Qualche cenno sulla depressione tra i bisogni di amore e le difficoltà di affermazione personale

Dobbiamo distinguere in via preliminare tra il sentirsi talvolta un po’ giù di tono e sentirsi in maniera costante, continuativa nel tempo, apatici, stanchi, senza interessi, pensare che niente vale la pena di essere vissuto o fatto, talvolta essere in preda al pianto senza apparente motivo, continuare le proprie attività di vita con grande sforzo. Nella malattia Depressiva Maggiore infine il tono dell’umore depressivo, costante e continuativo crea una paralisi di quasi tutte le attività della persona per periodi piuttosto lunghi di tempo. Tante persone vivono l’esperienza si sentirsi più tristi proprio in corrispondenza del periodo Natalizio, ma ciò risulta comprensibile se consideriamo che il Natale è la festa degli affetti per antonomasia.

In questo periodo si possono acuire quindi i nostri bisogni di amore e tornare alla ribalta le insoddisfazioni ed i dolori relativi all’amare ed al sentirsi amati. Ma questo implica che siamo affetti da un disturbo depressivo? Per tentare di chiarire il rapporto tra i bisogni di amore insoddisfatti ed il complesso di emozioni che gira intorno al sentirsi depressi mi riferirò al caso di un mio paziente.

Per i problemi di privacy non lo descriverò se non per questa frase, da lui riferitami poco tempo fa, che fa molto riflettere e mi sembra illuminante del problema che andiamo ad affrontare. Stavamo parlando di un rapporto iniziale con una ragazza che a lui piace molto ma è incerta se corrispondere o meno al suo amore. Amareggiato mi disse: “ Da sempre ho cercato di fare di tutto per farmi amare: a parte la mia disponibilità a risolvere i problemi dell’amata, cercavo di ottenere migliori risultati nel campo lavorativo, avere la macchina più bella e più soldi, sperando così che avrei avuto maggiori probabilità di essere amato!” Naturalmente le sue aspettative di amore erano state in passato regolarmente deluse, allora lui si sentiva triste, apatico, incapace e non aveva più desiderio di lavorare o avere successi in campo professionale..

Perché?
Egli era ben consapevole che le donne di cui si era innamorato non lo contraccambiavano per le loro difficoltà personali, ma perché sopravveniva la perdita della voglia di autoaffermarsi che si associava al dolore per le sue delusioni amorose?
Alcuni autori dicono che alcuni soggetti hanno più bisogno di sentirsi amati, forse proprio quelli che lo sono stati di meno, ma l’associazione tra il dolore per questo bisogno non corrisposto e lo stato depressivo rimane ancora da conoscere con chiarezza.

La frase di questo mio paziente è stata per me illuminante per tentare di comprendere il collegamento tra il dolore per un bisogno di amore non corrisposto, che è un sentimento assolutamente umano e naturale, e l’apatia, il senso di vuoto e di demotivazione, la mancanza di voglia di vivere e il senso di scarsa autostima caratteristici del disturbo depressivo.. Ricostruendo le vicende della sua infanzia abbiamo compreso retrospettivamente che lui aveva provato nella sua infanzia il costante sentimento di non sentirsi amato. In modo del tutto inconsapevole egli lo aveva attribuito a qualcosa di misterioso mancante in lui. Se lui lo avesse superato ottenendo successi e dimostrandosi altamente disponibile con gli altri sarebbe stato sicuramente amato. Aveva perciò finito nella vita adulta con il finalizzare lo sviluppo dei propri interessi personali, della proprie naturali ambizioni di autorealizzazione, e degli ideali di dare un senso più o meno compiuto alla propria esistenza all’obbiettivo di trovare qualcuno che lo amasse. In questa maniera aveva messo in realtà la propria vita nelle mani di un altro, spesso sconosciuto con problemi, interessi, capacità di amare completamente indipendenti dalla sua volontà, dal suo senso di efficacia legato all’uso continuativo del corpo e della mente per vivere.

In tal modo le probabilità di ottenere un risultato soddisfacente sono scarsissime e siamo destinati ad una sofferenza continua. Da un lato l’oggetto del nostro amore, che ci serve per mantenere stabili i nostri successi o la nostra voglia di vivere, deve essere continuamente controllato, anche così però può deluderci, non amarci come vorremmo, può non corrisponderci o lasciarci; dall’altro non ci sentiremo mai contenti degli obbiettivi autoaffermativi raggiunti, perché, per quanto soddisfacenti, non ci hanno permesso di ottenere quello per cui abbiamo cercato di raggiungerli, cioè un senso soddisfacente di sentirci amati. Alla base del tono dell’umore depresso vi è a mio parere questo senso di costante fallimento della propria autorealizzazione personale e di perdita progressiva di speranza di ottenere quello per cui si è lottato per tutta una vita, l’amore di un altro essere umano.

Ottenere entrambi questi obbiettivi in modo completo e pieno fa parte di una vita realizzata e felice: forse la realtà di pochi. Ma nel dolore che ognuno di noi ha per i suoi bisogni di amore non completamente corrisposti nell’infanzia o nella vita adulta non possiamo aggiungere il senso di fallimento completo della propria autorealizzazione personale, con il rischio di piombare nella depressione stabile e continuativa.

Inoltre occorre sfatare una leggenda: non si può fare nulla per far sì che qualcuno ci ami! Tanti filosofi, poeti e santi ci hanno comunicato hanno scritto sull’amore e sulla capacità di amare, ma nessuno parla di come fare per essere amati perché l’amore di un altro è un dono che l’Altro ci offre spontaneamente, gratuitamente e quando lui lo vuole. Nel frattempo possiamo solo innaffiare i germogli delle nostre relazioni interpersonali di fiducia e di ottimismo, ma senza pretese.

Inoltre Gesù Cristo disse: “ AMA L’ALTRO COME TE STESSO”. Non ha detto “ MEGLIO DI TE STESSO”. Per lui era implicito che occorre amare sé stessi, la propria vita, i propri obbiettivi ed anche i pochi ma meritati successi! Parafrasando con rispetto la famosa frase del Figlio di Dio e senza avere ovviamente la stessa autorevolezza, mi permetto perciò di affermare: AMA TE STESSO COME VORRESTI ESSERE AMATO DALL’ALTRO.

Auguri di Buon Natale a tutti

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