Qualche tempo fa, all’interno del Forum di Solaris (clicca qui), avevo postato un brano di Niccolò Fabi dal titolo 'Costruire', citando questo straordinario cantautore romano come esempio di trasformazione. Molti sapranno che due anni fa, la vita di questo artista è stata travolta da un grande dolore, la morte improvvisa della figlioletta Olivia, di neanche due anni, a causa di una meningite fulminante. Per descrivere questo dolore userò le parole dello stesso Niccolò Fabi a pochi giorni dall’accaduto: “un dolore devastante che attanaglia la gola…l'esperienza più ...inaccettabile orrida ingiusta e innaturale che un essere umano può vivere...”. E continua: “inutile dirvi che fino a quando non avrò trovato un modo per trasformare questo dolore e dare un senso costruttivo a questo incubo, il palcoscenico sarà l'ultimo posto in cui desidererò stare...so di poter contare sulla vostra sensibilità e sull'amore che mai come adesso è l'unico strumento che merita di essere suonato”. Cosa facciamo dinanzi ad un dolore così grande? Come non scivolare nel desiderio irrefrenabile di distruggere tutto, di chiudersi in sé stessi ed annullarsi completamente? Niccolò Fabi è un’Artista della Vita e come Artista delle Vita conosce la sapiente arte di unificare gli opposti.
Da buon Artista sa che il dolore, per evitare che diventi un buco nero al centro della propria vita che inghiotte tutto e tutti, va trasformato in qualcosa di positivo.
Alla base di un processo trasformativo c’è sempre una decisione. La prima decisione è quella di non negare la presenza del dolore ma di accoglierlo, di ascoltarlo, di cercare di capire cosa questo dolore mi sta dicendo, quale parte di me devo trasformare. La seconda è se decido di essere una vittima - e quindi lascio che questo dolore irrisolto travolga tutto e tutti, che annulli la mia Persona, che mi condanni per sempre all’infelicità – oppure decido di fare l’Artista? Come si fa ad esseri Artisti col dolore?
La cosmoart, disciplina creata da Antonio Mercurio, da diversi anni afferma che il dolore è una forza cosmica che serve per creare e che è proprio a partire dai nostri traumi e dai nostri dolori che è possibile creare una Bellezza che prima non c’era. Questa Bellezza, chiamata Bellezza Seconda, è un campo di energia nuovo che è tanto più potente quanto più riusciamo a realizzare questa trasformazione - oltre che in noi stessi - all’interno di una coralità.
Niccolò Fabi a partire da questa esperienza dolorosa, decide di fondere i toni chiari (il suo talento, il suo Progetto, la voglia di andare avanti ecc) con i toni scuri (la morte, la rabbia, l’impotenza, il senso di ingiustizia), attraverso una sintesi degli opposti, la stessa sintesi tra tinte chiare e tinte scure che deve realizzare ad esempio il pittore per dipingere una tela. E’ proprio la musica il ramoscello di fico a cui si aggrappa per non lasciarsi travolgere dal mare di dolore, così come Ulisse nel mezzo dell’ennesima tempesta. Dopo neanche due mesi dalla morte della piccola Lulù, decide di suonare lo strumento dell’Amore: insieme alla sua compagna Shirin Amini e alle tante persone che lo amano, organizzerà un bellissimo concerto al Casal sul Treja a cui parteciperanno tantissimi nomi della musica italiana. E’ attraverso il desiderio di trascendere, di superare un dolore così grande, che un insieme di persone diventa una coralità. L’evento sarà eccezionale; la stessa vita del cantautore e della sua famiglia assiste ad una svolta epocale che credo durerà a lungo. Il ricavato del concerto è stato utilizzato per dar vita alla fondazione “Parole di Lulù”, una fondazione che supporta e promuove progetti legati al mondo dell’infanzia sia in Italia che all’estero, come la costruzione di un ospedale pediatrico in Angola o di ludoteche a Roma.
La piccola Lulù, grazie all’amore, alla forza, al coraggio e alla capacità di un padre e di una madre di “andare oltre”, continua a vivere in questo Progetto donando a tanti bambini un sorriso, una possibilità di crescita sia biologica che esistenziale. Questa storia mi insegna che se dal dolore impariamo a distillare le parti costruttive, possiamo dare un senso costruttivo ai tanti eventi traumatici che accadono quotidianamente nella nostra Vita e creare una Bellezza immortale che prima non c’era.
SOCIAL NETWORK -
Pubblica questa notizia su:
Wikio
I commenti e i voti dei lettori
Suonare lo strumento dell'amore.
Grazie di cuore, Voto: [10] - luanaGrazie, mi piace molto. Ci vedo un vero motivo di speranza!, Voto: [10] - antonella orecchioabbiamo tutti il potere di trasformare un dolore indicibile bellezza immortale?certo è che la forza della decisione e l'Amore sono all'interno di tutti.Sapere di avere piu' possibilità dà voce alla speranza. Grazie per il prezioso esempio riportato., Voto: [10] - aili