Sadomasochismo

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    Lo scopo di ogni forma di sadomasochismo è quello di assicurare il continuo funzionamento del principio del piacere dell’Io Psichico. La psiche, senza il piacere, non può nè vivere nè agire e poichè è sottoposta continuamente a frustrazioni e dispiaceri che la vita gli sottopone, allora la psiche è stata obbligata a distillare il piacere dal dispiacere. E’ così che è nato il pensiero sadomasochistico. Pensare negativamente, diventa allora una necessità per trarre piacere, un piacere malsano che si riflette poi anche nell’agire. Tradotto in termini antropologico esistenziali, il sadomasochismo nasce dall’impossibilità di amare se stessi a causa dell’odio rimosso e non potendo quindi più trarre piacere da questo amore per se, l’Io è obbligato a trarlo dalla capacità di odiarsi. Il rapporto simbiotico tra sadico e masochista è chiara espressione di questo piacere malsano. Il masochista rinuncia a essere se stesso per diventare parte dell’altro, “sacrificandosi” e sottomettendosi (ma solo apparentemente) all’altro, allo scopo di tenerlo legato a sè e dominarlo segretamente. Il sadico, ha bisogno dell’altro per sfogare il suo sadismo e quindi è legato necessariamente al masochista. Il rapporto masochistico è un rapporto di dipendenza che coinvolge il sentire, il pensare, il giudicare e dove nessuno dei due partner è indipendente e dominante rispetto all’altro.

    (Cfr: Mercurio A., “La Sophia- Analisi e il Principio della Gioia”, Ed.S.U.R., Roma, 2011, pgg. 50,51; Mercurio A., ” Amore e Persona”, III Ed. Costellazione d’Arianna, Roma, 1993, pgg. 29,40)

     

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