Cura di se’: Siamo capaci di prenderci cura di noi?

Cosmo-Art e dolore

Cura di sè: oggi desidero fare una riflessione insieme a voi su cosa significa avere cura della nostra persona. E su quanto siamo capaci di porre attenzione e tempo a questa nostra dimensione.

Oggi c’è una grande attenzione verso il nostro aspetto esteriore. Soprattutto dal punto di vista estetico. Infatti, il nostro aspetto esterno ha una grande importanza nella società moderna.

Come ci presentiamo agli altri. Sicuramente vogliamo apparire al meglio di noi. I fiorenti centri estetici lo sanno bene. Ma non desidero assolutamente demonizzare tali pratiche di cura estetica. Che sono assolutamente legittime e comprensibili al giorno d’oggi.

Desidero invece fare una riflessione su quanto invece investiamo, come tempo e denaro sulla cura per noi a livello interiore. Può sembrare inusuale parlare di tale argomento. Ma al contrario, guardandoci intorno possiamo osservare un andamento completamente opposto.

Nei fatti, se ci capita di soffermarci su questo aspetto possiamo notare che l’attenzione generale diminuisce sensibilmente. Anzi spesso ci si chiede: Perché che bisogno c’è?

Avere cura di me: cosa ha significato?

Anche per me, tale cura interiore, un tempo era sconosciuta. Mi sono posta questa  domanda. Non capivo esattamente cosa significava avere cura di sé. Cerchiamo allora, di capire meglio il senso di tale attenzione.

Avere cura di me, diversi anni fa, significava curare esclusivamente il mio aspetto esteriore. Andare dal parrucchiere, vestire bene, andare dall’estetista. Era l’unica modalità che conoscevo.

Non ne conoscevo altre. Non sospettavo neanche che ci fossero altri aspetti di cui tenere conto. In realtà questa che oggi considero una mancanza e una grande trascuratezza, all’epoca non corrispondeva alla necessità di dare voce a bisogni ed emozioni. Che non avevano mai trovato una strada per emergere.

Ho sentito che qualcosa non funzionava e mi mancava. Ho voluto approfondire queste nuove modalità che non avevo mai sperimentato. La vita mi ha aiutato. Ho conosciuto una persona Cosmo-Artista molto speciale nella scuola dove ho deciso di iniziare a crescere. Attraverso questa grande maestra da cui ho ricevuto tanto amore, di nome Paola Capriani; Fondatrice e Direttrice dell’Istituto Solaris, ho appreso un esempio indelebile e prezioso per la mia vita. Con la saggezza e l’arte che ciascuno ha dentro di sé, ho iniziato a crescere nel coltivare la vera cura per me. Una grande rivoluzione e trasformazione.

Ma andiamo per ordine. Per comprendere profondamente questo tema, che riguarda la cura interiore e la nostra capacità di esercitarla, partiamo dalle sue origini.

Che cos’è la cura si sé

La cura verso di sé nasce dall’antica espressione greca epimèleia heautou. L’origine di questo concetto complesso risale alla filosofia di Socrate. Esso si riferiva alla capacità di guardare ciò che accade dentro di noi e fuori di noi.

L’obiettivo anche allora, come oggi, era quello di porsi domande per conoscersi. Iniziando a sperimentare un dialogo interno con se stessi.

In generale gli aspetti di cura verso se stessi sono molteplici. Ad esempio riguardano  la cura del corpo. Oppure la cura per la propria mente, la cura delle nostra anima.

Per completezza ci sono anche altri aspetti di cura che non dobbiamo trascurare. Come la cura dell’altro e dei rapporti interpersonali.

Prendersi cura di sé diventa una modalità totalizzante da sperimentare e vivere per tutta la nostra persona. Questi aspetti fanno parte di un principio fondamentale, legato al nostro stare bene. Per poter raggiungere il benessere personale e sociale. Che in altre parole vuol dire che quando sto bene con me stesso, sto bene anche con gli altri.

Mantenere alta l’attenzione a tutti questi aspetti di noi ci permette, in buona sostanza, di accettarci e di poter lavorare sulla nostra autostima.

Pertanto il primo passo per prendersi cura sé inizia dal dedicarsi tempo, quello che ci sembra di non vere mai per noi. La cura si esercita soprattutto nel decidere di porre una attenzione quotidiana a se stessi. E’ una disposizione d’animo, interiore che tiene conto prima di tutto di noi.

I nostri bisogni: ci aiuta Maslow

Come sottolineato poco sopra ognuno di noi ha i suoi bisogni fondamentali. Tali bisogni sono stati teorizzati nella Piramide di Maslow. Questa teoria parte da un’idea centrale.

In ognuno di noi esiste una gerarchia di bisogni. Dai quali deriva la costruzione dei nostri primari apprendimenti e condizionamenti. La spinta alla soddisfazione di ciascun bisogno inizia dalla motivazione alla sua soddisfazione.

La motivazione al soddisfacimento dei nostri bisogni più alti della piramide, come ad esempio quelli di realizzazione é condizionata dai nostri vissuti primari. Schemi mentali che ci inducono a posticipare la soddisfazione di tali bisogni interiori e che ci spingono a considerarli di importanza minore rispetto ad altri.

