Erbe cinesi nell’allergologia

Alcune recenti osservazioni cliniche hanno richiamato l’interesse dei diversi settori specialistici (allergologia, dermatologia, pediatria), sull’impiego di preparati erboristici cinesi in corso di patologia allergica sia cutanea che respiratoria.
Nel periodo 1995-1997 abbiamo condotto, in collaborazione con il Laboratorio di Analisi Chimico-Cliniche della ASL04 de L’Aquila, la Divisione di ORL dell’Ospetale di Popoli ed il Servizio ORL della Casa di Cura Convenzionata Sanatrix, due diverse ricerche relative, la prima alla dermatite atopica, la seconda alla rinite allergica, applicando un modello aperto con reclutamento sequenziale e sviluppando due studi che sono risultati di interesse pratico in base ai risultati ottenuti.

La ricerca sulla dermatite atopica è stata presentata nel maggio del 1996 al Congresso Annuale della sezione Laziale-Abruzzese della Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Clinica ed è comparsa, come abstract, sul supplemento al N.1 del 1996 dell’European Journal of Allergology and Pharmacology. Invece lo studio sulla rinite alergica è stato presentato al Convegno di Aggiornamento della Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Clinica svoltosi in collaborazione con l’Istituto Mario Negri Sud, nel maggio 1997.

DERMATITE ATOPICA
La nostra ricerca ha riguardato un gruppo di 20 bambini di età compresa fra gli 8 ed i 13 anni, 12 di sesso femminile ed 8 di sesso maschile, con gradi medio-gravi di eczema costituzionale. Tutti i genitori erano stati informati dello scopo dello studio e delle caratteristiche del preparato in sperimentazione. I dati raccolti durante la ricerca sono depositati presso il Centro Allergologico della ASL 04 de L’Aquila. A differenza di altre formule erboristiche cinesi impiegate in corso di eczema costituzionale la formula da noi utilizzata (brevetto Lao Dan srl, Milano) non conteneva piante potenzialmente tossiche (1,2), era formulata in estratto secco concentrato molto idrosolubile e pertanto risultava di discreta palatabilità e facile assunzione.

Tutti i bambini inclusi presentavano fasi floride di patologia da un minimo di 5 ad un massimo di 12 giorni (media 13,5 giorni), ma nessuno era stato sottoposto, da almeno due settimane, a terapie sistemiche antistaminiche, cortisoniche o antidisreattive. Nove di essi avevano applicato sulle aree di eczema topici steroidei (idrocortisone butirrato, mometasone, clobetazolo), ma, per almeno cinque giorni prima dello studio, tale topici erano stati sospesi. Lo studio ha avuto la durata di un mese con controlli settimanali (T0-T4) sia clinici che ematochimici (ECPs, IgE totali). Nessun paziente è uscito dallo studio e non si sono mai registrati fenomeni di intolleranza gastrica o sistemica (rallentamento, snnolenza, cefalea, ecc.). I più comuni parametri chimico-biologici (emocromo con formula, transaminasi, bilirubina, gamma-gt, fosfatasi alcalina, protidogramma, creatinina, esame urine) non ha subito variazioni dalla norma con due controlli all’inizio ed alla fine della terapia. La Tab.1 è relativa all’andamento degli scorad clinici ed è basata sulla valutazione di gravità numerica proposta dall’European Task Force on Atopic Dermatitis nel 1991 (1,5).

