Trentasette milioni di italiani stanno cercando la vacanza ideale ma 2 milioni, tre donne ogni uomo, stanno invece cercando la scusa piu’ credibile per non partire a causa degli attacchi di panico, che tengono lontano da viaggi in aereo cosi’ come da metropolitane e tanti altri mezzi.

Un tempo solo sospettata di innescare attacchi di panico in aereo o in metro, adesso puo’ essere portata sul banco degli imputati. La cura per guarire dalla paura di volare, la foto della paura che attanaglia il cervello, le nuove ricerche sul CO2 a bordo degli aerei sono le ultime frontiere della ricerca. Quanto sia affollato il pianeta di chi ha paura di volare lo dimostra un sondaggio del TG2 fra i telespettatori: il 46 per cento ha detto di aver paura di volare solo il 32 ha detto di non avere problemi. Il 43 per cento rinuncia per paura a volare. Il panico ha un aspetto episodico e una causa profonda. Molti sono alla ricerca di un farmaco miracoloso in grado di togliere i sintomi: ma questo è un errore diffuso che andrebbe evitato. La tecnica più efficace è la Psicoterapia, che è l’unica in grado di eradicare le cause profonde degli attacchi di panico. Sia per chi vive il volo con ansia e forte apprensione, sia per chi rifiuta l’aereo in modo ostinato e sia per chi ha avuto o ha attacchi di panico durante il volo, è opportuno pensare ad una Psicoterapia, meglio se di tipo analitico.
Essa consente al paziente di desensibilizzarsi progressivamente e di riabilitarsi ad esporsi alle situazioni temute.

E per aiutare gli esperti a mettere a punto una cura sempre piu’ mirata uno studio italiano, per la prima volta, ha fotografato la crisi e il percorso che l’attacco di panico compie nel cervello. In particolare, con la Risonanza Magnetica funzionale si e’ riusciti a vedere nel cervello non solo il momento in cui il soggetto immagina o vive una situazione che potrebbe scatenare la paura ma anche il momento in cui avverte la paura. Il documento e’ il risultato di uno studio condotto dal professor Rosario Sorrentino e dal professor Stefano Bastianello, Direttore del Servizio di Neuroradiologia dell Universita’ di Pavia e IRCCS Fondazione C. Mondino. Anni fa colleghi americani erano riusciti a catturare l’immagine di un attacco di panico utilizzando la PET uno strumento invasivo che usa isotopi radioattivi. Adesso invece e’ stato fotografato l’attacco di panico e il suo percorso nel cervello con la Risonanza Magnetica funzionale (fMRI). Non e’ stato facile giungere a questo risultato perche’ non e’ possibile intervenire con la strumentazione al momento dell’insorgenza dell’attacco. Recenti teorie neuro-anatomiche hanno proposto l’estensivo coinvolgimento del sistema limbico nella patogenesi e nel controllo degli attacchi di panico inoltre e’ dimostrato che per questi soggetti e’ sufficiente pensare a determinate situazioni che creano loro paura ed ansia perche’ si manifestino le alterazioni anatomo-psicologiche caratteristiche dell’evento acuto (alterazioni della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna e del respiro).

Risorse:
– Forum ‘Ansia ed Attacchi di panico’
– Altri articoli su Ansia e Panico

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