Al Policlinico Umberto I di Roma la Dott.ssa Renata Ferrante, psichiatra napoletana, ha messo in ipnosi profonda una paziente attraverso il telefono per prepararLa ad un intervento di colecistectomia.

Ipnosi dal telefono. Come è stato possibile questo, dottoressa?

Nessun potere particolare; in realtà l’unico “potere” è quello della comunicazione profonda con il paziente e l’acquisizione di un ottimo livello di fiducia, quello che in analisi verrebbe definito un transfert positivo.
E’ sufficiente questo per mandare in trance profonda un paziente con la sola voce telefonica?
Questo è il necessario presupposto. La paziente aveva già avuto con me precedenti esperienze analoghe e non era la prima volta che entrava in trance profonda attraverso il telefono. Alcuni anni fa, per un grave lutto non potei raggiungerla a Parigi dove doveva subire un importante intervento e pensai di prepararla all’ipnosi attraverso il telefono.
Come si è potuto attuare questo programma così singolare?
Innanzitutto bisogna capire che lo stato di ipnosi è uno stato di coscienza particolare e bisogna sfatare tutte le false informazioni che descrivono l’ipnosi come un condizionamento che il soggetto subisce passivamente. Non si può indurre una persona a fare una cosa che è veramente contraria alla sua morale.

Esistono delle resistenze profonde che impediscono al soggetto di rispondere a comandi che non siano percepiti in sintonia con il fine terapeutico e migliorativo che lo stesso paziente si propone chiedendo l’aiuto dello psichiatra. In questo caso ho potuto ottenere dopo anni questo effetto utilizzando il ricordo emotivo che sapevo la paziente manteneva nel proprio subconscio, e ben evocato dalla stessa ansia di un nuovo intervento. In altre parole, la signora era motivata proprio dalla sua stessa tensione, così come accade alle partorienti che sono particolarmente recettive anche per la paura del parto.
C’è stato bisogno anche di un aiuto esterno?
Si, certo; ci ha aiutate una persona capace di gestire con intelligenza il così detto “comando post – ipnotico”, una specie di interruttore che, dopo la preparazione, permette di entrare ed uscire dalla trance in modo velocissimo.
Per cosa si utilizza la tecnica dell’ipnosi?
I campi di applicazione sono tanti, anche se, soprattutto in psicoterapia, è un pò come una siringa vuota, un mezzo per entrare in contatto con gli strati più profondi della mente da cui originano ansie, conflitti, insicurezze.

E’ fondamentale ciò che si mette all’interno della siringa. Può essere un’ottima tecnica “psicochirurgica”. L’ipnosi è solo un mezzo antichissimo e intelligente ma và usato da menti competenti, rischio un grave danno al paziente.
Ci può fare un esempio?
In stato di trance è possibile rimuovere certi sintomi somatici di origine psichica, ma è fondamentale sapere che ciascun sintomo ha valore difensivo per il soggetto, e può essere pericolosa una rimozione non accompagnata dalla terapia delle cause profonde del disturbo. Emblematico il caso di un uomo a cui, in Inghilterra, fu rimossa la paralisi del braccio destro. Si trattava ovviamente di una conversione isterica e non di una paralisi su base organica, e l’uso indiscriminato della tecnica portò l’uomo ad “utilizzare” quel braccio, eliminandogli l’ultimo meccanismo con cui inconsciamente egli stesso si impediva di passare all’azione: così uccise la moglie, sparandole con quella mano sbloccata senza competenza. L’ipnosi può essere usata in campo chirurgico per eliminare l’ansia pre e post operatoria, per anestetizzare, in campo ostetrico, odontoiatrico e in molte psicosomatosi; può essere di grande aiuto anche nella preparazione di esami diagnostici come endoscopie, arteriografie ed altri.

In psicoterapia è una tecnica utile?
Attualmente le tecniche di ipnosi psicoterapeutica più usate sono quelle Ericksoniane, basate sull’uso della metafora. Il loro utilizzo più sofisticato può persino “aggirare” lo stato di coscienza ed entrare nel fondo della psiche senza la necessità della trance classica. Per certi aspetti è un pò quello che accade, in negativo, nel condizionamento psicologico della pubblicità ben studiata. Si tratta di tecniche di “Comunicazione Subliminale”che io insegno da anni. Il modo più intelligente di usarle è spesso quello diretto a rinforzare la personalità profonda ed a infondere fiducia in se stessi con un recupero di energie. L’ipnosi può essere anche uno strumento efficacissimo per studiare gli strati profondi dell’Io con tecniche definite di “Ipnoanalisi”.
Siamo tutti ipnotizzabili?
La maggioranza delle persone lo è, anche se la cultura classica dà spesso una iniziale resistenza ad abbandonare lo stato di coscienza ed a rilassarsi alla voce del terapeuta. Molti sono convinti di non essere soggetti adatti ma in realtà il 90% delle persone è ipnotizzabile, purchè abbia un’intelligenza normale.

Nei molto anziani con degrado cerebrale arteriosclerotico la risposta è inferiore; negli psicotici non è indicata perchè si corre il rischio di aumentare il loro stato dissociativo.
Questo vuol dire che l’ipnosi è una tecnica utile ma poco conosciuta?
Si, proprio così. Purtroppo c’è molto scetticismo persino nella classe medica. Ricordo quando alcuni anni fa in un ospedale napoletano preparai un mio paziente per un esame diagnostico piuttosto traumatizzante, terminato il quale lui chiese quando avremmo iniziato: aveva beatamente sognato di stare disteso su una bellissima spiaggia durante l’effettuazione dell’esame. Dopo aver superato lo scetticismo di alcuni colleghi dapprima increduli, fui chiamata da un tecnico che aveva assistito all’esame perchè aiutassi la moglie a partorire dopo circa un mese. Gli risposi che avrei potuto, ma ovviamente dovevo vedere la signora e prepararla. Gli bastò parlare col suo ginecologo per disertare l’appuntamento da lui stesso insistentemente richiestomi. Questo la dice lunga sulla misconoscenza della materia, persino nella stessa classe medica; almeno alcuni anni fa.

Ora le cose stanno cominciando a cambiare.
Esistono testi che spiegano ad un profano di cosa si tratta?
Ci sono molti testi specialistici e non. Basta una buona libreria.
Lei ha scritto qualcosa in proposito?
Non ho ancora pubblicato i miei lavori sull’ipnosi. Ho però pubblicato da poco un testo molto leggibile sull’onda del valore terapeutico delle metafore ericksoniane. E’ un romanzo che cela una grossa componente saggistica tra le righe, disponibile ad essere valutata da chi ha voglia di riflettere e di capire per migliorare se stesso. Il titolo è “Specchio, specchio delle mie brame” – Edizioni Medusa. L’ipnosi è stata senz’altro un importantissimo veicolo attraverso cui mi è stato possibile scrutare per capire e descrivere la meravigliosa complessità degli strati dell’anima.

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