I valori derivano dalla formula generale: A/5.*B/2+C dove A rappresenta la percentuale dell’area cutana colpita (secobdo la formula del 9 di Wallace modificata per l’infanzia), B la somma dei sintomi obbiettivi espressi da 1 a 3 (eritema, essudazione, edema, desquamazione, xerosi, lichenificazione) e C il valore (espresso in scale analogiche da 1 a 10) del prurito sia diurno che notturno. Il decremento è risultato significativo dalla fine della seconda settimana, ma un miglioramento del prurito riultava evidente dopo appena 4/5 giorni. Circa l’andamento dell’ECPs, che rappresenta una misura della flogosi atopica secondo vari AA (6), abbiamo registrato decrementi significativi (Tab.2) fin dal primo controllo e progressive riduzioni fino alla fine della terapia. Non si sono invece avute riduzione del livello di IgE totali circolanti, il che dimostra che il meccanismo d’azione dele piante impiegate (soprattutto ramlus Cinnamomi, Glycyrrhiza uralensis radix, Sophora flavescentis radix) è relativo alla liberazione di mediatori pre e neoformati a livello mastocitario. Anche se precedenti segnalazioni indicano una riduzione del CD23 e ni non abbiamo valutato le eventuali variazioni di interleuchine (2,4,8,10), riteniamo che l’azione principale risulti dall’effetto antiflogistico del ramuls Cynnamomi e della Glycyrrhiza uralensis (azione sulla idrocortisone desaturasi con incremento del cortisolo endogeno) (6) ed antiprostaglandina della Sophora (7).

Essendo poi tutti e tre i principi ricche di vitamina H1 (biotina), non si può escludere che sia essa la responsabile, attraverso un’attivazione co-carbossilasica, della normalizzazione della flogosi desquamativa e del miglioramento dei parametri di malattia (8). Soltanto studio più ampi nella numerosità e nella durata e con controlli dei rapporti CD4/CD8 potrebbero comunque portare a considerazione conclusive. Va aggiunto che tutti i pazienti da noi reclutati presentavano forme poco essudanti di eczema atocico (neurodermiforme, prurigo d Besnier) e molti AA ritengono che le formule vadano differenziate in rappoto all’espressione clinica (3). Pertanto, in futuro, andranno arruolate coorti con fasi diverse di dermatite atopica, al fine di valutare il range d’azione del preparato Lao Dan da noi sperimentato.

RINITE ALLERGICA
Il nostro studio ha riguardato l’impiego, come sintomatico, del principio erboristico cinese E Bu Shi Cao (herba Centipeta minima), formulato in estratto concentrato (rapporto estrattivo 5:1) prodotto dalla Lao Dan srl di Milano.

E Bu Shi Cao è un principio inserito fra quelli che “liberano la superficie”, più in particolare che combattono il “vento-freddo” (come Xin Yi, Gang Er Zi, Gao Ben, Fan Feng, Bai Zhi, ecc.). Diffuso in tutta la Cina è una Composita che si raccoglie a Maggio e Giugno (fio-ritura anticipata rispetto alla Ambrosia ed all’Artemisia sia vulgaris che absinthium). La pianta intera seccata al sole ha sa-pore piccante e natura leggermente tiepida. I meridiani destina-tari sono il Polmone ed il Fegato e le modalità d’azione: di-sperdere il vento, aprire gli orifizi, calmare la tosse, elimina-re il catarro e combattere il dolore. La clinica farmacoterapica attuale la indica nelle riniti con gonfiore della faccia e della testa e nelle rinosinusiti allergiche. In Cina la impiega come gocce nasali (al 20%) con cloromicetina (clorafenicolo) allo 0.2% in corso di rinopatie suppurative o produttive. In caso di segni rinobronchiali (tosse con espettorato fluido abbondante) la si usa in associazione con pericarpium Citri reticulatae e Pinella ternata. È usata anche nei reumatismi, nei morsi di serpenti ed insetti (azione antistaminica?) nelle enteriti e nelle dissente-rie.

