La rabbia: mi amo anche quando sono preda della rabbia

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La rabbia è uno dei veleni esistenziali più insidiosi del XXI secolo. La rabbia è forse il sentimento più arcaico che accompagna l’essere umano sin dall’inizio dei tempi, ci imprigiona in un circolo di malessere, di inadeguatezza. Ci fa sentire preda di sentimenti astiosi, spesso contrastanti verso noi stessi e verso il prossimo.

La rabbia acceca l’essere umano, i nostri progetti e tutto il nostro essere. Arriva nelle nostre vite e nella nostra quotidianità inaspettatamente, con una potenza disarmante, fulminea: ci coglie di sorpresa e non ci permette di vivere serenamente. Quante volte nella nostra esistenza ci siamo trovati ad affrontare situazioni spiacevoli e ingiuste, incomprensioni varie, disaccordi con noi stessi e con gli altri che ci hanno fatto arrabbiare terribilmente? Tutti abbiamo avuto esperienze del genere, la frenetica quotidianità che bene conosciamo, i ritmi incalzanti della giornata, sono spesso teatro di inevitabili conflitti che generano rabbia e spiacevoli situazioni con cui fare i conti.

La rabbia e l’ideale di perfezione

Ce la prendiamo con noi stessi tutte le volte in cui le cose non vanno come noi vorremmo, tutte le volte in cui non ci sentiamo abbastanza, tutte le volte in cui ci sentiamo profondamente vuoti. Ci arrabbiamo però anche con gli altri, quando non ci sentiamo visti, rispettati, riconosciuti. Quando le nostre infinite pretese megalomaniche non vengono soddisfatte. Il nostro ideale di perfezione e la nostra volontà di essere, sempre e comunque riconosciuti sono così immensi, da essere terreno molto fertile per sentimenti rabbiosi.

Il veleno esistenziale della rabbia

L’ira è un veleno esistenziale molto potente. Per veleno esistenziale, secondo l’Antropologia Cosmoartistica, si intende qualunque tendenza di pensiero, di comportamento, di atteggiamento (interiore ed esteriore) espresso dall’uomo che risulti dannoso per la sua stessa vita. Il veleno esistenziale impedisce il nostro sviluppo, la nostra crescita, spazza via le nostre energie e distrugge la nostra creatività. La rabbia, se alimentata in modo distruttivo, contribuisce alla creazione di un inossidabile progetto vendicativo. Il progetto vendicativo non può essere trasformato, deve essere abbandonato, senza se e senza ma. Solo così potremmo dire vivere una vita degna di essere vissuta.

Rabbia costruttiva: andare verso

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La rabbia però, se utilizzata saggiamente, non ha un significato squisitamente e totalmente distruttivo. L’etimologia del verbo aggredire, [dal lat. aggrĕdi, comp. di ad– «verso» e gradi «camminare»] ci rimanda ad un senso più profondo e cioè affrontare con decisione e chiarezza. Andare verso. Possiamo allora prendere la forza e la potenza della rabbia per affrontare situazioni dolorose della nostra vita, realizzare progetti ambiziosi. La forza scaturita dalla rabbia può essere un nostro potente alleato per cambiare la nostra vita e per trasformarci.

Ponendoci dunque su un piano costruttivo e di amore per noi possiamo trasformare il conflitto, il disagio, la lotta interiore o esteriore, accettando il momento di difficoltà scaturito dalla rabbia e assumerlo con umiltà. Anche quando la rabbia è infinita e invade tutto il nostro essere possiamo decidere di non farci annientare, possiamo decidere di andare verso e di andare oltre, trasformando il momento di difficoltà in opportunità. Possiamo decidere di non fare fuori né noi né gli altri. Il potere decisionale dell’essere umano può fare la differenza e può aiutarci ad uscire dal dolore del disagio provato. Possiamo allora anche perdonarci per essere profondamente imperfetti, per essere capaci di provare e di esprimere rabbia.

Decido di amare

Ma è la decisione d’amore costante – comunque e nonostante tutto – che ci farà vincere dinanzi alla rabbia. Decidere di amarci, realmente, profondamente, autenticamente, ci salverà di fronte al Minotauro che vorrebbe sconfiggerci. Così, con il nostro filo di Arianna, rappresentante dell’amore per noi stessi, potremo uscire dal circolo distruttivo e reattivo della rabbia, piegando con umiltà l’orgoglio ferito. Costruiremo così un circolo virtuoso di amore e Bellezza per noi e per chi ci è intorno, rinnovando ogni giorno la decisione di amarci profondamente.

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