Trappola per l’anima

Vivere meglio

Nel libro Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, il romanzo di Robert Pirsig, autore scomparso soltanto qualche giorno fa, viene descritta la vecchia trappola indiana per le scimmie: la trappola consiste in una noce di cocco svuotata e legata a uno steccato con una catena.

Trappola

La noce di cocco contiene del riso che si può prendere infilando la mano in un buco. L’apertura è grande quanto basta perchè entri la mano della scimmia, ma è troppo piccola perchè ne esca il suo pugno pieno di riso. La scimmia infila la mano e si ritrova intrappolata, non da qualcosa di fisico, ma da un’idea: non capisce che un principio che fino a quel momento le è stato utile – “quando vedi il riso, stringi forte” – è diventato fatale.

Questo ciò che accade anche a noi primati della specie umana.

Il meccanismo coinvolto, ad un livello superiore, è quello dei nostri bisogni vendicativi e dell’orgoglio.

Quando c’è di mezzo ciò che è giusto e la nostra ‘sacrosanta ragione’, specialmente rispetto a dei torti subìti, ciò che ci accade è molto simile alla vicenda della piccola scimmietta intrappolata e senza via di scampo.

Pensiamo al contesto lavorativo, alla relazione di coppia, ai vissuti familiari o, molto più banalmente, alla prepotenza in agguato durante la paziente attesa in coda all’ufficio postale.

Molte situazioni ci fanno davvero arrabbiare, le riteniamo ingiuste e aggressive.

Sono 2 le risposte che ci dà in questo caso la Cosmo-art:

1) chiedersi quale nostra parte aggressiva (spesso rivolta a noi stessi) la situazione materializzata all’esterno ci sta facendo vedere;

2) interrogarci se valga davvero la pena rimanere intrappolati nella rabbia e nel bisogno di giustizia/vendetta che richiede molte energie a fronte di uno scarso ritorno.

In fondo vale sempre il vecchio adagio mercuriano “decidete di fare le vittime oppure di fare gli artisti della vostra vita?“.

E vi assicuro che ad ogni angolo di strada delle nostre piccole o grandi vicissitudini quotidiane la vita ci propone questo bivio fondamentale.

Fare le vittime e lamentarsi o meditare scenari di vendette apocalittiche ci condanna al palo del malessere, della negatività e dei pensieri distruttivi.

Fare gli artisti ci dona l’opportunità di scegliere pensieri costruttivi, di decidere di porre le nostre migliori energie al servizio del nostro progetto di realizzazione profonda di noi stessi e non averne altre per arrovellarci inutilmente.

Al di là di teorie complesse o di percorsi formativi che richiedono un certo impegno la Cosmo-art fornisce utili strumenti quotidiani per affrontare le nostre ‘trappole‘ per scimmie ostinate.

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