Veleno esistenziale

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    Veleno esistenziale

    Per veleno esistenziale –  secondo l’Antropologia Cosmoartistica – s’intende qualunque tendenza di pensiero, di comportamento, di atteggiamento (interiore ed esteriore) espresso dall’uomo che risulti dannoso  per la sua stessa vita. Il veleno esistenziale genera e mantiene una condizione malsana relativa sia alla dimensione psichica, sia corporea che spirituale della persona impedendole di svilupparsi, qualitativamente, lungo il percorso dell’esistenza umana verso il concetto di Persona. Per l’ Antropologia esistenziale, sono considerati veleni esistenziali : la hybris, l’ira, l’odio rimosso, la volontà omicida e suicida, l’avidità, la menzogna esistenziale, l’invidia, le pretese infinite dell’Io fetale.

    (Cfr: Mercurio A., “Ipotesi su Ulisse”, Ed. S.U.R., Roma 2007,  pgg. 97,98,99)

     

    Liberarsi dai veleni e dai mali che vengono dai traumi vissuti nell’utero è una necessità imprescindibile per poter recuperare la bellezza della vita. Lo è altrettanto per poter liberare tutte le energie creative che l’uomo possiede e con le quali può decidere di operare per diventare un artista della sua vite e un artista della vita dell’universo, creando così la bellezza seconda. La liberazione non avviene mai in senso lineare ma dialettico: bisogna prima mettere in atto in qualche modo il veleno, poi assumerselo e sviluppare una profonda consapevolezza che quel veleno è nostro e di nessun altro e solo dopo sarà possibile decidere di eliminarlo dalla nostra vita, tutte le volte che è necessario.

    (Fonte: Mercurio A., “Ipotesi su Ulisse”, Ed. S.U.R., Roma 2007,  pgg. 98,99)

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