…o della difficoltà del sognare

Chi ne ha mai sentito parlare? Igor Sibaldi, scrittore, studioso di teologia e storia delle religioni e personaggio impegnato nella ricerca di tecniche per lo sviluppo del potenziale umano la propone in molti dei suoi seminari divulgativi. Proverò a dirvi in poche parole di cosa si tratta: prendiamo due quaderni, uno di brutta e l’altro di bella. Nel primo quaderno, che sarà molto elaborato e maneggiato, scriviamo 150 desideri seguendo una numerazione consecutiva e iniziando ogni frase con le parole ‘io voglio…’ per un massimo di 14 parole in ogni desiderio. Compilata questa lista inizieremo a copiare i desideri in bella copia scegliendone 101 e lasciandone 49 di scorta che, man mano che i desideri si inizieranno a realizzare, trasferiremo sul quaderno di bella. Una volta terminato il lavoro di scrittura ci impegneremo per un anno intero, 365 giorni consecutivi, a leggere di seguito i nostri desideri ogni giorno. Sapete quanto mi piaccia peritarmi in esercizi e lavori pratici per la mia crescita e l’acquisizione di materiale prezioso e interessante da proporre ad altri. A parte che già sono a quota 2 desideri realizzati (devo ammettere che erano abbastanza fattibili) ma la parte di lavoro di scrittura mi ha provocato riflessioni molto stimolanti.

Ho capito quanto abbiamo il ‘muscolo del sogno’ completamente atrofizzato. Non sto scherzando. I primi 10 si fanno in modo spedito nella prima sessione. A 30 ci si arriva con un po’ di giorni. Ma andare oltre e sentirsi liberi di esprimere ben 120 desideri, anche molto audaci e con la promessa che si realizzeranno, è davvero difficilissimo. Oltretutto va rispettato il divieto di esprimere i desideri seriali: non posso dire “io voglio andare a Londra, a Berlino, a New York e a Rio de Janeiro”. Ogni cosa conta per un desiderio. Eppure 150 sono davvero tanti, troppi, esagerati per chi ha imparato a credere che sognare preveda la realizzazione pressochè immediata. Un sogno, un progetto hanno bisogno di tempo, crescita, lavoro, impegno e fatica per giungere a compimento e il fatto che ci sia in mezzo una strada tortuosa da percorrere non deve farci arrendere alla sola idea. Badate bene è una roba molto complicata per me! Però ho sentito che portare il pensiero e il cuore ogni giorno a ciò che desideriamo è un primo passo fondamentale a mettere in movimento l’energia e le piccole grandi decisioni che ci avvicineranno alla mèta! Come dire: i sogni nel cassetto mettiamoli pure ma poi non chiudiamolo e buttiamo via la chiave!

scuola counseling

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