Cosmo-art e società

Altro è vederci  riflessi in un tu

Altro è vederci riflessi in un tu, perché l’altro ci fa da specchio. C’è un detto indiano che dice che qualunque persona capiti nella nostra vita non ci capita per caso. Se riusciamo a fare nostra questa visione delle cose possiamo anche imparare a vedere l’altro come possessore delle nostre parti, non solo quelle positive e belle, ma anche quelle più scomode e negative e possiamo scegliere che cosa farne. Quante volte ci chiediamo “Ma come mi è capitato di incontrare questa persona? Come mai i suoi atteggiamenti mi danno tanto fastidio?” ebbene quello è un campanello di allarme, un campanello d’allarme positivo. L’altro può esserci d’aiuto.

L’altro ci fa da specchio, ma noi perlopiù non vogliamo vedere, perché mentre è facilissimo capire ciò che non va nell’altro è davvero difficile riconoscere quel che non va in noi. L’altro è fuori di noi e possiamo puntare il dito.

Noi però possiamo chiederci : “Perché la vita mi ha fatto incontrare questa persona, proprio in questo momento della mia vita? Perché alcuni aspetti di lei mi creano tanto disagio? Quale opportunità può rappresentare per me questo incontro ?

Noi possiamo decidere di cambiare

Sono proprio le parti che più mi danno fastidio nell’altro che devo individuare, per poterle trasformare dentro di me, perché mi appartengono. Una volta fatto questo passaggio tutto si semplifica, perché noi , come ci insegna l’Antropologia Cosmoartistica, abbiamo il potere di cambiare ed è come se le parti che tanto ci dispiacevano nell’altro e che sappiamo essere anche le nostre, sbiadissero e diventassero irrilevanti, mano a mano che cominciamo a trasformarle dentro di noi.

Trasformarci

Non è facile né automatico saper trasformare, cioè perdere, delle nostre parti per acquisirne di nuove, può essere difficile e doloroso, dobbiamo esserne consapevoli e prendere la decisione di intraprendere questo processo, che trasformerà anche la nostra identità.

La nostra nuova consapevolezza ci aiuterà ad essere amorevoli e comprensivi verso la persona incontrata e verso le sue parti a noi ostiche e potremo lasciarla andare per la sua strada nella libertà. Sarà sua la scelta di operare o meno dei cambiamenti, nei modi e nei tempi desiderati. Per noi lei è stata un’opportunità preziosa per realizzare un cambiamento.

Se prendiamo coscienza del fatto che le nostre parti oscure da cambiare, altro non sono che residui dell’odio rimosso, frutto dei dolori passati che tutti abbiamo dentro fin dal nostro concepimento e che per stare sempre meglio possiamo smettere di usarli contro noi stessi per farci del male, allora possiamo trasformarli in parti luminose, riattraversando coraggiosamente le nostre antiche ferite, attingendo la forza ed il coraggio per farlo dalla nostra parte saggia, il nostro Sé. Affondiamo le mani nel nostro primo dolore, nascosto dal nostro odio rimosso e trasformiamo quelle parti di noi che non avevamo voluto vedere. Se questa opportunità ci viene data ora, nel nostro incontro con l’altro, è perché la vita ci dice che questo è il momento giusto per noi per usarla per sconfiggere un altro pezzetto di odio che abita in noi. Ora siamo in grado di farlo.

 

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3 COMMENTI

  1. Sono profondamente convinta della preziosità dell’altro. Non è un nemico da tenere a distanza ma un amico da accogliere anche se mi in quel momento la cosa mi dà fastidio e tu ne hai spiegato il perché.

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