Influenza: il falso e il vero verde

Con l’arrivo del freddo si attendono le manifestazioni respiratorie e digestive dell’influenza. Quella di quest’anno si chiama Solomone (dalle isole che sono state individuate come il punto d’origine dell’epidemia) con sintomi ed intensità simili a quelli dello scorso anno ed attesa di interessamento più alto nei bambini, mentre anziani e adulti godrebbero di un certo numero di anticorpi già prodotti dalla passata influenza e pronti quindi alla difesa. Il Ministero della Salute e l’OMS raccomandano i soliti rimedi: stare al caldo, non affaticarsi, non uscire, bere molto (soprattutto spremute di agrumi), mangiare leggero, non far uso di antibiotici (se non in caso di complicanze) e usare, in caso di febbre alta, antipiretici. Per i patiti dei rimedi naturali si possono consigliare, in aggiunta, alcune tisane o altri rimedi naturali. Aglio, Echinacea e miele sono i rimedi più sicuri, a patto di usarli con cautela. Sono possibili, infatti, effetti indesiderati su pressione arteriosa, frequenza cardiaca o, in soggetti predisposti, reazioni allergiche.

In caso di tosse è possibile assumere, come decotto, la seguente formulazione: potentilla, ansrina e argentina, mentre decotti a base di mirtilo per forme intestinali con nausea, vomito e diarrea. Per ridurre la febbre e decongestionare le vie aree è possibile usare un infuso di foglie di eucalipto, però pericolose nei portatori di allergie ai pollini di graminacee. Ma attenzioni ai rimedi, anche naturali, fai da te. Anche le piante apparentemente nocque possono nascondere rischi o interagire con i farmaci assunti. In generale, i prodotti naturali, derivati dalle erbe, sono spesso preferiti perché considerati meno tossici dei farmaci tradizionali. Come invece già visto in passato su questa stessa rivista, essi non sono scevri da rischi e vanno prescritti dietro controllo medico. La tossicità o, comunque, la presenza di effetti collaterali sono caratteristiche considerate particolarmente negative quando si tratta di curare i bambini piccoli. Ecco allora che molti genitori, nel tentativo di dare sollievo immediato e senza rischi ai loro figli, ricorrono a preparati vegetali di dubbia provenienza.

In epoca di automedicazione sempre più incoraggiata questo articolo va controcorrente, ricordando che in tema di salute occorre sempre molta cautela. Ancora più precauzioni vanno prese quando si deve trattare con i bambini: più vulnerabili a eventuali effetti avversi a causa dell’età. Prima di affidarsi al fai da te sulla pelle dei figli sarebbe sempre meglio consultare un medico e non fidarsi dei prodotti che, per legge, non presentano in etichetta l’esatta composizione chimica. Sciocco è anche demonizzare sempre e comunque le vaccinazioni, indispensabili, invece, nei bambini, negli anziani, nei diabeti ed in altre categorie a a rischio. “Ove non vi siano controindicazioni di carattere medico, le vaccinazioni dovrebbero essere effettuate normalmente utilizzando vaccini testati e approvati in modo convenzionale”; questo è quanto afferma (con critica saggezza) l’Associazione britannica di Omeopatia a proposito delle vaccinazioni. Ciò nonostante è un dato di fatto che la diffusa diffidenza verso il ricorso ai vaccini vede i fautori delle medicine alternative come principali protagonisti.

A ulteriore conferma arriva uno studio canadese, pubblicato sulla rivista Pediatrics, dal quale emerge come i bambini trattati con terapie alternative siano quelli con i più bassi tassi vaccinali rispetto alla popolazione generale e siano, di conseguenza, anche quelli più esposti al rischio di malattie prevenibili. Va detto, infine, che la popolarità crescente della medicina complementare o alternativa (CAM) è un dato di fatto, ma per avere il polso del modo in cui il mondo scientifico l’ha accolta bisogna andare a leggere le pubblicazioni scientifiche. Perché un conto è il consiglio del vicino di casa, un altro sono le indicazioni date dall’esperto che si è formato in scuole specializzate e un conto è ciò che le riviste scientifiche ufficiali pubblicano, vale a dire la ricerca scientifica, clinica o di base. Le reazioni avverse a piante medicinali sono state più di 30.000 nel 2006 da parte dell’Istituto di Farmacovigilanza del Ministero della sanità, anche con alcuni casi mortali. Solo consultando un esperto ci si pone a riparo da tali gravissimi rischi. Solo per usare, come esempio per raffreddore ed influenza, l’echinacea, ricordiamo che essa può contenere alcaloidi pirrolozidinici epatotossici, i quali, agendo attraverso la deplezione di glutatione, possono aumentare il rischio di tossicità epatica specialmente in pazienti trattati con paracetamolo.

Referenze

Barnes J., Anderson L., Phillipson J.D.: Herbal Medicine, Ed. Pharmaceutical Press, London, 2002.
Di Stanislao C., Paioluzzi L.: Phytos, ed. MeNaBi, Terni, 2008.
Di Stanislao C., Paoluzzi L.: Vademecum ragionato di fitoterapia, Ed. MeNaBi, Terni, 2008.
Firenzuoli F.: Fitoterapia, Ed. Masson, Milano, 2002.
Giannelli L., Di Stanislao C., Iommelli O., Lauro G.: Fitoterapia comparata, Ed. Di Massa, Napoli, 2001.

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