Le nuove misure contro congestione e inquinamento nel Libro bianco sui trasporti della Commissione europea. E intanto il Cnr studia il motore trasparente

Trasporti europei più sostenibili entro i prossimi dieci anni. E’ questo l’obiettivo principale del Libro bianco della commissione Ue sui trasporti, che prevede una serie di misure da intraprendere da qui al 2010 per migliorare la rete dei collegamenti, per soddisfare la domanda crescente di mobilità e allo stesso tempo tenere d’occhio i problemi ambientali legati soprattutto all’inquinamento atmosferico e al rumore.
I problemi da risolvere
Il settore dei trasporti rappresenta sempre più un comparto strategico dell’economia. Ha un fatturato di circa mille miliardi di euro, pari a oltre il 10% del pil europeo, e impiega oltre 10 milioni di persone. Il parco macchine, inoltre, è aumentato di oltre 30 milioni di unità all’anno dal 1970 a oggi. Nonostante questi cambiamenti, i mezzi in campo non sono ancora in grado di offrire servizi adeguati. Risultato? Sono in continuo aumento i problemi legati alla congestione, alla sicurezza e al degrado ambientale. La congestione, in particolare, investe le aree urbane e la rete dei collegamenti transeuropea, coinvolgendo il 10% dei trasporti su strada e il 20% di quelli ferroviari, e porta a ritardi in media di 15 minuti per il 30% dei voli che collegano i grandi aeroporti.

E la situazione è destinata a diventare sempre più critica: le previsioni per il 2010 parlano di un incremento della mobilità passeggeri del 24% e del trasporto di merci del 38%, con effetti disastrosi soprattutto per l’equilibrio ambientale. I consumi energetici del comparto trasporti contribuiscono per il 28% alle emissioni di gas serra (l’84% attribuibile al trasporto su strada). E, se non si interverrà, nel 2010 raggiungeranno il 50%. Un altro fronte critico è quello della sicurezza dell’approvvigionamento: i trasporti infatti dipendono al 98% dal petrolio, il 70% del quale di importazione, per un consumo di 1,9 miliardi di litri di combustibile. Non va inoltre sottovalutato il problema dell’inquinamento acustico, oggetto di una strategia europea di settore.
Cosa fare entro il 2010
Interventi sulle tariffe, valorizzazione dei trasporti alternativi e mobilitazione di finanziamenti privati per sviluppare le reti transeuropee. Sono alcune delle misure contenute nel piano di azione di qui al 2010, che propone una ricetta fondata sul soddisfacimento dei bisogni dei cittadini: quelli legati alla mobilità e all’efficienza, ma anche quelli connessi alla qualità ambientale e urbana.

La Commissione europea prevede anche un nuovo approccio ai trasporti urbani che impegni i governi locali a conciliare la modernizzazione dei servizi pubblici e la razionalizzazione del ricorso alle auto private. E raccomanda anche di garantire un innalzamento della qualità dei servizi a fronte dell’aumento dei costi sempre più elevati connessi alla mobilità. Queste misure dovranno tuttavia inserirsi nella strategia di insieme dello sviluppo sostenibile, integrandosi nelle politiche economiche e nelle azioni di gestione del territorio, per evitare di dare vita a una pianificazione urbana squilibrata che indurrebbe a un crescente bisogno di mobilità. Inoltre, si dovrà pianificare una profonda revisione dei tempi di lavoro, di spostamento e di ricreazione. Il Libro bianco prevede dunque la redazione di programmi nazionali armonizzati in tutti gli stati europei e la messa a punto di interventi per favorire la produzione e la commercializzazione di veicoli e carburanti a basso impatto ambientale. Il documento detta infine le regole per lo sviluppo di un sistema di certificazioni ambientale per il controllo delle emissioni, del rumore e della sicurezza.

sia sulle emissioni che in materia di sicurezza e di lotta al rumore, che abbiano sì carattere nazionale e regionale, ma che possano vincolare i sottoscrittori anche al di fuori dei confini nazionali.
Prove tecniche di ecologia
L’Italia sta già facendo la sua parte. A Milano ha finalmente debuttato il car sharing, il nuovo servizio creato da Legambiente in collaborazione con il Touring Club Italiano che prevede l’uso di automobili in multiproprietà, previo pagamento di una quota associativa di 100 euro all’anno (circa 200mila lire). Con l’auto in car sharing vengono ridotti innanzitutto i problemi di parcheggio, nonché tutte le incombenze legate all’auto di proprietà (bollo, pratiche assicurative, manutenzione, ecc.): l’auto verrà sempre fatta trovare nel parcheggio convenzionato pronta per l’uso con notevole risparmio di tempo e di stress. Ogni volta che vorrà procurarsi un’auto in car sharing l’utente associato dovrà solo fare una telefonata al call center e prenotarla per tutto il tempo per cui ne ha bisogno. A questo punto l’utente potrà andare a ritirare l’auto presso il parcheggio convenzionato, dove la riconsegnerà al termine dell’utilizzo.

In questo modo un’unica auto nell’arco della giornata viene utilizzata da più persone, in momenti diversi. La benzina è prepagata e, in caso di bisogno, sull’auto è disponibile una “carta di credito carburante” intestata a Milano Car Sharing per fare rifornimento. Le auto sono sempre marchiate con il Bollino Blu, garanzia di basse emissioni. In più alcune sono dotate di un sistema di navigazione satellitare e sono quindi ideali anche per gli abitanti temporanei, che non hanno grande familiarità con le vie cittadine o con le strade extra-urbane italiane. Si tratta di un servizio innovativo che produce notevoli benefici ambientali e sociali nonché ragguardevoli risparmi (in termini economici e di tempo) per i singoli individui.
Un motore trasparente
Progressi in corso anche dal punto di vista scientifico. L’Istituto Motori del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli ha infatti presentato un motore a combustione termica “pulito”. Grazie al rivoluzionario progetto che stanno mettendo a punto i ricercatori, si potrebbero presto avere dei motori “trasparenti”, per ottimizzare i processi termofluidodinamici che producono le emissioni inquinanti.

Il motore del futuro, a iniezione diretta “common rail”, potrebbe così competere con i propulsori a idrogeno, considerati oggi l’unica alternativa ecologica alle vetture tradizionali. Lo studio del Cnr – presentato nel settembre scorso a Capri alla “Settimana del veicolo a zero emissioni” – si basa sulla diagnostica ottica della combustione, che consente da un lato di approfondire i meccanismi di base della formazione della miscela, della combustione e della formazione delle specie gassose (NO) e dall’altro di determinare le particelle di particolato di dimensioni nanometriche, considerate altamente inquinanti e cancerogene e presenti anche nei motori più evoluti.

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