L’appello della Multimage in favore di Karl Guillen

Karl Guillen Il tritacarne Karl sta per essere condannato a morte, il suo processo avrà luogo nell’agosto del 1999; attualmente è “ospite” del carcere di Florence Arizona negli Stati Uniti d’America. Karl dice di essere innocente ma che sarà condannato se non trova i soldi per un avvocato, dato che gli avvocati d’ufficio negli USA fanno sempre e sistematicamente condannare i loro assistiti. Karl dipinge, scrive libri e poesie e vuole vivere, difendersi, dimostrare che è estraneo all’omicidio di cui è accusato. Noi della Multimage abbiamo deciso di pubblicare il suo libro-denuncia sulla sua vita e sulle carceri statunitensi e di devolvere tutto il guadagno per pagare un avvocato decente che lo difenda; vogliamo che il caso di Karl sia d’esempio anche per altri detenuti e che si possano stabilire regole giuste di difesa per chi rischia la pena di morte, come per qualunque altro reato. Siccome anche le più rosee previsioni di vendita non saranno sufficienti chiediamo anche alle persone sensibili di mandarci un contributo anche piccolo sul nostro conto corrente postale, indicando nella causale “per Karl”; CCP 35085109 intestato a Associazione Multimage Via Andorno 26 10153 Torino i soldi raccolti verranno consegnati a un comitato di garanti negli Stati Uniti che si incaricherà di dargli assistenza legale.

Potete trovare, per ora qui accanto, una breve biografia estratta dal libro e una poesia già tradotta. Contiamo, appena saranno tradotti, di mettere anche alcuni capitoli del libro e i materiali affinché chiunque vuole possa creare una catena umana di aiuto e di sensibilizzazione su questo caso e sulla situazione carceraria americana. Invitiamo organizzazioni, media, istituzioni ad unirsi a noi nel Comitato Promotore di questa iniziativa. Per adesioni, suggerimenti e informazioni contattare Olivier Turquet, direttore editoriale della Multimage Se volete scrivere a Karl potete farlo: Karl L. Guillen # 77614 Arizona State Prison P.O. Box 3400SMU II Florence, AZ 85232-3400 Biografia Karl Luis Guillen è nato il 25 agosto 1967 in California. A 14 anni frequenta il Cal Farley’s Boys Ranch, un collegio per ragazzi, in Texas. A 17 anni sconta una condanna di 1 anno nel carcere minorile California’s Youth Authority per un furtarello in un negozio, dove si diploma. A 19 anni si arruola nell’esercito statunitense ed è di stanza in Sud Corea. Tornato dal militare trova lavoro come fotografo di giorno e come guardia notturna.

A 20 anni, con la vecchia Volkswagen e i soldi ricevuti in eredità dal patrigno parte per una vacanza in Florida. A Phoenix, Arizona, viene incastrato in una fuga dalla polizia in un furgone pieno di armi rubate: l’avvocato non è in grado di difenderlo: viene condannato a 19 anni per assalto aggravato e traffico di armi rubate. Mentre è in libertà su cauzione un balordo, ex commilitone, lo denuncia per cospirazione alla rapina. Viene condannato a 26 anni. Di nuovo gli avvocati non fanno nulla per difenderlo. Dall’ottobre 1988 al dicembre 1990 gli viene offerto un patteggiamento della pena se confessa. Karl non accetta perché vuole che sia riconosciuta la sua innocenza. Nell’agosto 1998, nella mensa del carcere viene assassinato un detenuto durante una rivolta, alle spalle di Karl che viene incriminato di questo omicidio. La pena prevista per questo reato è la morte. “Il tritacarne” È il flash dell’arresto accecante come un fulmine che abbatte la vita quotidiana, la sua normalità È la lacerazione della carne e della mente quando come lame affilate ti forzano ad entrare in questo immenso deposito di regole, di linee di condotta e di processi sotto controllo dei mercanti di potere.

È lo staccarsi della carne, l’esecuzione dell’innocenza il tritacarne intanto schiaccia la tua vita mentre vestiti neri stanno seduti in alto e nere telecamere fissano verso il basso, guardano altrove dalla verità che piace al di là delle menzogne, oltre le interpretazioni. Tutte sbagliate. È il sistema della giustizia, è la fabbrica della prigione che fa dell’uomo insieme il suo prodotto e il suo nemico, come se appartenesse ad un altra specie da odiare, da ignorare, da eseguire come una bestia in trappola, caduta nelle complicità del comportamento umano. È il morso che azzanna la libertà di un uomo, il buco dal quale ricevo il nutrimento, la cella di isolamento 3 metri per poco più di due in cui io vivo, sono i media che non vogliono mostrare né ascoltare qualsiasi verità che possa dare del governo l’immagine di un mostro da temere o dal quale è meglio ancora farsi addomesticare. È avere le manette tutti i giorni, i giorni senza sole, le notti senza luna, l’esistenza inumana , gli estranei che mi indagano ogni giorno, che ogni giorno frugano il mio corpo, è il furto delle prove, degli elenchi dei testimoni, sono le fase interpretazioni, e il processo imminente per il quale essi, esattamente gli stessi che hanno messo in prigione un innocente, ora vogliono giustiziarlo se sarà dichiarato colpevole.

È la gente cieca, che ascolta e che non guarda, sente ma non aiuta. Karl L. Guillen Stiamo costituendo il “Comitato per Karl”, per una giustizia uguale per tutti negli USA” che sostiene la causa di Karl Guillen come esempio delle migliaia di detenuti delle carceri statunitensi che non sono in grado di pagarsi un avvocato che li difenda. Al Comitato possono aderire associazioni di ogni genere, media, pagine web, singole persone.

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