto appare ordinato, anzi preordinato, prestabilito, sicuro. Se non permetto al mio sguardo di muoversi, rimango ancorata ad un vecchio modello che solo apparentemente può farmi sentire più sicura. Non modifico, non cambio, non creo. Organizzo, tengo sotto controllo, porto a termine diligentemente.

Tutto assume un nuovo modo di sentire se “osservo le cose vecchie con occhi nuovi“. Sento allora che una forza creativa cresce dentro di me, che permetto al mio essere di esprimersi attraverso piccoli sprazzi di entusiasmo vitale, di vibrazioni che mi fanno sentire diversa, nuova. Nascono dal profondo, li associo ai gridolini di un neonato che esplora continuamente il suo corpo, quando riesce a scoprire le cose nuove di sé, che impara a dare un senso alle sue mani, che mette sempre più a fuoco il suo sguardo e si accorge ogni volta che c’è qualcosa di nuovo di cui è capace che può “vedere”. Ogni volta che ha fiducia in sé, ogni volta che osa, sa che riceverà una risposta che andrà bene per lui. Sente che la Vita lo ama. Dalla Vita riceve una forza creativa di grandi dimensioni. Ritrovo una sensazione esplosiva di gioia che ho già conosciuto, ma avevo perso. Viene da dentro, dal profondo. Sento che dò vita a qualcosa che mi fa sentire “nuova”, ma in realtà c’è sempre stato. E’ un modo diverso di guardare, di sentire, di ascoltare le stesse cose di sempre. Non parte dalla mente, parte dall’anima e fa vibrare il cuore. Sta dentro di me, dentro ognuno di noi. E’ la nostra essenza. E’ il nostro sé. C’è sempre stato, ma lasciargli lo spazio per realizzarsi è un compito difficile che impari a fare solo se lo decidi veramente. Quando prendi questa decisione, cambia la visione della tua vita, è una scoperta che permette a te stessa di nascere in ogni cosa, in ogni dove.

Che ti aiuta ad accettare quelle parti di te che non riesci a modificare, ma accogliendole ti dai la forza per trasformarle in qualcosa che ti piace e ti fa stare bene con te stessa e con gli altri. Scopri che allearti con l’altro acquisisce un grande valore per la tua Vita. Che ti permette di arrivare all’altro con autenticità e rispetto senza calcolo, senza paura, perché l’altro sei tu. L’altro è lo specchio di noi stessi, quindi l’altro non può essere un nostro nemico, ma qualcuno da amare con lo stesso amore con cui possiamo amare noi stessi.

Quando ascolto il mio sé, sento un forte stimolo a credere che posso farcela, che i miei pensieri possono diventare la mia realtà.Che posso realizzare i miei progetti. E’ un nuovo modo di vivere, che imparo giorno per giorno a guidare e ad ascoltare. Mantenere questo contatto è un lavoro continuo, prezioso, meticoloso, è come l’ ingranaggio di un motore che va oliato con amore e se custodito con cura capace di grandi opere. Ho compreso che il compito principale dell’uomo è “dare alla luce se stesso“. Ogni giorno, in ogni cosa che fa, in ogni suo pensiero può nascere e ricevere in dono l’Universo.

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