Il PEM e la malattia

Ogni malattia è la conseguenza di una disarmonia. Nella malattia, il senso di disarmonia interiore, appartenente alla sfera spirituale, fluisce nel corpo e si manifesta come sintomo. Pertanto, nel caso dell’uomo di buona volontà, la malattia è un passo verso un Risveglio Spirituale e, come “effetto collaterale” di questo, l’Autoguarigione. Molti uomini hanno dimenticato di essere essi stessi responsabili della propria vita, dato che questa si svolge in base ai loro sentimenti, a come pensano, parlano ed agiscono. Molti vivono alla giornata; vivono senza chiedersi quale sia la loro origine e quali siano i loro obiettivi, le loro reali esigenze. Di colpo sopravviene la malattia, ed assieme ad essa emerge subito il desiderio di guarire rapidamente. Ma che cosa succede se il decorso della malattia dura a lungo? Le distrazioni di un tempo sono diminuite, si ha più tempo per riflettere e così alcuni cominciano a chiedersi il perché. Può darsi che, nel cercare una risposta, qualcuno possa cominciare a prendere in considerazione che, forse, la vera causa della malattia è costituita, più che da una miriade di agenti patogeni che sono lì sempre pronti ad aggredirci, da tutta una serie di fattori che riflettono quello che abbiamo pensato, detto e fatto nel corso della nostra vita.

Alcuni credono di vivere in modo positivo. Dicono, per esempio, “Voglio bene al mio prossimo,mi è caro. Vado d’accordo, anzi sono in completa armonia con mio fratello, con mia sorella, mia moglie, mio marito, i miei colleghi e le mie colleghe di lavoro”. Ma è veramente così? Se non esaminiamo il mondo dei nostri pensieri e delle nostre sensazioni, crediamo che ciò che diciamo sia positivo. I pensieri e le sensazioni che si trovano in profondità, spesso mostrano che invece ci inganniamo. Le nostre parole apparentemente positive non hanno in realtà niente a che fare con un atteggiamento positivo nei confronti della vita, perché i nostri pensieri e le nostre sensazioni sono contro il nostro prossimo. Per poterci riconoscere in profondità e scoprire come sono veramente i nostri intenti, dobbiamo esaminare se anche le nostre “sottocomunicazioni” sono positive. La vita è comunicazione. Tutto ciò che avviene tra gli uomini è comunicazione. Tutti i nostri pensieri sono comunicazione. Ciò che diciamo è comunicazione. Quando guardiamo qualcosa fluiscono subito delle comunicazioni che possono esprimersi in pensieri, ma anche in sentimenti, sensazioni e in moti interiori più sottili che ci sono quasi impercettibili.

Io chiamo questi moti, comunicazione energetica. Essa si svolge dietro o al di là delle comunicazioni che possiamo recepire consapevolmente. Può trattarsi di sentimenti che non lasciamo emergere, oppure di sensazioni che noi stessi non riusciamo ancora bene a definire. Dietro di esse si celano spesso cose o eventi di cui non vogliamo prendere coscienza, che abbiamo represso e respinto nel subconscio e di cui al momento non siamo più consapevoli. Ma esse sono molto significative, perché determinano tutta la nostra vita: agiscono nel nostro subconscio, influenzando i nostri sensi, il nostro modo di pensare, parlare ed agire. Si basano generalmente su cose che non abbiamo superato: non abbiamo eliminato un determinato fattore di disturbo, oppure non abbiamo risolto un problema ed esso è ancora presente, senza però palesarsi apertamente. Ciò può divenire pericoloso. Infatti tutto trasmette e ciò che trasmette, riceve a sua volta, in base a ciò che è stato trasmesso. Se portiamo alla luce queste “trasmittenti segrete” che ci disturbano, prendendone coscienza, possiamo scioglierle e così renderle innocue.

Altrimenti vengono comunque fuori, nella modalità più semplice e adatta al nostro corpo: sotto forma di malattia. Il PEM, che da quasi un decennio utilizzo con riscontri oggettivi straordinari, è un sistema di crescita interiore basato sull’apporto ed il riequilibrio energetico, sulla coscientizzazione di quelle “trasmittenti segrete” e sul loro ripristino, nonché sull’ampliamento della coscienza attraverso l’accensione di punti di percezione sempre più profondi. Esso ci mette in grado di accettare l’idea della responsabilità della nostra vita e, conseguentemente, di prendere coscienza di ciò che avviene realmente nel mondo dei nostri sentimenti e dei nostri pensieri. Le persone che si avvicinano per la prima volta a questa metodologia, provano inizialmente solo un sentimento strano, oppure si presenta loro una certa irrequietudine o una sensazione di disagio. Ma poi cominciano a prendere consapevolezza che l’irrequietudine, il senso di malessere o la sensazione di disagio altro non sono che “comunicazioni energetiche”, ossia complessi di pensieri. Li portano in superfice e cominciano a chiedersi “Che cosa mi vuol dire questa situazione di disagio?” oppure “Che cosa mi sta insegnando questa malattia?” Poi, aspettano.

E, in genere, quando comprendono cosa c’è alla base del loro disagio, il disagio è già risolto, e, come “effetto collaterale”, non essendoci più la causa, la malattia scompare. Non trovate che tutto questo sia meraviglioso? Io vi invito tutti, tutti quelli che mi leggono e ritengono che questa non sia solo poesia, ma una reale possibilità di risvegliarsi ad una più ampia percezione del mondo che ci circonda e dei meccanismi che regolano la nostra vita, a contattarmi per saperne di più sui trattamenti energetici o sui prossimi seminari.

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