Come rispondere ad una richiesta sessuale non gradita

Per molti il sesso è divenuto inflazionato: se ne parla troppo, se ne vede troppo e questo inibirebbe il desiderio e l’eccitazione tipica del rapporto sessuale. Ma … vedere tanto sport in TV non spinge i tifosi a seguirlo con sempre maggior accanimento? Il parlare così frequentemente di diete non fa sì che se ne segua almeno una nuova al giorno? Il tanto parlare di lotto e super- enalotto non ci ha fatto tentare la fortuna almeno una volta? Se tutto ciò è vero siamo fuori strada: non è il parlarne tanto o la troppa offerta che inibiscono il desiderio sessuale. Un recente sondaggio rivela che una donna su tre non prova alcun desiderio sessuale. Lo stesso problema lo ha un uomo su sei. Il 45% dei giovani tra i 18 e i 25 anni ritiene la verginità un valore importantissimo. Il 60% delle donne non prova l’orgasmo e molte di queste preferiscono evitare il rapporto. Conclusione: oggigiorno si fa meno sesso e molti si troveranno nella scomoda posizione di dover dire “NO, GRAZIE”. Fuma? No,grazie. Qualcosa da bere? No, grazie. Sesso? veramente avrei un’emicrania, anzi no è che dovrei rientrare e poi mio padre non sta bene e inoltre…
Ma perché è così difficile? No,grazie! Non mi va.

Per molte persone dire di no è qualcosa di veramente difficile che addirittura porta ad uno stato di ansia molto elevato con tachicardia, sudorazione, talvolta momentanea balbuzie.
In linea di massima la difficoltà è nel rifiutare una persona che ci sta accettando che ci sta corteggiando che “ci vuole bene”. Una persona che non vorremmo deludere e alla quale (anche nel giro di poche ore) ci sentiamo terribilmente attaccate. La paura potrebbe essere quindi la solitudine. Perché non riusciamo a dire di no? «Sto imparando dove inizio e dove finisco. Sto imparando in che misura cedere alle persone che non amo e in che misura a quelle che amo»

In psicologia si parla spesso di barriere o di frontiere personali. Una frontiera è per definizione, un luogo dove termina un territorio per lasciare spazio ad un altro. Le nostre frontiere sono gli spazi che ci separano dagli altri, ci identificano,ci confinano. “Influiscono su quello che pensiamo di noi e sul modo in cui ci mettiamo in relazione con gli altri. Rappresentano le linee divisorie psicologiche tra noi e gli altri.

Sono importanti perché ci permettono di mantenere un sano senso di noi stessi come individui diversi dal resto. Questo é il senso di identità. Un senso di identità che i figli imparano ben presto se vivono in una famiglia funzionale. Senza questo senso non è possibile raggiungere ne mantenere un equilibrio o mantenere i propri valori e i propri obiettivi nell’impatto con le influenze e le emozioni degli altri. In molte famiglie però le frontiere non esistono, non esiste privacy, non esiste intimità, non esiste individualità. Dove non ci sono frontiere non c’è individualità. E’ per questo che molte persone, spesso, non sanno di chi sono i sentimenti che provano.

Il no che dobbiamo ma non vogliamo dire
Ci sono casi in cui non riusciamo a dire no perché è si che vorremmo dire, ma qualcosa ci blocca. Spesso l’educazione ricevuta ci porta ad aderire a dei valori anche morali, che non condividiamo ma appartengono a chi ce li ha trasmessi. Accettarli ci da un senso di appartenenza: ad una famiglia, ad un gruppo ad una società e ci fa sentire protetti. Trasgredire e non sottostare alle regole implicite in questi valori ci farebbe sentire in colpa e “distaccati”.

In campo sessuologico, può capitare, di non riuscire a dire di no ad una situazione che intimamente ci intriga ma che i “nostri valori” ci impediscono di accettare. Da qui il conflitto. Ad esempio chi ci chiede un approccio sessuale è:
– un parente
– un amico del partner
– una persona sposata
– una persona molto più anziana
– una persona molto più giovane
– un sacerdote

Il senso di colpa
Dire di no non è difficile solo in campo sessuologico.
Per molti è difficile dire di no ad un superiore, ad un amico che chiede un prestito, a qualcuno che chiede un favore. Ci sentiamo in qualche modo in colpa, quasi in debito, verso questa persona. Il senso di colpa è la motivazione principale per la quale non riusciamo a “declinare l’invito”. Accettare sembra il modo migliore per “pagare il debito”.

La paura
La paura dell’aggressività dell’altro spesso ci porta ad accettare qualsiasi sopruso. L’altro potrebbe essere anche il partner addirittura il marito di chi non sa dire di no senza temere minacce o percosse.

Il no non verbale
Ci sono casi in cui non è necessario dire di no con le parole.

Sono quei casi in cui è il nostro corpo a parlare per noi: la postura, il modo di sedersi di fronte all’altro, il modo i cui ci si guarda o si evita il più possibile gli sguardi. Questo qualche volta può portare ad errori di valutazione: pensiamo di essere stati chiari di aver fatto “capire” all’altro quale è la nostra posizione. L’altro invece, potrebbe non aver compreso il nostro messaggio e il fraintendimento può diventare la causa di un “tacito consenso”.

Quando é un uomo a dire di no
Per un uomo è forse più difficile dire no ad una donna che fa delle avances. Ma i motivi forse sono più semplici e immediati. Innanzitutto l’imbarazzo di risultare poco virile o … poco pratico, poi la paura di offendere la donna. In un uomo l’accettare una situazione senza averla scelta e quindi non desiderata porta poi spesso ad inevitabili disagi sessuologici:
– mancanza di erezione
– difficoltà di erezione
– difficoltà nel raggiungere l’orgasmo
– incapacità di raggiungere l’orgasmo.

Non va dimenticato, tuttavia, il ruolo di cacciatore che l’uomo nel corso degli anni ha avuto e che ha sempre cercato di mantenere.

Per un uomo scegliere una donna è decidere di volere quella donna. Essere scelto è simile a perdere una grossa fetta di potere, essere scelto è uguale ad essere preda, quasi vittima della situazione. Vista in quest’ottica è quasi normale che questa situazione piaccia di meno.

PER NON AVERE DIFFICOLTA’ A DIRE NO
Imparare a farsi corteggiare selezionando i partner senza sentirsi nella situazione di dover accettare comunque tutto ciò che ci viene offerto. Diventare più selettivi aiuta anche a crearsi dei confini, cercando di suddividere ciò che è piacevole da ciò che accettiamo passivamente. E’ importante, inoltre, prendere coscienza del proprio valore. Sapere che valgo e sapere quanto valgo. Questo vuol dire aumentare il livello di autostima. Valorizzare i punti forti, mimetizzare i punti deboli può aiutare a togliersi la soddisfazione, almeno solo una volta di dire “NO, assolutamente NO!!!”.

LE PAROLE PER DIRLO
Per la persona molto timida può andare bene:
“No, grazie non è il momento”
“Ma quanto corri … così non ti seguo!”
“No, ora non potrei mi imbarazzo troppo”
“Succederà ma quando avrò smaltito la pancetta!”

Anche ammettere il proprio imbarazzo o la propria reticenza è un’arma vincente.

La persona più forte potrà optare per: “Cosa ti fa pensare che mi vada?” “E se … fossi ancora vergine e volessi restarci?” “Mi piaci da morire ma … tempo!” o addirittura “Lo faremo ma quando sarò io a chiedertelo!”.

Fonte: A.I.S.C. – sessuologiaclinica.net

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