Per guardare in profondità una scrittura, considerandola anche come un test proiettivo della personalità

sono sempre fondamentali le riflessioni di Max Pulver, filosofo e grafologo svizzero di inizio secolo (La simbologia nella scrittura, Torino, Boringhieri, 1983). Egli esamina i quattro grandi simboli spaziali dell’immaginario occidentale: alto, basso, sinistra, destra – e ne vede quindi le suggestioni opportunamente applicabili alla grafologia. ALTO Tendere in alto, puntare in alto, le cose più alte, l’alto dei cieli… E’ la dimensione delle aspirazioni (nella gamma che può svariare fra adeguata dignità di sé, orgoglio, vanità, velleitarismo), del pensiero e dell’intuizione, della spiritualità. Un grafismo prolungato in alto, sopraelevato, ascendente… ci orienterà verso tali interpretazioni – che solo l’osservazione accurata di tutto l’ambiente grafico saprà specificare meglio. BASSO Stare con i piedi per terra, essere terra terra, essere di animo basso, i bassi istinti… E’ un simbolo complesso ed ambivalente: parla di realismo e realizzazioni concrete, del rapporto col mondo della materia, dell’arte, di istintualità e sessualità. Un grafismo prolungato in basso, con la zona inferiore affondante, gonfia, più o meno risalente sul rigo ci darà indicazioni su questa importante sfera della persona.

Ma ovviamente il grafismo non è solo zona superiore ed inferiore – centrale è la ZONA MEDIA, vero corpo della scrittura. Essa rappresenta l’Io dello scrivente, il suo Principio di Realtà – mentre si può facilmente intuire come la zona superiore raffiguri il Super-Ego (o l’Ideale dell’Io o l’Io Ideale) e quella inferiore l’Inconscio sommerso. SINISTRA Le nostre scritture occidentali si svolgono da sinistra a destra (contrariamente ad esempio a quelle semitiche): la sinistra è allora il punto di partenza, il passato, l’infanzia, specie la più remota. C’è distacco maturo o legame ancora sofferto? Il passato è punto di partenza, trampolino di lancio o blocco che trattiene? Il margine di sinistra, i gesti regressivi, il rovesciamento della scrittura ci daranno importanti indicazioni, sempre da interpretarsi non meccanicamente ma nell’accordo o disaccordo rispetto a mille altri elementi. DESTRA La destra è allora ciò verso cui il filo grafico si dipana: l’altro, il futuro, l’ignoto… Una scrittura inclinata, protesa ad occupare il margine destro, progressiva, filiforme… ci dirà molto sullo slancio propulsivo dello scrivente. Nella grafia di Alberto Einstein si può notare un’intensa valorizzazione della zona destra: la scrittura è infatti inclinata, progressiva, rapida. Tutta protesa verso l’alto è la grafia di questo giovane dalle grandi aspirazioni e dal Super-Ego esigente.

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