Vorrei…ma non posso!

La Cosmo-Art e il senso della vita

Vorrei….. ma non posso. Quando iniziamo ad avere desideri e a fare progetti tutto è costellato da tante buone intenzioni. Facciamo buoni propositi ma…..C’è quasi sempre un “ma” che ci separa dal realizzare le nostre migliori idee. Quali progetti e desideri vorremmo realizzare ma non possiamo, non riusciamo a portare a termine.

Perché…..cosa o chi ce lo impedisce?

Quando desideriamo realizzare un progetto che abbiamo in mente da tempo iniziamo a compiere tante azioni per riuscire a portarlo a termine. Col passare del tempo vediamo che la meta si allontana sempre di più e gli ostacoli sopravvenuti ci sembrano insormontabili.

Dentro di noi, quel progetto, diventa difficile da raggiungere. Impedimenti, problemi di varia natura si frappongono e iniziamo a scoraggiarci. Come se inconsciamente iniziassimo a pensare che non possiamo permettercelo, che non siamo capaci, che forse è troppo ambizioso. La razionalità e il nostro continuo ragionare su problemi di natura oggettiva ci impedisce di guardare oltre.

In seguito entrano in azione i sensi di colpa.

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Iniziano a scavare una distanza tra noi e il nostro desiderio. Una distanza che amplifica la lontananza dai nostre migliori idee costruttive. Dietro queste parole c’è una lotta tra desiderio e giudizio.

Cosa è giusto fare: realizzarmi nei miei progetti?

Non possiamo prendere decisioni sull’onda del sentire. Eppure ascoltarci è il primo atto d’amore e di consapevolezza che possiamo compiere. Potersi permettere di sentire cosa è giusto per noi è un allenamento fondamentale per la nostra realizzazione. E’ il primo passo per poter iniziare a realizzare i nostri progetti e di conseguenza la nostra vita.

Arrivano le truppe delle resistenze: non abbiamo i soldi; non abbiamo il tempo; non stiamo bene in salute. Siamo troppo impegnati a dover fare, a dover assolvere a tante mansioni, per occuparci del nostro stare bene e della nostra crescita. Lo stare bene paradossalmente diventa sempre secondario….a tutto il resto.

Vorrei ma non posso, mi dispiace!

Quali motivazioni ci portano a dire: Vorrei ..ma non posso!  E’ un giudizio di valore. Su di noi, su nostro valore, sulle nostre capacità, sul nostro essere. Un soppesare continuo della nostra mente, un accumulo di tanti discorsi logici e pratici legati alle decisioni da prendere.

In realtà abbiamo tanta paura. Forse, la paura più grande è quella di riuscire a realizzare quello che ci sembra irraggiungibile. Pensiamo che le scelte agite per un nostro interesse quasi sempre siano sbagliate. Forse, perché pensiamo di non meritarcelo.

Ci sentiamo molto in colpa pensando di non poterci permettere di andare fino in fondo. Si, effettivamente, realizzare qualcosa di importante come un progetto, potrebbe far saltare tutte le nostre certezze, i nostri giudizi e pre-giudizi. Convinzioni coltivate per anni. E poi come faremo a lamentarci…….

Ma di quali decisioni e progetti sto parlando? Di andare dal parrucchiere…..di comprarsi un abito nuovo, un paio di scarpe?

Progetti e desideri che crescono con noi

No! Sto parlando di scelte compiute per vivere meglio. Di scelte fatte in virtù della possibilità di realizzare  progetti di vita e desideri di crescita. Queste scelte celano dietro di loro la capacità di esercitare una scelta e di prendere una decisione che appare costellata da impedimenti ….vorrei , ma non posso... Esse comportano il fatto di mettersi in gioco; di iniziare a lavorare sulle nostre resistenze, smascherando tante menzogne. Verità difficili da vedere e da ammettere.

Si schierano, in questo caso, tutte le nostre forze oppositrici. La mente lavora sempre molto in questi casi, e ci fornisce le nostre migliori e più legittime scuse.

Vorrei, ma non posso: la nostra confort-zone

Queste scelte mettono in discussione il nostro modo di vivere. Quello a cui siamo tanto affezionati: la nostra Confort-Zone. La nostra zona di confort è piena di certezze ed è anche così rassicurante da non farci mai rischiare niente. Desideriamo, talvolta inconsapevolmente, che tutto rimanga sempre uguale anche se ce ne lamentiamo ogni giorno. Se qualcosa rompe questo equilibrio, guai!!

