Nuovo rapporto unicef: la dimensione mondiale della tragedia dei bambini resi orfani dall’aids

Barcellona, 10 luglio 2002 – Un nuovo rapporto redatto dall’UNICEF in collaborazione con UNAIDS e USAID, reso noto oggi alla Conferenza di Barcellona sull’HIV/AIDS, rivela come la già drammatica situazione dei bambini resi orfani dall’AIDS stia ulteriormente peggiorando, dal momento che sempre più adulti con figli a carico muoiono a causa della malattia, soprattutto nella regione dell’Africa sub-sahariana. Il rapporto, “Children on the Brink” (Bambini sull’orlo del baratro), lancia un appello per un intervento strutturato in aiuto dei bambini, delle famiglie e delle comunità colpite da un’emergenza che, per la sua gravità, appare senza precedenti.

Il rapporto contiene la serie più dettagliata ed esaustiva di statistiche finora prodotte, concernenti il numero effettivo di bambini sino ad oggi rimasti orfani a causa dell’HIV/AIDS, nonché il numero complessivo di orfani previsto per gli anni futuri. Secondo il rapporto, nelle tre regioni oggetto di studio (Africa sub-sahariana, Asia, America latina e Caraibi) oltre 13,4 milioni di bambini hanno perso uno o entrambi i genitori a causa della malattia, un numero che raggiungerà la cifra di 25 milioni entro il 2010.

Al dramma dei bambini resi orfani dall’AIDS si somma quello dei molti altri colpiti dalla malattia.

Il rapporto “Children on the Brink” è stato reso pubblico durante la XIV Conferenza internazionale sull’AIDS, svoltasi a Barcellona, ed è il terzo del suo genere (le versioni precedenti erano state pubblicate nel 1997 e nel 2000). Per la prima volta il rapporto viene pubblicato congiuntamente dall’USAIDS, l’UNAIDS e l’UNICEF; oltre a fornire le statistiche sugli orfani da AIDS relative a 88 diversi paesi, individua una serie di tendenze in atto:
· L’Africa presenta la più alta percentuale di bambini orfani. Nel 2001 oltre 34 milioni di bambini dell’Africa sub-sahariana risultavano orfani, un terzo dei quali in conseguenza dell’AIDS. A causa dell’AIDS il numero di orfani sta aumentando drammaticamente e si prevede che, entro il 2010, i bambini orfani saranno oltre 42 milioni. Il 20% di questi bambini – ossia quasi il 6% dei bambini africani – resterà orfano a causa dell’AIDS.
· L’Asia è il continente con il maggior numero di orfani. In conseguenza del gran numero di persone che vivono in Asia, il numero dei bambini orfani in questo continente è molto più vasto di quello dell’Africa.

Nel 2001 in Asia vi erano 65 milioni di bambini orfani, dei quali circa due milioni a causa dell’AIDS. Molti paesi asiatici sono così densamente popolati che anche quando si registrano bassi tassi di incidenza della malattia il numero di persone affette da HIV/AIDS rischia di superare quello registrato in alcuni dei paesi africani maggiormente colpiti. Anche un lieve incremento dell’incidenza della malattia potrebbe condurre quindi a un numero maggiore di bambini orfani a causa dell’AIDS.
· La concentrazione dei bambini rimasti orfani riflette le principali tendenze della diffusione dell’HIV tra le popolazioni. Nel 2001, in 12 paesi dell’Africa sub-sahariana si registrava il 70% dei bambini rimasti orfani. I tre paesi maggiormente popolati – Nigeria, Etiopia e Repubblica Democratica del Congo – presentavano anche il maggior numero di orfani. Comunque l’impatto dell’AIDS avrà un’incidenza più acuta nei paesi meno densamente popolati, ma che hanno una tasso di diffusione della malattia più elevato. Oltre a ciò, all’interno dei vari paesi, le popolazioni di bambini orfani variano grandemente in base alla concentrazione della diffusione dell’AIDS.

· Il numero di bambini orfani è destinato ad aumentare. I tassi odierni di diffusione della malattia determineranno largamente, nel prossimo decennio, la fisionomia del problema dei bambini orfani. Nei paesi in cui la diffusione dell’HIV/AIDS ha denotato di recente un aumento improvviso, il reale impatto di tale escalation sul numero previsto di bambini orfani deve ancora emergere.

Il rapporto affronta anche il problema delle conseguenze devastanti che l’AIDS ha avuto sui bambini, sulle famiglie e sulle comunità, come l’esigenza di un intervento coordinato per rispondere efficacemente ai drammatici problemi esistenti. “L’HIV/AIDS ha prodotto il dramma dei bambini orfani”, ha dichiarato Peter Piot, Direttore dell’UNAIDS. “Questa crisi senza precedenti richiederà, nei decenni a venire, una risposta decisa e sempre maggiore, tanto a livello nazionale quanto sul piano regionale e comunitario”.

Il rapporto “Children on the Brink”, inoltre, esamina le cinque strategie chiave per fornire un aiuto adeguato ai bambini affetti da AIDS e insiste perché le risposte approntate non escludano gli altri bambini colpiti in varie forme dall’epidemia.

“Noi dobbiamo rispondere a queste statistiche di portata devastante affrontando le esigenze e difendendo i diritti tanto dei bambini orfani, quanto di quelli resi vulnerabili e i cui genitori sono ancora in vita”, ha affermato Carol Bellamy, Direttore Generale dell’UNICEF. “I paesi che registrano alte percentuali di bambini orfani a causa dell’AIDS hanno anche moltissimi bambini afflitti dall’epidemia, come quelli che hanno i genitori malati o che vivono in famiglie che hanno accolto al loro interno bambini rimasti orfani. Essi sono, in egual modo”, ha concluso Carol Bellamy, “deboli e vulnerabili”.

Alla conferenza stampa di Barcellona sono stati anche discussi i programmi che hanno registrato successi nel migliorare la condizione dei bambini colpiti dall’HIV/AIDS. “Le comunità che presentano alte percentuali di orfani necessitano urgentemente di aiuto”, ha dichiarato Anne Peterson, vice -amministratrice per la salute globale dell’USAID, il principale il contribuente di fondi per la lotta alla pandemia dell’HIV/AIDS.

L’organizzazione delle Nazioni Unite per la lotta all’AIDS (UNAIDS) porta avanti e rafforza una serie di interventi mirati a prevenire, a livello mondiale, la trasmissione dell’HIV, fornendo cure e assistenza, adoperandosi per ridurre il rischio di esposizione al virus sia dei singoli individui sia delle comunità e alleviando le conseguenze causate dall’epidemia.

L’UNICEF, l’agenzia delle Nazioni Unite che – grazie ai suoi 161 uffici sparsi in tutto il mondo – tutela i diritti e il benessere dei bambini e degli adolescenti, è in prima linea nella lotta alla diffusione dell’HIV/AIDS. Dal momento che l’AIDS colpisce prevalentemente i giovani, l’UNICEF ha posto la lotta all’HIV/AIDS tra le cinque priorità da realizzare nei prossimi anni. L’UNICEF, in particolare, si dedica alla prevenzione della malattia tra i giovani, alla prevenzione della trasmissione madre-figlio e a garantire le cure e il sostegno necessario a beneficio di tutti quei bambini che sono afflitti dal dramma dell’HIV/AIDS.

Per maggiori informazioni:
Ufficio stampa UNICEF, tel. 06 478092, Cell. 335 333077, e-mail press@unicef.it

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