Trasformare la paura

Chi ha paura del lupo cattivo? O dell’uomo nero? Io da bambino avevo il terrore di Barbanera, il capo dei Bucanieri che in un film della Disney (con Peter Ustinov, 1967), per qualche lunghissimo istante, fissava lo spettatore accigliato e feroce, dritto dritto fin sulla poltrona del cinema. Quello sguardo burbero mi ha inchiodato e perseguitato per molte notti. Se ci ripenso …. brrrr …. ancora me lo ricordo! Chissà quante birbanterie dovevo aver combinato….

E sì, perché le paure aprono la porta al nostro lato oscuro e rimosso, quello dove gettiamo alla rinfusa tutto ciò di cui non andiamo fieri e che pensiamo sia meglio tenere lontani dal salotto buono. Anche da adulti poi, spesso le paure di oggi sono i rappresentati simbolici delle paure arcaiche e infantili più importanti: paura di perdere la sicurezza, l’amore, paura di essere abbandonati, paura di morire. Soprattutto l’ultima. Infatti la paura ha un alto valore conservativo e funzionale: se originariamente la paura ci ha protetto dalle belve feroci, oggi ci protegge dall’attraversare la strada senza guardare oppure dall’imboccare l’autostrada contromano.

La paura quindi è del tutto naturale, normale e aiuta ad evitare molti pericoli. Quelli che non hanno (o pensano di non avere) paura di nulla, possono correre rischi inutili o mettersi in pericolo senza ragione. La paura però può diventare patologica, facendo temere anche cose di cui non c’è nulla di cui aver paura e generando fobie.

Infatti, è anche vero che non sempre la paure moderne ci proteggono da un pericolo reale: prendere l’ascensore o l’aereo, entrare in un tunnel autostradale, fare la fila alla posta non sempre sono una minaccia diretta ed immediata alla sopravvivenza. Ed in effetti, osservando il fenomeno da un punto di vista epidemiologico, il numero di diagnosi che possono ricondursi alla paura e all’angoscia stanno crescendo in modo esponenziale: dallo stress alla depressione, dai disturbi ossessivi a quelli paranoidi, dalle fobie alle ansie e agli attacchi di panico. Tutti fanno riferimento fondamentalmente alla paura di qualcosa: paura di non farcela, di non essere all’altezza, paura di uscire di casa, paura degli insetti o delle malattie, paura degli sconosciuti, fino alla paura di tutto e perfino alla paura della paura.

Non lasciarsi vincere dalla paura

Riaffermato che la paura è istintiva e può essere un valido aiuto per evitare situazioni potenzialmente pericolose, quando invece è rivolta verso minacce improbabili, la paura diventa un freno che impedisce di vivere una vita piena e felice. In questi casi, perdiamo notevoli gradi di libertà, di gioia, e l’esistenza scorre tra mille paletti, ostacoli ed impedimenti. In questo articolo, mi riferisco specificatamente alle paure dovute a pericoli inverosimili, e non alle paure sane che saggiamente ci proteggono da un pericolo reale.

Paura e coraggio

L’importante è avere la capacità di affrontare la propria paura e agire anche quando si è spaventati. Se la scelta giusta è quella che spaventa, bisogna avere il coraggio di prenderla comunque, anche se spesso non è per niente facile. In questo modo la paura diventa coraggio. Sia il codardo che il coraggioso hanno paura. Il secondo è colui che sa affrontarla e utilizzarla come sprone positivo e non si lascia invece bloccare dalla paura stessa. Chi non ha paura di nulla non dimostra coraggio, ma semplice incoscienza. Chi ha più paure o fobie di altri dovrà quindi dimostrare maggiore coraggio, anche solo, nei casi più gravi, per uscire di casa ed affrontare la vita quotidiana. Si tratta di una prova che può essere molto dura da affrontare, ma che può dare dei risultati sorprendentemente positivi.

Coabitare con la paura

Anche quando la vita è costellata da paure e angosce, rimane sempre – pur minima o ridotta – una capacità di scelta. Ad esempio, avere coraggio è una scelta: non è un evento istintivo. Anzi! Ma anche quando non si riesce ad agire con coraggio nella direzione giusta, si può ancora scegliere di fermarsi. Anche fermarsi è una scelta: non è un evento istintivo (la fuga, lo è). In altre parole, anche nei momenti più bui, esiste sempre un piccolo angolino di luce interiore, un frammento di Sè che non è terrorizzato. Esite! Cercatelo.