Se ci trascuriamo o non ci prendiamo cura di ascoltare le nostre istanze più intime e profonde, le conseguenze saranno evidenti. Avete mai provato un senso di vuoto? Di rabbia e di grande insoddisfazione. Che sembra inspiegabile. Questa risulta difficile da colmare con la soddisfazione di altri aspetti della nostra vita.

Cosa succede quando ci trascuriamo?

Ci giudichiamo in modo feroce e molto critico. Pensiamo di essere incompetenti. Di essere inadeguati in ogni situazione. Abbiamo paura di non essere all’altezza. Mai abbastanza bravi.

Sperimentiamo la cosiddetta atelofobia. Rimuginiamo sul passato e ci preoccupiamo fortemente per il futuro. Senza riuscire a godere di niente. Tantomeno di ciò che viviamo nel momento presente.
Perdiamo il potere sulla nostra vita. Come se le cose non dipendessero più da noi: il nostro locus of control si sposta all’esterno.

Quanti ostacoli alla cura di sè

Prendersi cura di sé può sembrare una cosa difficile, che non ci viene naturale. Soprattutto quando non lo abbiamo mai fatto. Dobbiamo considerare che ci possono essere diversi ostacoli. C’è talvolta l’abitudine a mettere da parte le nostre necessità. Ad esempio quando trascuriamo i nostri bisogni per far star bene gli altri: la famiglia, il partner, gli amici.

Concedersi del tempo per prendersi cura di sé è invece fondamentale perché innesca un meccanismo virtuoso. In effetti, se stiamo bene noi per primi, riusciamo a stare meglio anche con gli altri.

La cura di se stessi inizia proprio dalla capacità di ascolto. Per occuparci del nostro benessere. Che va dalla cura del nostro corpo alla cura della nostra mente. Che tradotto potrebbe voler dire: mi metto in ascolto dei messaggi che mi invia il mio corpo e ascolto i miei pensieri prendendomi cura di ciò che mi comunicano, per poter distinguere quelli costruttivi da quelli distruttivi.

Per farlo, è necessario soprattutto riuscire a riconoscerci di essere ed avere un valore. Diamoci del tempo iniziando da piccole cose. Coltiviamo giorno per giorno il nostro ascolto interiore. Questo elemento ci farà già stare meglio. Come bisogno primario da mettere al primo c’é quello di amarci. Compreso l’amore per i nostri limiti e i nostri difetti.

Sappiamo sceglierci ogni giorno

Avere cura di sé oggi significa sceglierci ogni giorno. Metterci al primo posto. Ciò non vuol dire essere egoista. Significa curare quegli aspetti profondi di noi e più intimi. Aspetti per i quali non abbiamo imparato ad avere attenzione sin da piccoli. Ma che oggi sono fondamentali per la cura della nostra persona.

Saper ascoltare il nostro corpo e i nostri pensieri con amore. Saper instaurare un dialogo con la mente e con il corpo. Accarezzarlo, percepirlo, accettarlo ed amarlo. Riconoscere le percezioni interne dando voce e significato ai messaggi che ci arrivano.

Si tratta di una sensibilità ed una alfabetizzazione che va costruita giorno dopo giorno. Iniziando a comprendere cosa significa amarsi. Una capacità necessaria e fondamentale per stare bene. Per amarci in modo completo abbiamo bisogno di unificare tutte le nostre parti. Mente e corpo e di riconoscere il grande bisogno di amore che abbiamo e che solo noi possiamo rivolgerci.

Avere cura di noi. Nel linguaggio delle percezioni e dei simboli significa soprattutto avere un impegno costante. E’ una decisione da continuare a prendere. Che non si può sottovalutare o rimandare a domani. Come invece si può fare ad esempio col dentista, con l’estetista o con il parrucchiere.

Siamo capaci oggi di avere cura di noi

Ci sono diversi modi per amarci ed avere cura di noi, se lo vogliamo. Farlo in modo cosmo-artistico è ciò che per me ha fatto la differenza. Perché si tratta di un metodo unico e di straordinaria Bellezza.

Da tempo, nella mia esperienza ho compreso di non badare a spese su questo aspetto. Perché ho capito che se non sto bene con me stessa, nessun aspetto della mia vita funziona. E nulla può star bene e andare bene intorno a me.

Nella scuola di formazione e crescita personale che ho scelto per crescere in tale direzione, l’Istituto Solaris, al vertice della piramide di Maslow non c’è più solo l’autorealizzazione. Ma anche la ricerca di senso.

Una ricerca vissuta non da soli ma insieme. Insieme vuol dire in senso corale, come in un coro. Siamo un gruppo di persone che nella coralità creano la Bellezza e la gioia condivisa.

Con l’agire artistico, in contatto con l’Universo intorno a noi, trasformiamo le nostre vite e realizziamo i nostri sogni e i nostri progetti. Si percepisce in modo evidente un pieno che non ha eguali.

Ci prendiamo cura di noi. Non considerando solo la concezione utilitaristica per il nostro benessere e la nostra felicità ma come cura e attenzione verso l’altro. Per conseguire un bene superiore. Quello che deriva dalla creazione corale di un quantum di Bellezza che da una gioia straordinaria.

Avere attenzione e cura è come imparare ad annaffiare il nostro giardino. Si tratta del nostro prezioso giardino interiore. Accettando di entrare in relazione e in ascolto profondo con se stessi e con gli altri. Perché oggi siamo cresciuti e siamo capaci di prenderci cura di noi.

 

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