Corso di fotografia presso l’Istituto Solaris dal titolo Fotografia e Spiritualità

Quest’anno sto frequentando un corso di fotografia presso l’Istituto Solaris dal titolo “Fotografia e Spiritualità”. Proprio io che, in tutta la vita, avrò scattato forse 10 foto e pure male. Ho scoperto però che mi piace molto cercare nel mondo esterno immagini che corrispondano al mio mondo interiore. E ancor di più mi piace, successivamente, lavorarle, trasformarle e migliorarle al computer utilizzando dei programmi ad hoc per questa funzione. Quindi non solo posso trovarmi in immagini esterne ma posso addirittura aggiustarle e renderle più coerenti e vicine alla mia immaginazione. Posso in qualche modo riparare laddove ho sbagliato e recuperare qualcosa che sembrava inutile. Posso, col mio lavoro e la mia volontà, trasformare quella parte dell’immagine e di me, che mi appartiene e mi rappresenta, fino a renderla ancora più bella e interessante, o meglio, più vicina a quella che io sono, a quello che io voglio. Con un click si può unire il mondo esterno con quello interno. Il mese scorso sono andata alla mostra di foto del National Geographic presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Il titolo della mostra era “Il senso della vita: lavoro, pace, amore, salute”. Come ho detto non sono un esperta d’arte, posso solo dire quello che mi piace, mi colpisce o anche solo mi sorprende. Ho visto foto molto belle che mi “chiamavano” e mi dicevano: “io sono questo, leggimi, guardami e pensa, cerca di vedere cosa voglio che tu veda, capisca”. Una, in particolare, nella sezione “amore” mi ha incantato e bloccato lì, davanti, a pensare e a “sentirmi”. Si tratta dell’immagine di un soldato, credo un marine, biondo, con la pelle chiara, alto e grosso, occhi chiari con gli occhiali, tutto in lui esprimeva forza, potenza, certezza, fiducia, tranquillità, era messo di profilo e teneva in braccio un bambino nero, piccolo, forse due anni di età, col volto in primo piano, che gli stava accoccolato addosso, con le braccia attorno al collo, lo teneva stretto, gli si affidava completamente, il suo viso era spaurito, atterrito anzi sconvolto. Sembrava che il bambino dicesse: “Aiutami, ho paura!” e il marine gli rispondesse: “Stai tranquillo, sei salvo, adesso ci sono io!” Questa foto mi ha scosso, emozionato e turbato.

Ci ho visto la mia parte oscura, frutto della mia fragilità, bisognosa di essere accolta, amata e rassicurata. Ma ho visto anche la mia parte luminosa capace di donare energia, vigore, tenacia, equilibrio e sicurezza. C’era la parte che dà e la parte che prende ed entrambe, mentre prendevano, stavano anche dando. L’amore come l’amicizia è fatto di reciprocità. E non solo l’amore per gli altri, anche l’amore per se stessi deve nutrirsi di ciò che possono fare le nostre parti interne. Possiamo anche dire che l’amore, in pratica, è la sintesi di queste nostre parti che alternativamente esprimono quello che siamo veramente, senza amputare niente di noi stessi. Se accetto me stessa così come sono mi creo uno spazio di libertà dove posso esprimermi autenticamente e posso anche imparare ad accettare gli altri. Con accettazione però non intendo dire che devo adattarmi alle situazioni così come vengono, in modo statico ed ineluttabile, prestabilito o inevitabile. Per me significa: prendere consapevolezza di tutte le mie parti, comprendere con amore la mia personalità con tutte le sue sfumature impegnandomi ad esaltare le mie doti e capacità, e insieme cercare di trasformare le mie parti negative cercando di utilizzarne l’energia, che contengono, per creare bellezza.

Non solo, ogni accadimento, ogni ostacolo che la vita pone sul mio cammino devo considerarlo un’occasione per fare un ulteriore passaggio di crescita, di trasformazione, fino ad arrivare al momento in cui riesco a ringraziare quella difficoltà, quello scoglio che mi ha permesso di migliorare me stessa, di superarmi e giungere a un traguardo che in condizioni di normalità non avrei mai preso in considerazione.

Io credo che la bellezza è fatta di fragilità e di forza, di ostacoli e soluzioni creative, di colori scuri e colori chiari, di molteplicità e diversità, di paura e di coraggio, di solitudine e di coralità, di marines e di bambini indifesi!

Foto di Joel Sartore, Florida – USA – dalla mostra “Il Senso della vita”, National Geografic, 2012

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