Chiedere scusa ai propri figli…si può!

La Cosmo-art e i figli

Chiedere scusa ai propri figli? Assolutamente no! E poi la nostra autorevolezza di genitori dove andrà a finire?
Questa è un’impostazione di stampo ‘classico’ che si perde nella notte dei tempi e che denuncia la sottile convinzione che soltanto mostrandoci irremovibili e inattaccabili riusciremo a guadagnare il rispetto dei nostri figli.
Fermo restando che una buona dose di equilibrio e amor proprio sono un ottimo esempio da passare loro, in realtà potrebbe essere molto utile alle volte chiedere perdono.

Chiedere scusa: perché farlo?

Chiedere scusa significa dire: Ebbene si, non sono perfetto ed anche io posso commettere degli errori ma, caro figlio mio, voglio insegnarti l’arte della riparazione.

Purtroppo la società ci insegna un’arte ben diversa, quella del giudizio e della impossibilità di perdonare ed essere perdonati.
Questa posizione è in realtà molto deleteria per un bambino o un giovane che si sta mettendo alla prova con il mondo e con le relazioni, da essere umano fallibile e imperfetto quale egli è.

Se l’adulto di riferimento mostra invece la propria vulnerabilità da una posizione di sufficiente amore e accoglienza per se stesso tale da poter ammettere un errore, una mancanza, un atteggiamento aggressivo – anche se apparentemente involontario – allora questo darà speranza al figlio.

Si può distruggere (in senso simbolico) e poi si può riparare, non chiedendo delle scuse di ‘circostanza’ ma riconoscendo il proprio errore e decidendo di imparare da esso a fare sempre meglio.

Chiedere scusa è da persone forti

Un altro fraintendimento riguarda la convinzione diffusa che chiedere scusa sia attestazione di debolezza. La verità profonda è esattamente opposta. Solo chi è abbastanza saldo nell’amore per se stesso può infatti accettare di vedere delle zone d’ombra che lo allontanano da un ideale di perfezione irraggiungibile.

Si tratta di un atto di umiltà, di amore e di grande saggezza che ci avvicina, che accorcia le distanze per farci divenire contattabili ed esseri umani che hanno la possibilità di sbagliare.

Cosa stiamo passando ai nostri figli?

In questo modo insegneremo ai nostri figli che sbagliando e poi riparando in realtà offriamo alle nostre relazioni un’opportunità unica di approfondimento, vicinanza e autenticità. Si infonde fiducia nel poter essere davvero noi stessi.

Questa è una possibilità nuova di porsi di fronte all’errore, il proprio e quello altrui.
Il genitore avrà l’opportunità di mostrare coi fatti tutti i passaggi: la fallibilità delle proprie azioni, la richiesta di perdono e la volontà di riparare.

Solo così è possibile trasmettere loro la speranza, la libertà, la verità, l’amore per noi stessi e per gli altri. Si apre una nuova possibilità di creare insieme bellezza, anche a partire da un dispiacere, da un’incomprensione, da un’azione fallibile.

Amare noi stessi per amare il mondo

Questa sarà forse la lezione più importante per tutte le persone coinvolte: amare e accogliere le nostre imperfezioni ci aiuta a farlo con gli altri.

Forse sembra poco, ma con un benefico ‘effetto domino’ potrebbe iniziare così il disarmo mondiale e la fine dei conflitti globali.

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