Progetto vendicativo

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    Il progetto vendicativo – secondo l’Antropologia Cosmoartistica– può essere definito come l’accanimento dell’Io che, con un atto decisionale libero e non reattivo, decide di impiegare le sue migliori energie al servizio di una vendetta personale, può durare una vita intera, contro chi l’ha ferito, umiliato, offeso. Spesso, il progetto vendicativo è inconscio e abita nelle profondità dell’Io il quale, difficilmente, se ne assume la paternità e la responsabilità.

    (Cfr: Mercurio. A, “La Sophia_Analisi e l’Edipo”, Ed. S.U.R., 2000, pg.19)

    Il progetto vendicativo, può nascere a seguito di una ferita narcisistica da trauma e può nascere, molto semplicemente, a seguito di un’immensa pretesa dell’Io megalomanico (come pure la volontà omicida e suicida). La pretesa di considerarsi il centro dell’universo, a cui tutti devono inchinarsi e prestare ossequio e adorazione, e poiché non sono tutti d’accordo a sottomettersi a questa pretesa, è inevitabile che l’Io si senta offeso e decida di vendicarsi contro chi non si assoggetta alle sue pretese. La pretesa genera, dunque, una ferita che è intollerabile per l’orgoglio dell’Io.

    (Fonte: Mercurio A., “La nascita della Cosmo-Art”, Ed. S.U.R., Roma, 2000, pg.19)

    Rispetto invece, alla ferita narcisistica, il feto percepisce di aver subito una grave ingiustizia dovuta alla deprivazione del pieno che gli era stato promesso ma che in realtà non ha mai esperito (né in fase prenatale né in fase orale). A causa di ciò, ritiene di aver subito un danno dei suoi bisogni biologici, psichici ed esistenziali. Il sentimento di ingiustizia, anziché alimentare un sano processo di riparazione e di soddisfazione del bisogno mai appagato, porta l’Io a vendicarsi attraverso la costruzione del progetto vendicativo. Anche i meccanismi di difesa, come ad esempio quelli di rimozione, che intervengono a protezione e sopravvivenza del feto nella fase prenatale, non sono mai efficienti al cento per cento e quindi il progetto vendicativo è sempre presente e agisce, indisturbato nell’ombra, inquinando l’esistenza della persona.

    (Cfr: Mercurio A., “La nascita della Cosmo-Art”, Ed. S.U.R., Roma, 2000, pg.19; Mercurio A., Ipotesi su Ulisse”, Ed. S.U.R., Roma 2007, pg.61)

     

     

     

     

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