orsi

aspetti dimenticati dell’incontro con gli altri

Un giorno, una ventina di anni orsono, mi sono detta che la vita, la mia vita, non poteva ridursi unicamente al mio lavoro di impiegata (benché ben retribuito), né alla mia casa, alla mia auto nuova, al marito (quest’ultimo é entrato nella mia vita ben dopo il lavoro, la casa e l’auto) né alle spese piu’ o meno « pazze ». Sentivo che doveva esserci di piu’. Ma che cosa? Non lo sapevo e oggi, dopo tutti questi anni, non ho ancora tutte le risposte, ma la mia vita é cambiata. Da quel giorno in cui ho deciso di lasciar tutto cio’ che era apparentemente importante ai miei occhi per dedicarmi a scoprire chi sono e cosa ci faccio su questo Pianeta, da quel giorno tutto é cambiato. Da queste pagine voglio condividere alcune delle mie scoperte nella speranza che, benché noi si sia tutti diversi per nascita e storia, cio’ che io ho afferrato possa essere utile anche a voi, sempre che desideriate trovare anche voi le vostre risposte. La prima scelta m’ha portato un pensiero geniale: sono libera di pensare ed allora scelgo di «pensare e di credere solo a cio’ che mi fa star bene».

Non é cosi’ semplice come sembrerebbe. Ancora oggi non ci riesco tutti i giorni, 24 ore al giorno, ma mi ci applico sempre di piu’. E questa novità di pensiero cosa implica? Sono molto attenta al flusso dei miei pensieri e quando mi sorprendo ad intrattenere dei pensieri tristi, di rimpianto, di collera o di paura mi dico : «Ebbene ragazza mia, vuoi fermarti un attimo? Capisco molto bene i tuoi sentimenti ed ho simpatia e comprensione per il tuo dolore ( paura, rimpianto, collera ecc.), ma questa attitudine non ti porta lontano né ti da’ conforto!». Allora mi prendo un paio di minuti (non importa dove io sia) per domandarmi da dove arriva questo pensiero triste, questo sentimento di paura. So che la sola risposta valida é in me stessa e quindi é là che vado a cercare. A volte pero’ non abbiamo la possibilità di fermarci per porci la domanda (siamo di fronte al cliente in cassa!) : in questo caso é sufficiente fare 2 o 3 respiri profondi per riprendere contatto con la realtà esterna e rimettere a piu’ tardi le nostre investigazioni. Questo tipo di respirazione, profonda e lenta ci porta immediatamente alla tranquillità che ci permette di riprendere l’attività che stavamo facendo prima del famoso pensiero «distruttivo» o dell’emozione/sentimento perturbante.

Vi confido un piccolo segreto (che é il segreto di Pulcinella in effetti). Se volete scoprire chi siete veramente, guardate come sono le vostre relazioni con il prossimo. Le mie relazioni sono il rivelatore piu’ importante della mia «salute» di vita. Mi dicono a che punto sono nella mia mia ricerca, come mi sento con me stessa, cio’ che sto pensando ed i sentimenti che mi abitano. Le relazioni ci aiutano e vivere meglio e a godere del grande dono della vita. Se guardate le vostre relazioni un po’ piu’ attentamente (la relazione sentimentale del momento, i vostri rapporti di famiglia, quelli con i vostri colleghi di lavoro, ecc.) scoprirete diverse sfacettature «sconosciute» di voi stessi. Per oggi vi do un piccolo suggerimento per riflettere sulle vostre relazioni e vedere che la R di Relazioni potrebbe significare R come Rispetto. A volte, nelle nostre relazioni con gli altri, siamo preoccupati di «mostrarci» al meglio oppure di avere ragione. Cercare di mostarsi al meglio é una buona cosa, fabene alla nostra autostima. Voler avere ragione a tutti i costi……..forse NO.

Ritorneremo su questo argomento. Ma come mai, nelle nostre relazioni, troppo spesso dimentichiamo l’altro? Quante volte avete veramente cercato di comprendere il punto di vista del vostro interlocutore? E quante volte avete veramente rispettato il suo punto di vista? Non siamo obbligati ad essere d’accordo con gli altri!! Al contrario, una parte della bellezza della vita consiste proprio in tutte le sue DIVERSITA’. Ma anche se manteniamo le nostre idée, i nostri ideali, i nostri punti di vista (é un nostro diritto!) potremmo allo stesso tempo rispettare la visione degli altri (é un nostro dovere – anche se lo dimentichiamo!) Perché é cosi’ difficile? Perché siamo confusi e deviati da una montagna di «pregiudizi» E i pregiudizi, come ben dice la parole stessa (giudicare prima – nel nostro caso giudicare senza avere l’esperienza diretta di cio’ che crediamo) non sono altro che i pensieri e le credenze che abbiamo ricevuto dalla nostra famiglia, dalla società in cui siamo cresciuti e in cui viviamo, dalle scuole che abbiamo frequentato. Abbiamo avuto fiducia ed abbiamo fatto nostre delle credenze che in effetti non abbiamo messo alla prova con la nostra esperienza diretta.

Tutto bene se si tratta di una credenza che ci sostiene nel nostro cammino di vita e nella comprensione dello splendore di cio’ che viviamo. Al contrario, se questa credenza é un peso che ci impedisce di esprimerci liberamente in quanto Esseri Umani, allora dovremmo rivisitare questo pensiero, questa credenza e rimetterla in discussione. Dunque, a partire da oggi, avete l’intenzione di cambiare la vostra visione e cominciare a credere solamente a cio’ che vi fa sentire bene? Lo spero per voi.

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