Rabbia e Orgoglio: La via separati da se stessi e dagli altri

Il dizionario italiano ci propone almeno due significati principali della parola ORGOGLIO – Stima eccessiva di sé e dei propri meriti ( sinonimo di presunzione): essere pieno di orgoglio – Amor proprio, fierezza: lo hai offeso nel suo orgoglio Tendenzialmente la prima definizione viene percepita come un aspetto “negativo” di una personalità, laddove la seconda definizione é un attributo della personalità che ancora oggi é apprezzato da molti, se non da tutti.

A mio modo di vedere, la differenza é solo apparente. L’orgoglio é un sentimento che acceca e ci impedisce di vedere la Realtà. In preda a questo sentimento, credo di essere il sovrano della mia vita, il re del mondo, il piu’ bello, il piu’ intelligente, il piu’ veloce, il piu’……………….Credo di avere il potere assoluto e supremo; tutto ruota intorno a me, alle mie capacità, alle mie proprietà: in altre parole esisto solo IO. L’aspetto distruttore dell’orgoglio é subdolo, sovente nascosto nell’incoscio eppure ben evidente nelle attitudini della persona orgogliosa. Nell’orgoglio sono completamente staccato da me stesso, dalla mia essenza reale e dagli altri.

L’orgoglio puo’ convincermi, per esempio, che gli Italiani hanno piu’ qualità dei Tedeschi; puo’ far credere agli Americani di essere “i buoni” mentre Al Kaida rappresenta il male e naturalmente viceversa; puo’ impedire ai Palestinesi di vedere degli “esseri umani” in coloro che da sempre, per orgoglio, sono considerati dei nemici. L’orgoglio puo’ far dire al Milanese che é stanco di avere la città piena di “terroni” che rubano il lavoro e non solo quello; lo stesso sentimento puo’ indurre il napoletano o il meridionale in generale e sostenere che al Nord “non c’é sensibilità” e che solo la gente del Sud “ha il cuore in mano”! E via di questo passo!! L’orgoglio mi tiene separato dagli altri e dalla mia Essenza vera, da Dio (chiamatelo come piu’ vi conviene: Universo, Energia Vitale, Fonte ecc.). Con l’orgoglio niente é importante se non soddisfa le mie necessità e i miei bisogni: in altre parole nell’orgoglio i miei interessi sono sovrani anche a scapito degli altri. Nell’orgoglio vedo gli altri come in competizione per “avere” cio’ che desidero poiché so che anche gli altri desiderano le stesse cose: piu’ soldi, piu’ amore, piu’ interesse da parte degli altri, piu’ notorietà, piu’ riconoscimenti, ecc.

L’orgoglio é una conseguenza di una bassa stima di se stessi, é un mezzo per occultare quanto male pensiamo di noi stessi. L’orgoglio puo’ far nascere la paura, paura dell’altro, del diverso. Molto spesso notiamo che le persone “orgogliose” sono “disdegnose”, nel senso che “non legano” cosi’ facilmente con gli altri; tengono le distanze. “Se mi lascio andare, gli altri vedono quanto poco io valgo e non mi ameranno piu’, non mi considereranno piu’ come prima. Preferisco quindi creare IO subito una barriera, trincerandomi dietro l’orgoglio di essere il PDG di quella socià, oppure la moglie del deputato Tal dei Tali, la figlia dell’attrice Talaltra ecc.” Allorché sono nella torre dell’orgoglio, e non ne sono cosciente, mi sento protetta, mi sento invincibile, tutto mi é permesso, tutto mi é dovuto e posso continuare a vivere in questo stato d’incoscienza per tutta la vita senza pormi alcuna domanda. Puo’ succedere pero’ che, per cause varie, qualcosa nella mia vita si svolga in modo differente da quanto io avevo programmato. Vi porto un esempio tratto dalla mia esperienza. Un giovane avvocato, nato e vissuto in una famiglia dell’alta borghesia che gli ha permesso di frequentare le migliori scuole, arriva ad essere assunto da uno degli studi piu’ in vista della sua città.