È priva di tossicità e può essere usata (a 3 6 grammi die in decotto) per lunghi periodi di tempo. Sono stati arruolati venti pazienti di ambo i sessi, tutti affet-ti da oculorinite stagionale con ipersensibilità documentata (in vivo ed in vitro) per Graminaceae ed Urticaceae (Parietaria ju-daica e/o officinalis), divisi in due gruppi omogenei (dieci sog-getti ciascuno) il primo trattato, il secondo che non ha ricevuto alcuna terapia di fondo. Il gruppo trattato (Gruppo A) aveva un’età media di 33.5 anni ed il gruppo non trattato (Gruppo B) di 32.5. Sono stati esclusi soggetti con deviazioni settali, ipertrofia dei turbinati, sindromi rinobronchiali o in gravidan-za. Il periodo prescelto (in rapporto alle quote polliniche di significatività allergologica, mediante misurazione con ” Pollen-trap” Lanzoni VPPS 2000 e misurazione giornaliera) è stato da metà Aprile a metà Giugno 1996. E Bu Shi Cao era dato in polvere, sciolto in acqua, bis in diem dopo i pasti (colazione e cena) alla dose di 3 g die complessiva-mente. Entrambi i gruppi potevano assumere, al bisogno, spray topico na-sale a base di fluticasone proprionato e/o collirio con cromalin-sodico ed antistaminico.

I controlli clinici ed allergologici (tampone nasale e congiunti-vale,) sono stati eseguiti settimanalmente nei tre mesi dello studio, mentre gli esami chimico-clinici generali (SMA II) e spe-cifici (ECPs, IgE totali) ogni 15 giorni e per un totale di sei volte per ogni paziente. Naturalmente lo SMA II (Emocromo con formula., Transaminasi, LDH, HBD, gamma-GT, Bilirubina totale e frazionata, PT, PTT, colesterolo, Triglicerdi, Uricemia, Azote-mia, Glicemia, Esame urine con sedimento) sono stati effettuati solo nel gruppo A (attivo). Tutti i pazienti hanno tenuto un dia-rio giornaliero dei sintomi e dell’uso di farmaci topici. Nessun paziente è uscito dallo studio. Per quanto concerne gli “scores” clinici (a tre livelli: 0 assen-te; 1 lieve; 2 medio; 3 grave) si sono valutati sia i segni ocu-lari (dolore, lacrimazione, fotofobia) che rinologici (rinorrea, ostruzione, starnuti, iposmia). Il Gruppo A ha avuto un punteggio di 8 in Aprile, 10 in Maggio e 6 in Giugno; il Gruppo B di 7, 12, e 14. La valutazione del p secondo Wilcoxon ha indicato nette differenze fra i due gruppi (inf a 0.

01 a favore del Gruppo trat-tato). Per quanto concerne le giornate d’impiego dei topici sin-tomatici abbiamo registrato: Gruppo A 3 giorni in Aprile, 12 in Maggio e 10 in Giugno; Gruppo B 15 in Aprile, 18 in Maggio e 21 in Giugno (p inf. a 0.001). Il conteggio dgli eosinofili e basofili (conteggio doppio presso il Centro Allergologico e a cura del prof. M. Bologna della Cat-tedra di Patologia Generale I-Immunologia dell’Università dell’Aquila) nei secreti nasale e congiuntivale ha messo in evi-denza netta differenza (p inf a 0.05 in ambo i casi) a favore del Gruppo A. Significativa, anche, la variazione del livello (ra-dioimmunologico con metodo Alk-Abellò Cap-System) di proteina cationica eosinofila nel sangue (ECPs) (p inf a 0.02). Non si sono invece registrate variazioni significative nei due gruppi (p superiore a 0.05) delle IgE totali (metodica PRIST). Nessuna variazione dei parametri ematochimici d base si è regi-strata nel gruppo trattato e solo tre pazienti (33.3%), di cui 2 donne, hanno lamentato pirosi e nausea nei primo quattro-sette giorni di terapia. L’insieme di questi dati ci permette di affermare che il prepara-to E Bu Shi Cao Laodan è un principio dotato di incisiva azione antiallergica in sede oculonasale, maneggevole e privo di tossi-cità, capace di ridurre gli indici di flogosi immunoindotta.

Poichè non determina variazioni nelle IgE si può ritenere che esso agisca nella fase afferente (mastocitaria-basofilica ed eo-sinofila) della flogosi allergica. A differenza di altri trattamenti erboristici precedentemente da noi sperimentati (elicrisio, plantago, liquirizia, ribes, ecc.) non necesita di pretrattamento rispetto alla stagione pollinica ed alla insorgenza dei sintomi.

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