Cosmo-art e Spiritualità

La mia preghiera

Cos’è la preghiera? Per il Prof. Antonio Mercurio la preghiera è chiedere in dono qualcosa, anche quando essa ci è dovuta come diritto… e la capacità di poter fruire il godimento del diritto, recuperato attraverso il dono e non solo con la forza.

Mi sveglio sempre molto presto la mattina. Spesso mi sistemo sul mio navigato e comodo divano verde e guardo fuori, guardo il cielo che mi sembra tanto vicino poiché abito in cima a un palazzo di 8 piani. A quell’ora c’è sempre davanti a me una stella, sempre nello stesso punto. Tante volte le ho inviato pensieri e desideri, tante volte guardandola ho pensato a mio padre, tante volte ho chiesto a lei di aiutarmi, tante volte le ho chiesto di farmi ogni giorno il dono della mia vita. Resto lì a pensare finché non sparisce e si fa giorno.

Ho pensato di non minimizzare questa specie di “rito” e di capire cosa significassero profondamente per me quei pensieri, quelle riflessioni e ho capito che quello è un mio modo di pregare. Non sono credente e non pratico alcuna religione, nemmeno ricordo le preghiere e i riti che imparai da ragazzina quando andavo a Catechismo; diciamo che negli anni mi sono costruita valori e principi etici in cui credo e che cerco di seguire.

Questa idea della preghiera mi ha meravigliato e mi ha spinto ad interrogarmi su cosa fossero questi momenti di raccoglimento silenzioso ed ho sentito che stavo cercando di mettermi in contatto con la parte migliore di me stessa. Quella parte che mi dà forza, speranza, fiducia nella vita e nel mondo che mi circonda. E’ quella parte che mi fa sentire piena e contenta di appartenere a un tutto più esteso, più completo e mi apre le porte di un progetto spirituale da raggiungere grazie alla mia decisione dii dare un senso alla vita e al dolore che inevitabilmente ci avvolge più volte nel corso della vita. Credo anche che entrare in questo status di preghiera e di richiesta di aiuto e di dono all’Universo necessita un atto di umiltà, di amore per me, di fiducia nella vita e nel futuro.

Continuando a parlare di Vita e di Universo mi vengono in mente gli insegnamenti della Cosmo-art che ci dice che non siamo solo figli dei nostri genitori biologici, siamo anche figli della Vita e dell’Universo: la Vita è mia Madre, l’Universo è mio Padre. Come posso rendere questo pensiero vero, tangibile? Ecco che la mia preghiera deve anche contenere un’affermazione che crei in quel momento una nuova realtà, perché la realtà si crea grazie a ciò che pensiamo. Se mi penso figlia della Vita e dell’Universo, io sono figlia della Vita e dell’Universo, prego per creare questa verità e per sentire che il mio mondo interno vuole e desidera essere in armonia col mondo esterno. E’ così che esco dai miei limiti, dai miei confini e dalle mie paure. Afferro la percezione di aver sempre “giocato” con una vaschetta d’acqua e all’improvviso mi ritrovo a giocare con il mare.

Torno al mio divano e mi sento appagata dalla mia stella!

Ecco la mia preghiera!

Stella del mattino
che brilli su di me
eccomi, sono di nuovo qui
ti osservo e ti chiedo di darmi forza
ti seguo e ti chiedo di darmi resistenza e tenacia
ti immagino mia e ti chiedo speranza.

Aiutami a dare un senso al dolore,
aiuta i miei pensieri per capirmi e
aiutami ad andare là dove la vita vuole,
là … ancora là ma senza risposte,
senza attese e né pretese

Trova mio padre e digli … per me:
grazie! Grazie per questa vita e per
quella che verrà,
grazie per quella che sono
ma anche per quella che ero,
grazie al sogno e al desiderio,
alla fiducia e alla verità
che sempre prima o poi arriverà.

Ho scelto te tra tante
ma tu scegli me tra ancor di più
prendimi per mano
e portami oltre me stessa
a cercare le ragioni del cuore
e gli amori della memoria.

Liberami dai mostri,
dalla tristezza degli addii
dall’incertezza
dalle false immagini e
dalla vendetta.

Mostrami la via per
brillare come te.

scuola counseling

10 COMMENTI

  1. Mi piace molto l’immagine della stella e mi piace pensare che anche io con te così come tanti altri possiamo essere delle stelle luminose se lo decidiamo.

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