Cosmo-Art e la Coppia

Il sentimento dell’amore

Erich Fromm affermava nel suo saggio “L’arte di amare” che il sentimento dell’amore non fosse affatto spontaneo né corrispondesse a quella concezione romantica universalmente accettata. L’amore e’, infatti, una decisione profonda dell’essere umano. E’ un’arte da apprendere, come si apprendono tante altre discipline (la musica, la danza, la pittura..).  Tutti noi abbiamo sperimentato in varia misura il sentimento dell’amore. Tuttavia è possibile che alcune resistenze intervengano nel progetto ad incontrare un Tu. Possiamo quindi chiederci a che punto siamo con l’amore per noi stessi. Mi amo abbastanza? Mi prendo cura di me, dei miei bisogni? O pretendo dall’altro che lo faccia al posto mio?

Desidero incontrarti ma…

E’ possibile che in questa prospettiva d’incontro possano emergere degli ostacoli. Alcuni tra i più diffusi sono la paura di soffrire, di crescere, di essere abbandonati. Le pretese e il timore di non essere all’altezza delle aspettative altrui. La presenza stessa di un Tu può rappresentare una minaccia alla propria individualità e agli spazi personali. Queste resistenze possono essere così forti da far desistere l’Io ed il Tu dall’incontro autentico. Si tratta allora di avere fiducia nel sentimento dell’amore e nella propria capacità di saperlo sviluppare. Incontrare un Tu significa passare da una visione individuale ad una progettuale da concepire ex novo.

Ho fiducia nella mia capacità di amare

L’amore è una condizione e un’esperienza attiva nella vita delle persone. Esse sono chiamate a costruire e vivere pienamente la loro relazione. Infatti, l’avvicinamento Io-Tu è un processo che richiede decisione e centratura. Per incontrare l’altro siamo dunque chiamati a fare dei superamenti. Il più grande è quello di uscire dal dolore personale presente nelle nostre vite. In linea generale, possiamo identificarlo come il dolore di una separazione definitiva da qualcuno o da una situazione o meccanismo inconscio che ci intrappola.

Mi amo e mi libero dalla simbiosi

La coppia, infatti, può dimostrarsi come il luogo ideale dove rivivere una simbiosi affettiva. Secondo l’ A.P.E, ciò significa sperimentare una riedizione della propria esperienza di vita intrauterina. In età infantile, la simbiosi mira a soddisfare i bisogni primari del bambino (nutrimento, calore, protezione ecc..). Nella fase adulta invece, tende a scatenare un legame di possesso e dipendenza reciproca. La simbiosi rappresenta quindi una minaccia alla personale individualità dei partners.

Mi amo e rinuncio alla lotta di potere

Anche la lotta di potere è considerato un altro ostacolo alla realizzazione dell’amore maturo. In questo conflitto, i partners si prestano ad essere figure proiettive genitoriali. Ciascuno rivive le manipolazioni e il potere subìto in età infantile. Recriminazioni e rimproveri reciproci alimentano un atteggiamento aggressivo. Emerge una volontà di dominio (Potere su) di un partner sull’ altro. Possesso, controllo, castrazione, umiliazione diventano i principali obiettivi della coppia.
“Il bisogno di immaginarsi liberi dalla sottomissione dell’altro, finisce per strutturare un perverso gioco di potere, dove le energie dei partner non sono più indirizzate alla crescita ma alla distruzione lenta e inesorabile”. (G. Ciappina, “L’amore e le relazioni di coppia”, Ed. Istituto Solaris, 2007, pg 93)

 Dal Potere su al Potere di

Uscire dalle proprie proiezioni e dal dolore è possibile? L’antropologia esistenziale ci propone di passare dal Potere su al Potere di. In contatto con questo potere sano, la coppia può trasformarsi e crescere. Può decidere di cambiare le cose. Il potere di sostiene e promuove l’integrità e la libertà dei singoli partner.  In piena autonomia ciascuno deciderà di amare, di perdonare,di riparare, di accettare, di accogliere l’altro. Ciascun partner può esercitare la facoltà di questo potere di, sia personalmente, che a beneficio di entrambe, ad esempio, nel guidare la coppia.

Amo ergo sum

Cartesio affermava Cogito ergo sum cioè “penso dunque sono”. La Cosmo-Art afferma Amo ergo sum ovvero “amo dunque sono”. Io sono in quanto capace di amare. Esisto in quanto Persona capace di Amarsi, amare e essere riamato nella libertà“ come afferma Antonio Mercurio. Divento Persona se sono autenticamente me stesso e mi dono pienamente all’altro. E’ questa dimensione dell’amore che ci fa essere. E solo colui che ama esiste. In questa prospettiva cosmoartistica, i due partners si aiutano reciprocamente a sviluppare il proprio progetto esistenziale. Ciascuno può raggiungere, grazie all’altro, la capacità di esistere autonomamente come Persona.

La dimensione della Gioia

Incontrare un Tu è, dunque, un viaggio verso un nuovo universo. Una decisione profonda da prendere. L’amore maturo nasce dal desiderio di cambiare innanzitutto se stessi. Poter crescere nella propria autonomia. Amare nella libertà. Donare. Ricevere. Assumersi la responsabilità di un progetto di bellezza. Trascendere i propri bisogni (seppur legittimi) per centrarsi sul dono reciproco, consente alla coppia di accedere alla dimensione della Gioia. Creare in quel godimento spirituale l’evoluzione e la crescita che da soli sarebbe stato impossibile compiere.

La scelta di scrivere questo articolo nasce da un desiderio personale di riportare alla luce un progetto d’amore che nasceva diversi diversi anni fa, all’interno dell’Istituto Solaris. “Dall’Io al Tu- l’Amore di coppia” è stato un laboratorio antropologico sulla coppia, ideato insieme al mio compagno di vita. Da questo risveglio artistico è nata una bellezza che, troppo spesso, è stata data per scontata. La nostra specifica bellezza di coppia. Sono grata a quell’esperienza e al mio partner per avermi concesso l’opportunità di una profonda riflessione esistenziale. La dimensione del Noi può assumere, nell’esistenza umana, uno straordinario valore aggiunto. Permette di rinnovare una scelta autentica che da senso all’essere Persona. Restare fedeli a se stessi con continui atti d’amore, nella libertà di scegliere un Tu, nell’accettare e confermare, giorno dopo giorno, il nuovo utero in cui crescere insieme.

scuola counseling

2 COMMENTI

  1. Il tuo articolo è veramente bello e ricco di spunti e le tue riflessioni finali mi hanno commossa. Grazie Alessandra!

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