In questo modo, gradualmente e con molta, molta pazienza e amore, si possono evitare tutti quei comportamenti reattivi che paradossalmente – in un circolo vizioso – non fanno altro che alimentare ulteriormente la paura, l’ansia e l’angoscia.

Non farsi controllare dalla paura non vuol dire che è sempre possibile sconfiggerla o eliminarla del tutto. A volte si può riuscire egregiamente a non farsi dominare, ma al contempo, accettare che essa esiste: c’è! Sta lì, e basta. È comprensibile che vorremmo cancellarla definitivamente, ma talvolta possiamo accettare una (pur sgradevole) convivenza, e mantenendo così un ragionevole controllo sugli eventi della nostra vita.

Imparare dalla paura

La paura infatti potrebbe essere un messaggero che porta un insegnamento. Forse decodificandone il messaggio più criptico, a volte potremmo forse scoprire che essa è un Maestro di vita. Talvolta la paura può – incredibilmente – suggerirci un passaggio di crescita che fino a quel momento rimaneva oscuro e impenetrabile. E solo grazie (!?) alla paura possiamo avere la motivazione per andarlo a scoprire. Per imparare dalla paura però, come dicevo prima, dobbiamo entrarci, viverla in tutta la sua pienezza, accettandone la compagnia, almeno temporaneamente. Quanto basta per comprendere a fondo quale passaggio di crescita siamo spinti a compiere.

La paura è il contrario dell’amore

Alcuni pensatori ritengono che il contrario dell’amore non sia l’odio, ma la paura. E secondo me, non hanno tutti i torti. Chi non sa amare, spesso è solo e pieno di paure. Chi è cinico, vede sempre il nero dappertutto e pensa solo a sé, chi non ama niente e nessuno, è pieno di paure. Anche se non le confessa o è diventato bravo a non mostrarle. Non voglio sostenere che chi ha paura deve essere per forza cinico o insensibile. Ma penso veramente che la capacità di amare sia la miglior competenza da sviluppare per chi vuole trovare una soluzione autentica e profonda alle proprie paure. Chi ama con tutto se stesso è in grado di affrontare le proprie paure in modo migliore, perché l’amore gli dona il coraggio di compiere anche le decisioni difficili. Per amore si può affrontare qualsiasi cosa: si tratti dell’amore verso un’altra persona o dell’amore per noi stessi, che ci impedisce di vivere tremanti e dominati dalla paura ma ci sprona ad essere o diventare migliori. Forti del nostro amore è possibile prendere le decisioni più complesse, che sappiamo essere quelle giuste anche se ci spaventano, perché lo facciamo avendo bene in mente che stiamo agendo per il nostro bene o per quello delle persone che amiamo. L’amore può in questo senso essere una forza potentissima, in grado di sconfiggere gradualmente la paura. Ogni volta che si affronta un ostacolo e lo si supera, aumenta la nostra autostima e diminuiscono le fobie irrazionali. La paura non si può semplicemente eliminare, non si può decidere razionalmente di non avere paura. Si può fingere di non avere paura, ma questo non la farà scomparire. E’ quindi necessario affrontare la paura e trasformarla in uno stimolo positivo. Attraverso la paura si giunge al coraggio e all’amore, l’unico vero antidoto per non farsi controllare dalla paura stessa.

E io? Ho poi imparato a non aver paura del pirata Barbanera? Confesso di sì, e semplicemente ne vado fiero. Come ci sono riuscito? Ci ho fatto amicizia: e così ho scoperto che è soltanto un duro dal cuore tenero.

 

scuola counseling
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Direttore dell'Istituto Solaris - Sophia University of Rome. Allievo del Prof. Antonio Mercurio. Psicologo, Psicoterapeuta, Antropologo cosmoartista, Counselor Trainer della FAIP Counseling. Ha scritto otto libri, centinaia di articoli per molte riviste, tenuto numerose conferenze e partecipato a molti congressi nazionali e internazionali.

10 COMMENTI

  1. Grazie Direttore, questo eloquentissimo articolo mi fa sentire quanta paura abiti talvolta nei nostri cuori, resi tanto fragili dall’assenza di una reale capacità di donare e ricevere amore. Un ottimo spunto di riflessione, sul quale fondare nuove decisioni di amore e coraggio!

  2. L’articolo mi ha aiutato a fare luce sulle mie paure e a comprenderne le potenzialità da sfruttare per migliorare. Alcune paure le ho superate, altre ancora no. Sicuramente l’amore mi darà una mano.

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