Perdono

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    Il perdono è la cessazione del sentimento di risentimento nei confronti di un’altra persona; è quindi un gesto umanitario con cui, vincendo il rancore, si rinuncia a ogni forma di rivalsa di punizione o di vendetta nei confronti di un offensore. Per estensione ha il valore d’indulgenza verso le debolezze o le difficoltà altrui, oppure di commiserazione o di benevolenza.

    Per l’Antropologia Esistenziale, il perdono, come l’amore,  è il frutto della dimensione libera dell’Io-Persona […] già contenuto nell’Io-Persona dello stato embrionale durante la fase prenatale […]. Il perdono agisce affinchè l’amore possa prevalere sull’odio, sin da quel momento, e dunque perché la vita possa prevalere sulla morte, e nella vita intrauterina e nella vita successiva da adulta. Perdonare […] non il è frutto di una reazione deterministica dovuta ad un istinto da noi ancora sconosciuto, ma è il frutto di una decisione profonda e libera che sorge dalla profondità dell’Io-Persona che, dopo aver esplorato e vissuto la dimensione dell’odio, si autotrascende e si trasforma in una dimensione di amore, che è frutto della libertà e non della necessità.

    (Cfr : Mercurio A., “Teoria dell’inconscio esistenziale”, Ed. Costellazione di Arianna, Roma, 1995, pgg. 26,27) 

    Afferma Antonio Mercurio che:

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    Chi entra nel trauma (della vita intrauterina e delle sue riedizioni attuali) tocca anche l’ira e l’odio smisurato che il trauma ha provocato, ira e odio che vengono immediatamente rimossi e repressi dall’Io fetale. Rimozione e repressione spesso tornano a galla durante la vita adulta e allora l’ira deve essere placata con la saggezza e l’odio deve essere sciolto con il perdono. Perchè se entrambi restano intatti, essi consumano sterilmente le nostre migliori energie, le quali necessariamente sono impegnate o in faticosi sistemi difensivi dalla esplosione improvvisa dell’ira e dell’odio o in ripetuti sistemi offensivi contro se stessi, contro gli altri e contro la vita.

    (Cfr: Mercurio A., “Ipotesi su Ulisse”– II Ediz. S.U.R., Casarano (LE), 2007, pg 60)

    La Cosmo-Art, ispirata al mito di Ulisse che trasforma il dolore della sua vita e crea bellezza immortale, afferma a proposito del perdono:

    Gli Ulissidi hanno scelto come modello Ulisse […] che ha navigato in lungo e in largo sul mare, imparando a sciogliere il suo odio rimosso materializzandolo e affrontandolo in tutti i mostri che ha incontrato lungo il suo cammino. Ulisse ha perdonato Elena e le ha salvato la vita; ha perdonato Circe e Calipso; ha perdonato i suoi compagni e ha perdonato Penelope, cuore di pietra.

    (Cfr: Mercurio A., “La nascita della Cosmo-Art”, Ed. SUR, 2000, pg 309)

    […] Ulisse perdona Penelope ma non perdona tutte le sue pretese, rappresentate simbolicamente dai Proci e dalle ancelle fedeli, e di questi fa una strage spietata.

    (Cfr: Mercurio A., “Ipotesi su Ulisse”– II Ediz. S.U.R., Casarano (LE), 2007, pg 235)

    e ancora:

    […] Ulisse è paziente, è umile ed è saggio e così può affrontare la sua travagliata odissea, attraversare il dolore, risolvere il suo odio con il perdono e alla fine raggiungere la sua Itaca.

    (Fonte: Mercurio A., “La nascita della Cosmo-Art”, Ed. SUR, 2000, pg 312)

    Amare significa perdonare. Amare significa saper chiedere perdono.

    (Fonte: Mercurio A., “Amore, libertà e colpa – Psicoanalisi e Cristianesimo a confronto”, II Ed. SUR, 1999, pg 182)

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    Direttore dell'Istituto Solaris - Sophia University of Rome. Allievo del Prof. Antonio Mercurio. Psicologo, Psicoterapeuta, Antropologo cosmoartista, Counselor Supervisor del CNCP - Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti. Ha scritto undici libri, centinaia di articoli per molte riviste, tenuto numerose conferenze e partecipato a molti congressi nazionali e internazionali.

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