Libertà

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    La libertà – secondo l’Antropologia Cosmoartica – è la capacità dell’uomo di liberarsi dai legami che gli impediscono di diventare Persona. La libertà appartiene alla dimensione spirituale dell’uomo che è infatti regolata sia dal principio della libertà che da quello della gioia.

    Esistono diverse definizioni del concetto antropologico di libertà intesa come:

    1) la capacità di scegliere tra il bene e il male. Poichè la capacità può essere in potenza o in atto, anche la libertà  può essere in potenza o in atto Quindi è una libertà che può essere sviluppata o bloccata.

    2) la capacità di superare totalmente o sostanzialmente i condizionamenti o i determinismi psichici, fisici, biologici, geografici, storici o di qualunque altro genere. Il superamento sostanziale di un condizionamento è legato alla possibilità di scegliere l’atteggiamento con cui situarsi nei confronti di quel condizionamento. Per superare i condizionamenti psichici è importantissimo l’aiuto degli altri, che possiamo accettare o rifiutare.

    (Cfr: Mercurio A.,“Teoria della Persona”, ediz.II, Costellazione di Arianna, Sophia University of Rome, Roma, 1992, Pgg. 64,65,67; Mercurio A., “Amore Libertà e Colpa”,  II ediz. S.U.R., Roma, 1999, pgg.209)

     

    L’Io Persona rappresenta la dimensione dell’essere umano di agire nella libertà, cioè la capacità di scegliere l’amore o l’odio come decisione e non come reazione.

    La sua qualità peculiare è quella di essere dotato di libertà decisionale ed è l’unica dimensione della struttura personalistica che non è sottoposta a leggi deterministiche ma segue soltanto quella della libertà.

    L’Io Persona nella sua capacità di libertà e decisionalità è responsabile delle scelte di amore e di odio che sono in atto o che si possono attuare in avvenire, scelte costruttive o distruttive prese sin dalla vita intrauterina.

    L’immagine che l’Antropologia esistenziale attribuisce all’ Io Persona in funzione del suo potere decisionale è quella dell’auriga che tiene saldamente le briglie dei suoi tre cavalli (Io psichico, Io corporeo, Io trascendentale o Sè) per guidarli nella corsa e dirigerli armoniosamente verso il traguardo.

    (Cfr: Mercurio A., “Le leggi della Vita, Ed. S.U.R., Roma 1995, pg 13)

     

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