Cosmo-Art e il Senso della Vita

Il Mondo è il mio specchio: lo incolpo oppure lo considero una parte di me?

Il mondo è il mio specchio, ovvero, il riflesso del mio mondo interiore. Possiamo infatti immaginare lo Specchio, come strumento di conoscenza e di crescita personale, come opportunità di poter agire una trasformazione interiore. Quante volte ci siamo messi davanti allo specchio ed abbiamo notato tutte le nostre caratteristiche, le nostre espressioni o addirittura le nostre emozioni? Lo abbiamo fatto sin da bambini, quando la nostra immagine, dapprima sconosciuta viene pian piano riconosciuta, raggiungendo così, una prima consapevolezza di noi. Lo specchio ci ha aiutati ad identificarci via via con essa.
Così come lo specchio riflette la nostra immagine, il mondo esteriore riflette il nostro mondo interiore.

Interpretare il mondo esterno …

Come può, il mondo esteriore, riflettere il nostro mondo interiore? L’interpretazione del mondo reale, ci manifesta ciò che è nascosto dentro di noi, poiché ciò che ci piace o che ci dà fastidio negli altri, si trova proprio dentro di noi.
Quante volte ci è capitato di apprezzare delle caratteristiche di qualche nostro collega, amico o genitore? Beh, quelle qualità le abbiamo dentro di noi, o quantomeno ci piacerebbe poterle avere o sviluppare.
Quante volte, al contrario, ci è capitato di avere fastidio, rabbia, o risentimento verso qualcuno? Magari perché il nostro compagno di banco era arrogante e presuntuoso, o la nostra collega troppo fragile! Probabilmente, dietro queste caratteristiche se ne nascondono altre, che vorremmo avere anche noi e che invece non riusciamo ad esprimere. Oppure, sono parti di noi che ci sono state sottratte, alle quali abbiamo rinunciato. Ancora, sono parti di noi che ci appartengono!

Incolpo l’altro o lo considero una parte di me?

Ci vuole tanta umiltà nel riconoscere che “l’altro” e le relazioni in genere, ci aiutano a capire chi siamo, proprio perché ci raccontano ciò che siamo e ciò che invece potremmo divenire. Pertanto, considerare l’altro come una parte di noi, può condurci sia a sensazionali scoperte verso nuove trasformazioni interiori, che ad acquisire una nuova , autentica e profonda conoscenza di noi stessi. Il fastidio che proviamo quando qualcuno ha delle caratteristiche che proprio non ci piacciono, è lo stesso fastidio che ci ricorda che è l’ora di metterci all’opera per armonizzare il nostro mondo interiore, per pacificare!

Accolgo le mie parti

Tutto ciò non prescinde, evidentemente, dal lavoro di accettazione ed accoglienza delle nostre parti interiori: sono nostre, ci appartengono, così come ci appartiene la nostra Vita. Sono le nostre qualità, le nostre caratteristiche, possiamo recuperarle, farle emergere, esprimerle. Possiamo dar loro tanto Amore, affinchè si possa far luce sulle ombre, affinchè ci si possa aprire al mondo esterno e sentirlo davvero una parte integrante della nostra individualità. Per completarci abbiamo bisogno di tutte le nostre caratteristiche, di quelle che ci sono ormai note e di quelle che ancora non conosciamo e che invece qualcuno, li non per caso, ci darà la possibilità di far emergere!

“La nostra Persona si sviluppa al massimo quando è capace di stabilire rapporti d’amore con gli altri”

Antonio Mercurio.

Decidere di trascendere

E’ importante capire cosa trasformare dentro di noi affinchè la trasformazione avvenga anche fuori di noi. Possiamo dar voce a tutte le nostre parti e confidare nella nostra saggezza e nella fiducia verso la Vita che ci ama tanto. Così ogni trasformazione avvenuta nel nostro mondo interiore rifletterà luce e bellezza al mondo esteriore, e questo, nuova speranza e nuova bellezza rifletterà! Questo è andare oltre!
In ogni momento abbiamo la possibilità di decidere di trasformarci e accettare di fluire nel cambiamento. Infatti, ogni essere umano può decidere, secondo le sue capacità e possibilità, di avere un progetto di crescita e di amore verso se stesso e verso la Vita, in ascolto del proprio , fonte inesauribile di saggezza ed energia positiva.

Amarsi vuol dire accettarsi e poi trasformarsi; trasformarsi vuol dire morire e poi rinascere”

Antonio Mercurio.

Rinascita e gratitudine

Possiamo quindi fare una capriola, un passaggio di rinascita, da vittime ad artisti, da coloro che puntano il dito ed incolpano il mondo esterno a coloro che invece di questo si nutrono per crescere e migliorarsi. Accogliamo coloro che incontriamo nel nostro percorso di Vita e di crescita come riflesso delle nostre parti interne nascoste. Recuperiamo la tanta ricchezza del nostro mondo interiore e riflettiamola di nuovo fuori di noi.  La gratitudine per i superamenti fatti e la bellezza ricevuta, sarà infinita. Sorprendente direi!

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