le nuove Cattedrali del nostro tempo : i Supermercati

Ogni tempo ha le costruzioni che lo rappresentano: dagli acquedotti e le strade del’impero romano, ai castelli medievali, alle cattedrali rinascimentali, o i boulevard napoleonici. Sono dei riferimenti precisi e ci basta uno sguardo per comprendere in che tempo queste opere sono stare realizzate. Le cattedrali del nostro tempo? Senza dubbio i grandi centri commerciali, capaci di sopportare migliaia di persone, di esibire arredi lussuosi e d’effetto, di diventare luoghi di aggregazione in tempo di crisi. Il vero fatto nuovo è stata proprio questa capacità aggregativa degli spazi commerciali, capacità superiore perfino a quella d’indurre i consumatori a fare acquisti. Il fenomeno più evidente e insuperato resta IKEA: se qualcuno dice ”vado da IKEA” non è detto che debba comprare qualcosa. Dagli svedesi si va, per mangiare al fastfood, per far giocare i bambini in spazi sicuri o, se si è adolescenti, per incontrare dei coetanei ed intrecciare nuovi rapporti. Se IKEA rappresenta la vetta, il fenomeno investe a cascata tutte le strutture della grande distribuzione commerciale, molte con un proprio target specifico (sportivo, di arredo, e via dicendo) ma anche quelle generaliste tipiche del supermercato di zona.

Da un po’ di tempo molte persone che, in vario modo, rappresentano situazioni di marginalità, come le persone anziane, i pensionati e i divorziati hanno scoperto un nuovo luogo d’incontro, che si presenta in modo accogliente, luminoso e pulito, climatizzato al meglio, fresco d’estate e confortevole d’inverno ma soprattutto non in bianco e nero come la vita dei più. L’efficacia dei sistemi di condizionamento per combattere l’avvampare dell’estate è stata addirittura riconosciuta dal Ministero della Sanità che ha indicato i supermercati come ricoveri per anziani contro la calura estiva. Al supermercato, però, si va, anche perché fuori il mondo è buio, troppo caldo o troppo freddo, comunque abbastanza ostile e c’è bisogno di colori e di sogni. Ne sa qualcosa Giuseppe Tornatore che ha firmato un bellissimo ‘corto’ per pubblicizzare una nota azienda del settore. Un pensionato o un divorziato che quotidianamente deve fare i conti con un budget ristretto all’osso, in un posto così pieno di cose spesso a buon mercato e di persone sconosciute, può finalmente dar libero sfogo alla fantasia, diviene più sorridente e disponibile alla condivisione, alla confidenza, all’incontro con l’altro/a.

Al resto ci pensa il supermercato. Con la riduzione del personale, causa appunto costi troppo elevati, cercare un commesso è come cercare un ago in un pagliaio e scatta immediata la solidarietà tra le persone tanto che non è solo la “vecchietta” ad essere sfrontata col baldo giovine per far sì che le prenda dallo scaffale più alto il citrato (chi usa più il citrato?), anche la timida universitaria, “immigrata” dal paesino di provincia con posto letto in centro per la modica cifra di 600 euro mensilispesecomprese, azzarda richieste over il metro e ottanta. Ce lo spiega bene Simone Perotti (ex manager ora blogger taggatissimo) coi suoi libri “Adesso basta” e “Avanti tutta” veri e propri manifesti del risparmio ma soprattutto del recupero del tempo, leggendoli ho trasecolato quando ho realizzato che il costo di una busta d’insalata “lavata” rasentava le 20 euro al chilo. I supermercati offrono moltissimo, sono spazi molto affascinanti ma solo per chi non li vive come un automa, le caffetterie dei grandi ipermercati al mattino e all’ora del tè sono luoghi d’incontro meravigliosi, una sorta di templi colorati, per gli anziani che hanno più tempo a disposizione e a volte anche un bagaglio pesante di solitudine; è un modo per sentirsi vivi, scambiare chiacchiere e aneddoti ed è molto meglio che addormentarsi al cinema, la comunicazione aguzza l’ingegno, libera neurotrasmettitori e attiva endorfine.

Questo i guru della comunicazione e del marketing l’hanno capito da un pezzo tant’è che al supermercato pure la musica è studiata per farti restare più a lungo, a comprare sì, però in questo momento di crisi è l’acume a tenere banco, così ci s’industria a passare un paio d’ore entusiasmanti cianciando del più e del meno e spesso si esce a braccetto dopo aver comprato solo un chilo di patate, un po’ di formaggio e un dvd cult in offerta ultraspeciale. Eppoi al supermercato è più facile inventarsi una ”storia” da consumare o soltanto da immaginare. In primo luogo basta un’occhiata al carrello per capire chi hai davanti : single o famiglia numerosa e, con un poco di diligenza in più, si riesce a percepire anche se la persona che abbiamo incrociato ha fretta o meno, se è a dieta o detesta i sapori forti, se fa acquisti per dovere o cerca soltanto una compensazione, magari al gusto di cioccolato, dopo l’ennesima giornata grigia. Gli uomini, poi, con l’aria smarrita e l’espressione da cucciolone perduto si “scoprono” in pochi secondi. A questo proposito non può mancare una mia ricetta veloce e “poverissima” sull’argomento mentre l’home video che vi consiglio è : “Partner perfetto.com” (del 2005 – titolo originale Must love dogs)

Teglia russa di patate
(calorie per porzione: 275)
ingredienti per 5/6 persone
800 gr di patate
½ litro di latte intero
80 gr di gruviera grattugiato o altri avanzi di formaggio in frigo
1 cucchiaio abbondante di parmigiano
paprika dolce
sale/pepe
aggiungete, se piace, mezza cipolla tagliata a velo

Disponete su una teglia tonda oliata le patate tagliate a fettine sottili leggermente sovrapposte tra loro dopo averle lavate, ben asciugate e salate. Spolverizzate di abbondante paprika dolce e ricoprite con il formaggio. Versate il latte che dovrà coprire a filo la preparazione e cospargete con il parmigiano grattugiato. Mettete in forno a 180° per circa 45’ fino a che le patate non risulteranno ben dorate e il latte assorbito.

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