Orgoglioso e, apparentemente felice, organizza una festa durante la quale incontra una giovane, splendida e ben conscia della sua avvenenza. I due si piacciono poiché ciascuno ha qualcosa che l’altro ambisce: lui vuole una bella donna rappresentativa per la sua carrira e la sua vita sociale – l’amore ed i sentimenti che possono legare una coppia per l’eternità non fanno parte di cio’ che lui vuole ORA, sono degli optionals – ; lei cerca una sistemazione familiare che le permetta di essere tranquilla per il resto della sua vita senza doversi troppo impegnare. Anche per lei, in quel momento – amore e sentimenti non sono la priorità. Si frequentano, si parlano con chiarezza sulle loro intenzioni e si sposano. Un anno piu’ tardi, lei si innamora di un giovane cameriere. Chiarisce le sue intenzioni al marito e chiede il divorzio. Due giorni dopo, la prima pagina dei giornali riporta un avvenimento di cronaca nera a Montecarlo: in un eccesso di rabbiosa gelosia, giovane marito spara sulla conserte che é ricoverata,in coma, all’ospedale. Esempio un po’ estremo se vogliamo, ma l’orgoglio deluso nelle sue aspettative puo’ portare alla rabbia ed alla violenza.

“IO, il piu’ grande, il piu’……….come posso accettare che le cose non vadano come IO ho deciso?” La rabbia, come voi tutti sapete é in effetti una malattia contagiosa contratta da un canide che puo’ essere trasmessa all’uomo attraverso una morsicatura. Il nome scientifico della rabbia é idrofobia, “fobia, paura dell’acqua” poiché uno dei sintomi dell’animale contaminato é appunto l’impossibilità di avvcinarsi o ingerire dell’acqua. Spingendomi in po’ piu’ lontano nell’analisi etimologia di tutto cio’, vorrei condividere con voi quanto segue. L’acqua secondo i Romani era definita “res ad quam omnia vita generietur” (chiedo venia ai puristi del latino, ma riporto la frase a memoria), “cio’ da cui tutto prende vita”. La rabbia é quindi quel sentimento che mi impedisce letteralmente di “vivere”. La rabbia é la paura della vita: benché essa esploda, piu’ o meno apertamente e a volte fisicamente, la rabbia altro non é che la manifestazione dell’implosione dell’individuo che non ha alcuna fiducia nella Vita. L’individuo “muore dentro” ogni volta che la rabbia si mpadronisce di lui.

Deluso nelle sue aspettative orgogliose, non sa e non vede che la Vita é perfetta esattamente cosi’ come si presenta attimo dopo attimo. Non puo’ fidarsi che di se stesso e quindi reagisce con rabbia contro quella Vita che non gli da’ cio’ che lui ha programmato; che non gli permette di raggiunere cio’ che lui ha deciso. Quella rabbia ha bisogno di una sorta di “capro espiatorio” e di conseguenza l’individuo deluso nel suo orgoglio scarica la sua ira su moglie, figli, colleghi e tiene propositi “omicidi” verso il capoufficio, il governo, il vicino di casa e tutto quanto possa, nella sua cecità incosciente, essere responsabile dei “fallimenti” e degli “schacchi” di cui lui stesso é all’origine. Orgoglio e rabbia vanno sottobraccio nella vita degli infelici di oggi fino a quando non scopriranno l’altro versante di questa pazzia. Allorché scopro che posso essere grata alla Vita per cio’ che la Vita é, per cio’ che io sono e cio’ che ho, sono nella gioia perfetta: l’orgoglioso arrabbiato puo’ allora divenire un testimone che con gratitudine ringrazia la vita e ne gode le gioie eterne.

Un ultimo “pensierino della sera”. Se siete in collera e non amate come vi sentite, non cercate di calmarvi a tutti i costi. Inviate un pensiero di gratitudine a questa emozione cosi’ condannata poiché attraverso la sua presenza, se lo volete, potete ritrovare la gratitudine, la pace ed infine Dio.

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