Scene e retroscene dello shopping compulsivo

Non mi piaccio, non vado bene, e poi stasera c’è anche quella cena…. Quante volte ci siamo trovate in questa situazione? E quante volte abbiamo pensato bene di risolverla comprando un vestito nuovo? Voglia di sentirsi belle, desiderio di cambiamento, bisogno di sentirsi all’altezza, voglia di gratificarsi. Decidere di entrare in un negozio e comprare un vestito nuovo può essere davvero la svolta che stiamo cercando. Il corner, il camerino e lo specchio possono essere la cornice più interessante che una donna possa desiderare. Ed è proprio lì che comincia la favola. Il vestito giusto per sentirsi bene, per essere adeguata, bella, elegante, seducente, protagonista, trend… sorridente perfino alla cassa. Il vestito diventa strumento di soddisfazione, gratificazione, sicurezza. Attenzione però, l’incantesimo è molto sensibile, usciti dal negozio meglio non chiedere consigli a mariti, amiche, madri o conoscenti vari, potrebbe essere imprudente, solo noi possiamo capire la totalità del momento.
Purtroppo però arrivati a casa già nel nostro armadio può iniziare comunque il boicottaggio che si esprime al meglio nella cena e nel dopocena, cenerentola si trasforma nella piccola fiammiferaia e non vede l’ora di andare a comprare un altro vestito nuovo.

Cosa si nasconde dietro questo bisogno? Abbellire il nostro corpo, curare il nostro look, nutrire la nostra femminilità, e perché no, essere al passo con la moda è sicuramente un modo per prendersi cura di se stessi, ma questo non basta, non è sufficiente comprare l’abito di cui abbiamo bisogno. L’illusione è che “mettendo a nuovo” il nostro corpo si possa riuscire a vestire anche la nostra anima, e comprando uno, cento, mille vestiti si possa mettere a tacere la nostra inadeguatezza, che tanto ci tortura. E’ molto importante curare il proprio aspetto e desiderare di apparire belli fuori; ma per sentirci belli dentro, adatti e opportuni, è necessario uno sforzo maggiore. Il mancato amore per noi stessi e il vuoto che ci può risuonare dentro possono essere troppo forti e lo shopping, anche quello più compulsivo, resta solo un breve momento di gloria. Disinnescare quel pensiero automatico di non andar bene, di non piacere a se stessi, e tanto meno agli altri, significa mettere in moto una capacità diversa da quella di sapersi comprare un vestito, una capacità che richiede una decisione più forte, necessaria per poter creare quella bellezza nel nostro corpo che vada di pari passo a quella della nostra anima, una bellezza intima e duratura capace di farci andare oltre il bisogno di comprare un semplice vestito nuovo.

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