Tutte le strade del mondo conducono al cuore

Il ReiKi è un’antica disciplina spirituale, è un’arte di guarigione attraverso l’imposizione delle mani, la meditazione profonda e l’uso di particolari simboli sacri e segreti. Questa disciplina ha le radici nelle più antiche forme di esoterismo tibetano e tantrico, nella cultura del Bon e nel suo alfabeto spirituale e segreto, dal quale nasce la lingua primordiale dell’umanità: il misterioso e magico Sanscrito. Queste conoscenze sono passate nel tempo dal Tibet alla Cina e dalla Cina al Giappone, sono state tramandate (attingendo in larga parte dallo Shingon, la dottrina esoterica e segreta dei monaci buddisti giapponesi) e rese accessibili a tutti da Mikao Usui, un maestro Zen, un monaco itinerante dell’ordine: Mikkio, non cristiano, vissuto tra la fine dell’ottocento ed il primo trentennio del novecento. Usui ribattezzò questa disciplina esoterica con il termine sacro di: Rei-Ki, insegnando la tecnica per congiungere e far penetrare la nostra personale Energia Vitale (Ki, dal giapponese), all’intelligenza cosmica, alla Luce Divina (Rei, dal giapponese) .

ReiKi, oggi, in Occidente, si è divulgato molto divenendo persino banale, superficiale, spesso viene vissuto con mistero, ignoranza, avidità, non soltanto da chi ha incontrato ReiKi nell’unica forma fino a poco tempo fa conosciuta in Occidente (il ReiKi Takata-Furumoto), una tecnica artefatta, dissacrata, e commercializzata da chi la praticava e la diffondeva sentendosi in diritto di essere l’unico depositario di questa Tradizione.

ReiKi viene divulgato tuttora sotto diverse forme, parallelamente e fortunatamente è ancora attiva e funzionale la vecchia scuola tradizionale di ReiKi fondata da Mikao Usui: la Usui ReiKi Rhyoko Gakkai. ReiKi è un percorso iniziatico, una disciplina spirituale, dove esiste un rapporto duraturo di crescita che va al di là del semplice fine settimana dell’iniziazione, come deve essere in ogni vera scuola esoterica o di Yoga (termine indiano che peraltro che ha lo stesso significato di ReiKi). Fondamentali nella pratica di ReiKi, a tutti i livelli, sono i precetti ( Yama e Nyama) comuni allo Yoga e ad ogni percorso di crescita consapevole, fondamentale è la pratica della Meditazione, com’è basilare in tutte le discipline sia orientali che occidentali che vogliono seriamente definirsi spirituali o esoteriche. Come non c’è Yoga senza precetti e senza meditazione così non c’è nessun’altra disciplina che possa venderci a buon mercato il Risveglio Personale o la Crescita Interiore. Ogni via autentica passa sempre attraverso il percorso della Purificazione e della Meditazione.

ReiKi prima di essere una tecnica di guarigione e di trasmissione energetica è innanzitutto la via che ci porta dentro di noi e che ci ridona la serenità, la salute stabile e la pace interiore che appartengono, per natura, al genere umano fin dalla notte dei tempi, ma che l’estrema civilizzazione ha rimosso dalla nostra psiche. ReiKi originale giapponese prevedeva sette livelli di iniziazione, oggi ridotti a tre più uno. Il primo livello ci da la possibilità di trasmettere l’energia attraverso il posizionamento delle mani sul nostro corpo o su altre persone. Il secondo livello amplia notevolmente il nostro modo di operare con l’energia, con l’ausilio di alcuni simboli possiamo dalogare con l’energia ed inviarla a distanza. Il terzo livello è un lungo percorso di autoconoscenza, di crescita personale, che non consente ancora di attivare al ReiKi altre persone. Col livello finale, Maestro, si acquisisce la capacità ed il simbolo che permette di attivare al Reiki nuove persone.

I Simboli ReiKi
I Simboli ReiKi sono archetipi, cioè chiavi d’accesso all’inconscio collettivo ed alla sfera sacra e spirituale. L’uso dei simboli non è prerogativa soltanto del ReiKi, ma è la base, esoterica e nascosta, di ogni disciplina spirituale e di ascesa e crescita interiori. I moderni alfabeti di 22 lettere derivano dai ventidue simboli archetipici (21+0 come i Tarocchi), che rappresentano il linguaggio magico e figurato che l’Universo usa per creare la manifestazione e per comunicare direttamente dentro ad ogni anima. Questi simboli, sono sempre stati segreti, usati e custoditi dagli iniziati di ogni tempo, trasmessi oralmente da maestro a allievo e mai scritti o usati fuori dal loro aspetto esoterico e spirituale. Il ReiKi occidentalizzato ne conosce soltanto quattro, invece, nella tradizione, se ne conoscono nove, altri tredici sono gelosamente custoditi dai maestri orientali perchè, a loro parere, l’umanità non è ancora spiritualmente pronta a ricevere ed usare ulteriori simboli.

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