Ma la vita, prima o poi, rompe sempre questo equilibrio per spingerci e stimolarci verso una crescita, verso la nostra evoluzione. E’ il vento del cambiamento….Che ci piaccia o meno, la vita è in costante movimento. Nulla rimane statico e immutabile.

Superare le resistenze per realizzare i nostri progetti

Per superare la resistenza al cambiamento non sono sufficienti le motivazioni, né le argomentazioni, ma neppure i consigli altrui. L’aspetto fondamentale è desiderare di cambiare per noi, per la nostra vita, per la nostra realizzazione. Tale trasformazione rinforzerà la nostra identità, invece che negarla.

La paura del fallimento o dell’ignoto sicuramente agisce con forza come resistenza al cambiamento.Proprio a causa di questa opposizione rischiamo di rimanere fermi, anche se la nostra situazione di immobilità non ci piace e non ci fa stare bene.

Quando arriva il momento di impegnarsi sul progetto, ciò che pesa di più non sono le ragioni che spingono verso la trasformazione, bensì le emozioni che la accompagnano. Emozioni che non riusciamo a gestire e che giudichiamo come negative. Ci spaventano. Iniziare a sentire e ad ascoltarci non è negativo, anzi!

Non spaventiamoci! Impariamo a percepire le nostre emozioni è facciamo il primo passo verso la nostra conoscenza. Sentire quanto è importante il nostro progetto ci farà percepire anche le emozioni positive a cui accompagnarlo. Concentrarci sulla soddisfazione per l’obiettivo raggiunto costituisce il primo mattone per dirigerci verso il cambiamento.

Progetti e desideri…il nostro futuro

Sentirsi proiettati nel futuro ci aiuta ad immaginare come sarà la nostra vita se realizzeremo il nostro progetto. Questa può essere una forte motivazione.

Ricordiamo che: “Senza immaginazione non c’è creazione” (Primo Assioma della Cosmo-Art di A.Mercurio)

Proviamo ad immaginare quanto la nostra qualità della vita riesca a migliorare grazie al raggiungimento di un obiettivo. Con l’impegno, le nostre capacità, la nostra tenacia, possiamo raggiungere i risultati a cui tanto ambiamo. Nel processo di cambiamento e di realizzazione la nostra identità si rafforzerà. A volte resistiamo a una trasformazione della nostra vita perché in fondo non ci identifichiamo con essa. Non riusciamo ad immaginare tutte le conquiste che la accompagnano.

Immaginare vuol dire creare

L’immaginazione è l’eccellente qualità umana che ci permette di trascendere il nostro stato e di sfiorare l’infinito; e’ molto importante, perciò, immaginare. Da un punto di vista spirituale ci accorgiamo di quanto questa affermazione capovolga concetti cui siamo abituati nella vita reale.

L’immaginazione è intelligenza applicata al mondo spirituale: ci permette di esaminare noi stessi e il mondo da prospettive differenti, ci aiuta a imparare senza l’aiuto dell’esperienza, ci permette di divenire più evoluti.

E’ il motore che ci permette di evolverci spiritualmente. Più è sviluppata e incoraggiata, più veloci viaggiamo verso il nostro stesso futuro.

Anche se può sembrare strano questa attività squisitamente mentale produce nel nostro cervello effetti simili a quanto si verificherebbe se seguissimo davvero i nostri sogni: dalla creazione di nuove sinapsi al consolidamento o riformulazione delle nostre percezioni.

Senza immaginazione la nostra vita sarebbe vuota come quella di un robot senza coscienza. L’immaginazione crea bellezza, crea l’arte e le soluzioni creative in grado di trasformare un mediocre e scontato lavoro in qualcosa di unico e di innovativo.

Progetti e desideri: dall’impossibile al possibile

Non diciamoci più: Vorrei, ma non posso! Lasciamoci andare alla nostra immaginazione affinché diventi creazione e realizzazione dei nostri progetti! Abbiamo tutte le possibilità di realizzare tutti i nostri progetti e desideri perché siamo pieni di talenti e capacità costruttive.  Se ci sintonizziamo con questa posizioni troveremo le nostre migliori energie a disposizione e vedremo quanto siamo capaci di realizzare progetti e desideri che ci sembravano impossibili. Ed allora al lavoro, rimbocchiamoci le maniche ed iniziamo a lavorare sui nostri pensieri. Iniziamo a lavorare sulle nostre resistenze e contemporaneamente facciamo appello a tutto il nostro amore capace di far diventare l’impossibile veramente possibile.

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Counselor professionista - ai sensi della legge 4/2013 - con il metodo dell'Antropologia Personalistica Esistenziale

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