A Marsala, patria da duemila anni del nettare divino, se è parlato in un convegno di produttori, operatori e scienziati

Vino e salute: un binomio antico, che oggi trova nuove conferme. A Marsala – patria da duemila anni del nettare divino – ne hanno parlato produttori, operatori e scienziati in un convegno chiamato appunto “Vino e Salute”, giunto alla quarta edizione. L’ultimo episodio in ordine di tempo della storica contrapposizione tra Bacco e Gambrinus, il mitico re germanico cui si attribuisce l’invenzione della birra. Questa contrapposizione schiera da una parte il mondo latino affacciato sul Mediterraneo, dall’altra quello anglo-germanico che cerca di mantenere le storiche posizioni conquistate dalla birra, oggi attaccate dalla diffusione del vino proprio nel cuore di quella Baviera che è la patria e il simbolo stesso della bionda bevanda. I produttori tedeschi lamentano da tempo un preoccupante fenomeno: quasi il 50 per cento dei consumatori tedeschi beve vino e la parabola è in continua ascesa. Esistono pregiudizi che frenano la diffusione del vino, considerato da una morale ormai superata fonte del vizio.
Ma l’ultima battaglia vinta dal fronte del vino è riuscita a scongiurare il pericolo che sulle bottiglie venisse imposta la scritta che già appare al pacchetto di sigarette: prodotto che nuoce fortemente alla salute.

Grazie anche a questo, l’enogastronomia italiana sta vivendo oggi un momento di straordinario successo e continua a conquistare posizioni prestigiose: il binomio vino- salute rafforza questo percorso in maniera assolutamente naturale. Se ci appoggiassimo anche una strategia intelligente e coordinata le cose andrebbero certamente meglio. La scienza è venuta in aiuto per spiegare le proprietà positive del vino e se ne profila già l’influenza benefica per prevenire e curare le malattie cardiache, forse addirittura l’Aids, l’Alzheimer e altri malanni che affliggono l’umanità. La conclusione di questo convegno, sabato prossimo, non significherà la fine dell’impegno in difesa del vino. La combattiva presidente della provincia di Trapani, Giulia Adamo, ha davanti a sé un anno per preparare la prossima edizione e per affinare le armi necessarie al rilancio del vino, costituendo forse un’organizzazione sopranazionale che promuova la conoscenza e l’uso del prodotto di una terra che si dedica da più di duemila anni alla coltivazione della vite e porta sul mercato una produzione raffinata destinata al largo consumo e alla raffinata collezione degli esperti.

Tutto, però, tenendo conto che il vino fa bene solo se consumato con saggezza.

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